Archivio mensile:settembre 2012

BLACK DAWNS


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LA STORIA NON E’ FINITA


In un periodo storico di grande fiducia nelle capacità di sviluppo del sistema del capitale, Francis Fukuyama, aveva affascinato molti con un annuncio incredibile e altisonante: “La fine della storia”. Era tempo per una supremazia indiscussa del modello di democrazia borghese occidentale, ad economia di mercato, segnata da dominio economico, finanziario e politico degli Stati Uniti d’America.

Molti anni prima, Marx diceva che la storia non si ferma mai, perché le forze che la animano, gli uomini che la vivono, agiscono perpetuamente per tirare la storia dalla propria parte.

Negli anni ’90, Fukuyama pareva proprio aver ragione. Le speranze di un mondo diverso si spegnevano col finire del secolo. I miti del cambiamento crollavano insieme alle democrazie popolari. Il capitalismo trionfava sotto l’insegna dell’ideologia liberista.

Qualcosa però sta cambiando.
La vittoria indiscussa del liberismo economico ha creato una società globale plasmata sulle esigenze della finanza e della corposa elite economica che gestisce la produzione e i flussi di merci. Ma questo mondo oggi non sta in piedi. Grandi banche sono fallite, parecchi stati sono sull’orlo della bancarotta, la stabilità della vecchia Europa è messa a rischio, la leadership statunitense è messa pesantemente in discussione dalle economie emergenti come Cina, Brasile, India e dal percorso politico socialista, anticapitalista e antimperialista intrapreso dalle “vecchie colonie degli USA” ovvero i paesi sudamericani confederati nell’ALBA.

Gli organismi di governo dell’esistente, la BCE, l’FMI, il G8, l’Unione Europea, vogliono riprendere il controllo e lanciano diktat agli stati. Tracciano linea guida per le politiche nazionali, schiacciando i governi eletti sotto la costante minaccia di abbandonare il loro paese al proprio destino di crisi. I popoli e gli stati che decidono politiche alternative sono out. La democrazia borghese perde di significato, poiché le scelte politiche sono sovradeterminate: la socialdemocrazia si piega alle esigenze del liberismo e tutti i partiti borghesi si trovano a dire le stesse cose, ad approvare le stesse ricette. Chi ci ha portato in questa situazione di crisi, pur di riprenderne il controllo, sta giocando al raddoppio, perpetrando le stesse politiche del passato con vigore ancor più distruttivo verso i diritti dei lavoratori, verso la democrazia, verso le sovranità dei popoli.

Ma qualcuno risponde che al raddoppio non ci sta e qualcuno addirittura che il capitalismo lo vuole lasciare. E’ il 27% di greci che hanno votato la coalizione di partiti comunisti SYRIZA. E’ il popolo venezuelano col suo percorso rivoluzionario bolivariano. E’ il 10% dei francesi che hanno scelto il programma radicale di Melenchon. Sono i popoli spagnoli e greci che scendono in piazza a sfidare le forze della repressione per affermare il proprio diritto a governare l’esistente. Sono gli italiani ingolfati nell’antipolitica e nella veemenza futile di Grillo, che delegittimando la politica intera, altro non chiedono che una democrazia reale e diretta. Sono anche le ombre nere e minacciose che si stanno alzando in Europa per offrire un’alternativa finta, una via di sfogo alle richieste popolari, che sa di vecchio, di reazione, di continuità.

Sono tanti i germogli di un mondo che vuole cambiare. Che cerca nuove strade e nuove vie per costruire una realtà capace di coniugare uguaglianza e libertà. In Italia pare che nonostante gli sforzi di tanti compagni, di tanti uomini e donne in lotta, i germogli non vogliano spuntare. Siamo a un punto zero in cui non c’è risposta ai diktat sovranazionali, alle controriforme del governo Monti, allo svilimento e alle modifiche della Costituzione. In due anni abbiamo perduto i contratti nazionali di lavoro, l’articolo 18, la possibilità per i giovani di avere una pensione, le recenti vittorie referendarie e quindi popolari in tema di tutela del patrimonio pubblico, la possibilità di fare politiche sociali per via degli “obblighi di bilancio”. Eppure tutto tace: le piazze sono vuote.

All’Italia manca qualcosa che i Giovani Comunisti di Monza e Brianza vogliono, quest’anno, contribuire a costruire. Mancano due cose. Una è la controinformazione, l’analisi compiuta delle dinamiche storiche in atto, la consapevolezza diffusa di cosa ci aspetta continuando su questa china. L’altra è un progetto definito verso cui dirigere le forze di chi vuol cambiare l’esistente e con cui quietare i timori di chi si aggrappa a questa realtà per quanto questa continui a deteriorarsi, a causa della giusta paura dell’ignoto, del baratro e del fallimento.

Dietro al progetto serve un organizzazione, che Rifondazione Comunista nel suo complesso deve costruire all’interno del panorama politico, del sindacato, del movimento studentesco. Nel frattempo dobbiamo riflettere e informare.
Per questo motivo lanciamo  una compagna di iniziative di analisi e controinformazione:

“La storia non è finita”

Vi aspettiamo al primo appuntamento, “Black Dawns”, Venerdì 12 Ottobre dalle ore 20.00, presso il Circolo Libertà di Viale Libertà 33. Una serata sulle minacce in tempo di crisi e di dominio liberista per l’attuale assetto istituzionale, per la democrazia come la abbiamo conosciuta fino ad ora, per la Costituzione dei partigiani.
GIOVANI COMUNISTI di MONZA e BRIANZA – RivoltiaMonza

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Solidarietà alla compagna Roberta!


Anche i Giovani Comunisti di Monza e Brianza e il blog RivoltiaMonza esprimono la loro solidarietà alla compagna Roberta Altrui. E’ un periodo che continuiamo a pubblicare comunicati di solidarietà a compagni, lavoratori e uomini in lotta. E’ segno che l’atmosfera politica non è leggera, ma anche che c’è qualcuno che non ha esitazioni, sempre sulla direzione giusta.
Di seguito riportiamo il comunicato della Direzione nazionale Giovani Comunisti:

“Durante la notte, la macchina di una compagna dei Giovani Comunisti di Pavia, Roberta Altrui, dirigente provinciale e regionale della giovanile e del Partito della Rifondazione Comunista, è stata trovata vandalizzata con delle spranghe. L’auto ha i vetri distrutti e la carrozzeria rigata.
La nostra compagna, impegnata da anni in prima linea nella lotta contro il neofascismo, insieme ad altri GC pavesi, è stata protagonista della manifestazione antifascista di massa, che è seguita ad una nuova ondata di aggressioni squadriste in città.L’atto intimidatorio ai danni della nostra compagna, precede la venuta di Roberto Fiore a Spessa Po prevista per sabato 22 settembre. Le autorità pubbliche consentono a forze eversive, che non si riconoscono nella Costituzione e nelle leggi dello Stato, di sfilare e compiere impunemente aggressioni ed initimidazioni ai danni delle forze giovanili, operaie ed antifasciste.
Con questa nota, l’intera organizzazione nazionale dei Giovani Comunisti solidarizza con la propria compagna e si impegna a costruire eventi locali ed una mobilitazione regionale in Lombardia per sostenere i GC e tutti gli antifascisti pavesi.
L
e aggressioni e le botte dei fascisti, sono la risposta del capitalismo alla lotta di classe. Non dimentichiamo gli insegnamenti della Resistenza italiana.
N
on daremo tregua al fascismo!”

 

Giovani Comunisti Monza e Brianza

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Anche ReteScuole a Profumo….


Io, tullio , Emanuele e Domitilla siamo andati a osnago, entrati alla festa del PD , area dibattiti, ci siamo seduti zitti zitti. Intanto i giovani studenti hanno tentato di appendere all’esterno della festa uno striscione. La digos ha ripreso con la videocamera. Il servizio d’ordine del pd, l’ha tolto.

Profumo, il rettore del politecnico, il sen. Rusconi come moderatore, il responsabile scuola del pd Martina.
Nelle prime file platea di ultra sessantenni: presidi, rettori, deputati….ben vestiti.
Qualche insegnante qua e là.
Noi zitti zitti.

Applauso ( partito dalle prime file) quando Martina afferma che BISOGNA FINALMENTE AVVIARE UN SERIO INTERVENTO SUL MERITO e la strada che indica Profumo li vede d’accordo.

Parlano ma nn si capisce che stanno parlando di scuola e università, sembra un incontro della Confindustria.
Rusconi annuisce ossessivamente alle affermazioni di Profumo.

I ragazzi aprono uno striscione con scritto NO ALL’UNIVERSITÀ spa.
Allora anche noi ci spostiamo ai lati e tiriamo fuori la nostra bandiera gialla: “Vogliono distruggere la scuola pubblica. Io non ci sto!”
Silenzio
Rimaniamo fermi immobili girati verso il ministro. Da dietro la mia bandiera non vedo i ragazzi e le ragazze che vengono allontanati.
Silenzio
Dopo tre interventi richiesti al ministro, si apre un falso e manovrato dibattito : un rettore che inaugurerà un campus (?) a Lecco, una dirigente ossequiosa e servile, un non ben precisato personaggio che butta lì con moderazione e uso raffinato delle parole il problema dei finanziamenti inesistenti…

Emanuele chiede di parlare.
Tullio , da sotto la bandiera, alzando la voce lo sostiene.
Io rincalzo.

Rusconi afferma di essere lui il moderatore e che possiamo andare a parlare nelle nostre feste!(??)
Che se si apre il dibattito devono allora parlare tutti! Appunto, fateci parlare, siamo maestre e professori facciamo noi la scuola.
Niente.
alla festa democratica non c’è democrazia.

Vergogna!

Si parlavano tra loro.

Usciamo, esce anche il pubblico. L’assemblea è finita!
Un giornalista ci intervista. Vuole sapere che domande volevamo fare.
Qualcuno si avvicina per solidarizzare con noi.

Esco cerco la macchina del ministro, aspetto.
Arriva con la sua scorta, mi avvicino:” buona sera ministro. Le ho scrittto una lettera per raccontarle come stiamo vivendo nella scuola primaria. La legga”
Prende la lettera, mi dà la mano (!!!) , sorriso di convenienza, saluta.

Dovevamo farlo!

 

Martagatti – Retescuole

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SCUOLA E UNIVERSITA’ PUBBLICHE! PROFUMO NON CI MERITI!


Questa sera una ventina di studenti dei Giovani Comunisti di Lecco e Monza e dell’Unione degli Studenti di Vimercate sono intervenuti pacificamente alla Festa Democratica di Osnago in occasione della presenza del Ministro Profumo.

Abbiamo mostrato alcuni striscioni e distribuito dei volantini in cui si spiegava chiaramente l’operato di questo Governo, in perfetta continuità con quello precedente: privatizzazione e smantellamento dell’istruzione di massa, pubblica, gratuita e laica. Le forze dell’ordine ci hanno allontanato per identificarci e non abbiamo potuto proseguire il nostro intervento all’interno del dibattito e, dunque, non siamo riusciti a porre pubblicamente domande e critiche al Ministro.

L’inversione di tendenza, decantata del ministro Profumo, rispetto ai tagli e alle privatizzazioni dell’istruzione pubblica è strumentale e non veritiera. Da quando il Governo Monti si è insediato non è stato percepito nessun cambiamento rispetto ai precedenti governi, in particolare dal punto di vista di finanziamenti per scuole, università, edilizia scolastica e diritto allo studio.

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Solidarietà ai braccianti di Castelnuovo Scrivia e ai compagni di Tortona e Pavia!


In un momento in cui il potere politico è commissariato da quei poteri finanziari che stanno lucrando sulla regressione economica e sociale del nostro paese, la repressione investe impietosamente chi, remando controcorrente, sta ancora cercando di rivendicare i suoi diritti, di conquistarsi un briciolo di dignità umana nella propria vita lavorativa, di dare ancora speranza ai lavoratori e alle classi deboli del nostro paese.

Accade così che le proteste portate avanti dai braccianti di Castelnuovo Scrivia per denunciare la propria condizione di schiavitù, siano costate a loro e ad alcuni solidali, tra cui i compagni del PRC di Tortona e un compagno dei Giovani Comunisti di Pavia, una denuncia per concorso in violenza privata. Non è stato risparmiato nessuno dei compagni e dei lavoratori che hanno animato il Presidio di Castelnuovo Scrivia e i blocchi stradali di agosto, operati con l’intento di impedire o ritardare i rifornimenti dei camion della grande distribuzione in carico verso l’Azienda Lazzaro, indagata per riduzione in schiavitù, frode fiscale, violazione delle leggi sull’immigrazione e altro, e ciò nonostante ancora operativa.

Quelli che devono essere letti come legittimi atti di riscatto della propria condizione sociale e di rivendicazione di un banale principio di giustizia, sono perseguiti dalla magistratura. Come già è stato sperimentato dagli operai del Gigante di Basiano, dagli operai della Jabil di Cascina de’ Pecchi, dalla popolazione Valsusina quando i lavoratori e i cittadini chiedono diritti, giustizia e autodeterminazione, lo stato italiano risponde utilizzando le sue strutture, quali polizia e magistratura, per tutelare gli interessi privati contro i diritti dei lavoratori e della popolazione. Questa è l’Italia che l’ideologia del capitale, i poteri finanziari e le istituzioni borghesi italiane ed europee, che ci stanno sovradeterminando, hanno ormai plasmato.

Organizziamoci e lottiamo per frenare questo furto di democrazia e di giustizia e per non vanificare i sacrifici di chi nonostante la precarietà delle proprie condizioni di vita, la propria ricattabilità sul luogo di lavoro, i rischi connessi all’atteggiamento repressivo dello Stato e – talora – i rischi legati alla possibilità di restare nel nostro paese, continuano a lottare.
Ai braccianti e a tutti i denunciati di Castelnuovo Scrivia va la nostra solidarietà!

RIVOLTIAMONZA – Giovani della Federazione della Sinistra MB                                                

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