Archivio mensile:dicembre 2012

La democrazia del Presidente…


Lotto per il 18
I Giovani Comunisti di Monza e Brianza accolgono con amarezza e sdegno la decisione del presidente della repubblica Giorgio Napolitano di sciogliere le camere prima dell’inizio del nuovo anno.
Questa decisione ha invalidato le oltre 500.000 firme che erano state raccolte da Rifondazione, IDV e FIOM per il ripristino dell’articolo 18, l’abolizione dell’articolo 8, l’abolizione della diaria dei parlamentari e l’abolizione della riforma Fornero.
Ancora una volta apprendiamo tristemente che la volontà popolare viene ignorata. Invece di confrontarsi sul terreno della democrazia partecipata le Istituzioni preferiscono invalidare le richieste di centinaia di migliaia di cittadini e di lavoratori ricorrendo a squallidi sotterfugi. Sciogliere le camere i primi di Gennaio infatti non avrebbe modificato l’agenda politica, nè alterato il decorso delle vicende istituzionali od elettorali, ma semplicemente avrebbe permesso di portare a termine l’iter per la presentazione dei referendum, garantendo un diritto costituzionalmente riconosciuto.
Con questo vergognoso epilogo si conclude l’esperienza fallimentare del governo Monti. Un governo che aveva un unico scopo: far pagare la crisi alle fasce più povere della popolazione lasciando in pace, come al solito, chi è più ricco.
Noi continueremo a lavorare per il cambiamento.
Rivoltiamonza – Giovani comunisti Monza e Brianza
Giovani Comunisti
Contrassegnato da tag , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

OCCUPARE IL PRESENTE, COSTRUIRE IL FUTURO: FRISI OCCUPATO


“Un’alternativa è possibile!” ci dicono gli studenti del Frisi con le parole del loro comunicato, che pubblichiamo qui di seguito, e con l’azione, la recente occupazione della loro scuola. E’ confortante vedere che la maggioranza degli studenti sia impegnata non solo nell’analisi e nell’approfondimento politico culturale, ma anche nella denuncia degli effetti distruttivi delle politiche di questo governo, voluto e sostenuto da centrodestra e centrosinistra, da PD e PdL, sul diritto allo studio, sulla qualità dell’istruzione, sulla realtà materiale che gli studenti vivono ogni giorno nella loro scuola. Il merito di quanto è stato costruito il 13 dicembre dagli studenti del Collettivo Politico Frisi è duplice: da un lato la forza delle loro denunce, cioè la volontà di incidere seriamente sulla realtà, dall’altro la qualità della loro proposta. La forza si è manifestata con un’azione collettiva, rappresentativa e rivendicata dalla maggior parte del corpo studentesco, pronta a sfidare in nome di un obiettivo comune e dell’interesse di tutti le norme, i dubbi, le paure che chi ci governa (a ogni livello: dai presidi ai presidenti) non esita a scuotere minacciosamente in faccia a chi cerca di cambiare le cose. La qualità della proposta ha saputo inoltre sfatare i pregiudizi sulle “occupazioni” restituendo a questa pratica un forte significato politico e ha dimostrato che la nostra generazione è ancora munifica di elaborazione, di idee, di proposte e di volontà di realizzarle, nella speranza di poter fare meglio di chi ci ha – disastrosamente – preceduto.

I Giovani Comunisti di Monza non possono che appoggiare azioni di questo genere, condividendone appieno le rivendicazioni, le finalità e i modi di azione. Ringraziamo i compagni del Frisi e i compagni dello Zucchi, che hanno acceso per primi la scintilla delle occupazioni studentesche monzesi. Speriamo che questa scintilla non smetta di attecchire. Invitiamo anzi tutti gli studenti e in primis coloro che militano nei collettivi studenteschi e i Giovani Comunisti che frequentano le scuole a proseguire il lavoro intrapreso, a rilanciare le loro rivendicazioni e a lavorare per generalizzare il conflitto. Infatti chi oggi parla di austerità e spending review per farsi vanto di aver salvato l’Italia dal fallimento, non solo sta distruggendo la scuola pubblica, ma sta smantellando l’intero stato sociale. Non solo sta cancellando i diritti degli studenti, ma anche quelli dei lavoratori. Non solo sta negando la possibilità per la gente comune di accedere ai livelli più alti dell’istruzione, ma anche ai servizi basilari del trasporto pubblico e del servizio sanitario nazionale. Gli effetti di queste politiche sono la recessione economica, il nostro impoverimento, il peggioramento reale della qualità della nostra vita. Chiamano tutto questo “sacrifici”, perchè a noi tutto questo sembri ineluttabile, eppure dopo oltre un anno di queste politiche non si vede un miglioramento reale delle condizioni dell’economia, del debito pubblico, del bilancio. La ricchezza sottrattaci la stanno infatti impiegando per pagare interessi sempre più ampi alle banche, sotto la minaccia costante dello spread e dei reting. Contro un attacco frontale che agisce compattamente su tanti aspetti della nostra esistenza, serve una risposta compatta che rivendichi la priorità dell’interesse comune in ogni ambito della sfera pubblica e del dibattito politico e che sappia unire i corpi sociali attivi ciascuno nella propria lotta. Contiamo che la lotta degli studenti si contamini con le sensibilità di chi oggi difende il territorio dalle speculazioni, di chi difende il lavoro dalla precarietà, di chi chiunque cerchi di prospettare uno scenario alternativo.

Avanti così!

GIOVANI COMUNISTI MONZA e BRIANZA – RivoltiaMonza

60929_337831412990437_776493534_n

OCCUPARE IL PRESENTE, COSTRUIRE IL FUTURO

13 dicembre 2012, il liceo scientifico Paolo Frisi è occupato.
In opposizione alle usuali critiche di pochi soggetti, gli studenti frisini hanno espresso chiaro sostegno all’occupazione mediante una votazione democratica con 639 studenti favorevoli a fronte di 137 astenuti.
Forti di un processo informativo che ha conseguito un enorme supporto della collettività, l’occupazione ha confermato la possibilità di proporre una protesta che fosse realmente costruttiva. La giusta indignazione degli studenti è stata incanalata in una giornata segnata positivamente da numerose possibilità di confronto, di studio e di sensibilizzazione su temi politici, storici e civili, brutalmente evitati nella programmazione scolastica quotidiana.
Conferenze su situazione politica, economica e Costituzione, dibattiti di attualità e caffè filosofici, ripetizioni di svariate materie scolastiche, laboratori di ristrutturazione e assemblee plenarie ne sono fervidi esempi.
Straordinaria la partecipazione, stimata in più di 500 frisini, esemplare la grande prova di democrazia diretta espressa nelle giornata attraverso assemblee plenarie nelle quali la collettività ha potuto decidere e deliberare circa i punti fondamentali dell’occupazione.
Garantito il diritto di partecipare alle lezioni anche ai rari studenti presenti in disaccordo con la modalità di protesta, ci sentiamo in grado di esprimere un’immensa soddisfazione per la riuscita di un evento letteralmente impensabile nella realtà frisina
La protesta ha avuto un’enorme eco mediatica, è penetrata in ogni strato di popolazione ed è riuscita a raggiungere i piani alti del potere amministrativo e politico.
Il messaggio lanciato con l’occupazione è un grido di speranza di studenti che progressivamente vedono venir meno diritti garantiti dalla Costituzione.
L’occupazione è stata il culmine di un lungo lavoro di ricerca delle cause che hanno portato il nostro liceo e la nostra società in una situazione precaria nonché un laboratorio di possibili soluzioni per arginare il declino.
Aggiunte a misure dei miopi governi che si sono succeduti negli anni, culminate nell’austerity di stampo montiano e sostenute dalla maggioranza delle forze presenti in parlamento, sono presenti problematiche relative al nostro liceo.
La struttura che quotidianamente ospita le lezioni versa in condizioni fatiscenti. Finestre a ghigliottina fuori norma, soggette a spifferi e poco economiche in termini energetici, innumerevoli falle nei muri, laboratori fuori norma, temperature al di sotto del limite di legge in alcune aule ma addirittura eccessive in altre e una palestra su due resa inagibile dalla pavimentazione in progressivo deterioramento. La manutenzione degli edifici scolastici superiori è cura della nuova provincia di Monza Brianza, nel bilancio del 2011 venne inserito un investimento di 2.300.000 euro per la nostra scuola, cancellato poi causa contenziosi con la provincia di Milano e in seguito ad una scelta di priorità da parte dell’amministrazione.
Come se non fosse abbastanza, dall’inizio del corrente anno scolastico la scuola ha un’altra grave assenza: la biblioteca. Un regalo del governo Monti, così come il taglio del fondo per il MOF, l’ennesimo finanziamento all’istruzione privata e l’esenzione IMU agli istituti privati.
Oltre a immensi risultati nel campo della responsabilizzazione, della sensibilizzazione e delle protesta, l’occupazione ha avuto come conseguenza l’ottenimento di incontri con le istituzioni.
Il 14 dicembre abbiamo avuto la visita di una rappresentanza comunale, composta dal sindaco Scanagatti e dall’assessore all’istruzione Montalbano, nonché di una rappresentanza provinciale, costituita dall’onorevole Meroni assessore all’edilizia scolastica, al demanio e al patrimonio.
I primi, coscienti che l’amministrazione comunale non ha voce in capitolo circa la ristrutturazione delle scuole superiori, hanno espresso sentita vicinanza e offerto una possibilità di dialogo con il corpo studentesco, seppur rappresentanti di una forza politica che durante l’esperienza del governo Monti ha sottoscritto politiche contrarie a rivendicazioni portate anche in sede di occupazione.
Dal secondo colloquio invece è emerso che nelle priorità decise dalla provincia per l’anno precedente non figurava la scuola e i fondi disponibili sono stati utilizzati in gran parte per lo svincolo del Malcantone, la metrotramvia in collegamento con Milano e la sistemazione della sede provinciale. Della messa a norma o della ristrutturazione ordinaria e straordinaria degli edifici scolastici non c’è traccia nel bilancio.

Una civiltà che non investe nella scuola pubblica, fabbrica dei futuri cittadini, è destinata a perire.

A fronte di un governo nazionale formato da forze politiche che sovente gridano alla salvezza dell’Italia e offrono illusorie soluzione ai cittadini e di un’amministrazione provinciale impegnata in politiche affaristiche e ideologiche, abbiamo dimostrato, mettendoci in gioco, che un’alternativa è possibile.

Non ci scoraggeremo e continueremo la lotta, noi siamo il futuro.

Collettivo Politico Frisi

Contrassegnato da tag , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

Sabato 15 Dicembre


VOTA

ANDREA DI STEFANO

alle primarie del Patto Civico della Lombardia

Andrea Di Stefano

Chi può votare:

Si vota dalle ore 8.00 alle ore 20.00 di sabato 15 dicembre 2012 nel proprio seggio di appartenenza che verrà pubblicato su questo sito, corrispondente alla propria sezione elettorale. I minori di 18 anni e i cittadini di altri Paesi devono basarsi sulla residenza (è utile fare riferimento al seggio dei genitori o dei vicini di casa). Occorre portare con sé la carta di identità e la tessera elettorale (per chi ne è in possesso).
La partecipazione alle Primarie del Patto Civico è aperta a tutte le cittadine e i cittadini italiani residenti in Lombardia, in possesso dei requisiti previsti dalla legge; alle cittadine e ai cittadini dell’Unione Europea residenti in Lombardia; alle cittadine e ai cittadini di altri Paesi, residenti in Lombardia e in possesso di regolare permesso di soggiorno e carta d’identità; ai giovani residenti in Lombardia che abbiano compiuto i 16 anni entro il 15 dicembre 2012. Gli elettori dovranno versare un contributo alle spese organizzative di almeno 1 euro e fornire i propri dati anagrafici.

Dove si vota:

I seggi non sono i medesimi dei recenti appuntamenti. Verifica qui il seggio delle Primarie in cui devi votare, in base alla sezione elettorale riportata sulla tua tessera elettorale.

Contrassegnato da tag , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

Chavez, amigo, el pueblo esta contigo!


Hugo Chavez

Il 9 Dicembre Hugo Chavez, Presidente del Venezuela, annuncia di dover affrontare un nuovo intervento a Cuba per combattere contro il tumore con cui convive da tempo.

La malattia di Chavez potrebbe degenerare a breve – come lui stesso ha ammesso – portando perciò, nel peggiore dei casi, alla nomina ad interim di Nicolas Maduro, oggi vice-presidente. Così prevede la Costituzione. Chavez inoltre ha dichiarato di augurarsi che Manduro si candidi alle prossime elezioni e sia eletto dal popolo venezuelano.

Il mandato di Chavez inizia nel 1998 quando il 56% degli elettori lo designano Presidente della Repubblica. Sopravvive nel 2002 ad un colpo di stato militare, organizzato dall’alta borghesia filo-statunitense, e vinto nel giro di tre giorni 3 giorni dalle forze militari rimaste fedeli alla Costituzione. Chavez viene rieletto nel 2006 con il 63% dei voti e conduce un’altra campagna elettorale vincente nel 2012 riuscendo a proseguire le politiche socialiste del proprio governo con più del 55% dei voti conquistati contro il liberale destroide Capriles, che partecipò al golpe del 2002. In totale ha vinto – in un quindicennio – 13 confronti elettorali, di cui alcuni erano referendum voluti sulla sua persona da parte dell’opposizione. Grazie alle modifiche costituzionali di Chavez, che in USA chiamano dittatore, è stata infatti istituita la revocabilità di ogni carica politica tramite referendum. Ma Chavez non è mai stato sfiduciato dal suo popolo.

Maduro è l’attuale Vice-presidente e per anni ha ricoperto il ruolo di Ministro degli esteri; rappresenta per molti osservatori, anche occidentali, la realizzazione del sogno socialista: da umile autista di autobus e fondatore dei primi sindacati a uomo politico amato dalla gente per la sua semplicità e affabilità.

Cosa succederà?

I più critici preannunciano la fine di un’era dominata dal populismo personalista del Presidente e il ritorno di un apparato democratico. Questa è chiaramente la versione distorta e impacchetta dai media privati o filoamericani. La realtà dei fatti è ben diversa: il tessuto sociale ha beneficiato delle politiche sociali del governo a prescindere dal “personalismo” di Chavez. L’UNESCO assicura l’eliminazione dell’analfabetismo. Grazie alla nazionalizzazione delle risorse strategiche come petrolio e sabbie bituminose, sottratte all’avidità delle multinazionali e dell’imperialismo economico statunitense, si è potuto metter fine all’emarginazione dei quartieri e dei territori più poveri con imponenti programmi sociali, strutture sanitarie, scolastiche e abitative. La disoccupazione è scesa da 14,4% del 1999 al 7,6% del 2011, la povertà dal 23 all’8,5%, mentre il  il PIL pro capite è salito da 4100$ a 10810$.

I progressi non sono stati solo sul piano sociale, ma anche sul piano della democrazia. Sono stati istituiti organismi amministrativi locali di democrazia diretta, le Comuni. Nell’ambito dell’organizzazione del lavoro, dell’aggregazione sociale e della gestione del territorio, dei quartieri e delle loro risorse sono state introdotte e sostenute forme di autogestione e autorganizzazione.

Il Partito Socialista Unito del Venzuela (PSUV), principale membro della coalizione pluripartitica della sinistra che attualmente governa il Venezuela, conta due milioni di iscritti. E’ presente in tutte le fabbriche, private o nazionalizzate, e negli uffici pubblici, dove iscritti e sostenitori hanno scelto liberamente di finanziare la campagna politica di quest’anno.

Stato, governo e partito sono strutture simbiotiche, con una forte adesione popolare che non potrà scomparire anche in mancanza di Chavez, benché questi col suo carisma sia stato l’uomo chiave della Rivoluzione Bolivariana.

Dietro quest’esperienza socialista, unica nel terzo millennio, così come dietro a tutte le esperienze di emancipazione collettiva, rimangono sempre i meriti e l’umanità degli individui. Confidiamo che Hugo Chavez mantenga nella sua battaglia contro la sorte e la natura, la stessa forza che ha usato contro le ingiustizie causate dall’uomo.

“Somos guerreros de la vida”

 

GIOVANI COMUNISTI MONZA E BRIANZA – RivoltiaMonza   Giovani Comunisti

AGGIORNAMENTO al 18-12-12, per dovere di cronaca: Nonostante le condizioni di Chavez e la sua assenza dal territorio nazionale, vittoria Bolivariana alle regionali

Contrassegnato da tag , , , , , , , , , , , ,

NOI UN’ALTRA BRIANZA SOSTENIAMO ANDREA DI STEFANO


Noi cittadine e cittadini che abitano la Brianza sosteniamo con convinzione la candidatura di Andrea Di Stefano.

Il nostro territorio deve essere riconsegnato alla buona politica, alle persone che in questi anni hanno messo in pratica le migliori prassi di sostenibilità sociale, economica e ambientale.

Andrea è un candidato autorevole, credibile, etico ed “eretico”, capace di rappresentare il bisogno diffuso di discontinuità e rinnovamento.

La Lombardia deve voltare pagina dopo vent’anni di dittatura ideologica, da luogo di promozione e sperimentazione del neoliberismo estremo, affaristico e clientelare, può divenire un esempio di innovazione e buon governo, dove il lavoro, la salute, l’ambiente, il territorio siano fattori di vivibilità, benessere, redistribuzione ed equità e non ambiti di sfruttamento e di depredazione economico/finanziaria.

Andrea esprime dei valori e dei vincoli programmatici nei quali ci riconosciamo: difesa dei beni comuni e dei diritti universali; legalità, trasparenza e bilancio regionale partecipato; welfare con più risorse, nuovo piano socio sanitario per garantire i livelli essenziali di assistenza sociale; lavoro e reddito minimo garantito; economia responsabile e solidale; stop al consumo del suolo e piano energetico regionale; scuola pubblica e progressivo cambiamento nella distribuzione delle risorse tra pubblico e privato; nuovo piano regionale mobilità, controllo del traffico e incremento trasporti regionali pubblici.

Andrea propone una visione della Lombardia che può rappresentare generi, generazioni, soggettività, culture ed etnie.

Invitiamo le donne e gli uomini che credono che la politica si rinnova col contributo di tutti a sottoscrivere l’appello, ad attivarsi e attivare altre persone, usando i pochi giorni che ci separano dalle primarie del 15 dicembre per affermare un’altra Lombardia economicamente equa e socialmente solidale.

Francesco Beretta Monza
Romeo Cerri Seregno
Stefano Forleo Carate Brianza
Giuseppina Minotti Seregno
Lorena Peraboni Monza
Alberto Pizzinato Monza

Appuntamenti:

Riunione dei Comitato Brianzolo a sostegno di Andrea Di Stefano

Venerdi 7 Dicembre alle ore 21 presso il Circolo Libertà in Corso Libertà 33 a Monza

Andrea Di Stefano incontra La Brianza: assemblea pubblica con il candidato.

Lunedì 10  Dicembre alle ore 21 presso il Circolo Libertà in Corso Libertà 33 a Monza

Ci trovi su fb  Comitato brianzolo a sostegno di Andrea Di Stefano

Contrassegnato da tag , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: