OCCUPARE IL PRESENTE, COSTRUIRE IL FUTURO: FRISI OCCUPATO


“Un’alternativa è possibile!” ci dicono gli studenti del Frisi con le parole del loro comunicato, che pubblichiamo qui di seguito, e con l’azione, la recente occupazione della loro scuola. E’ confortante vedere che la maggioranza degli studenti sia impegnata non solo nell’analisi e nell’approfondimento politico culturale, ma anche nella denuncia degli effetti distruttivi delle politiche di questo governo, voluto e sostenuto da centrodestra e centrosinistra, da PD e PdL, sul diritto allo studio, sulla qualità dell’istruzione, sulla realtà materiale che gli studenti vivono ogni giorno nella loro scuola. Il merito di quanto è stato costruito il 13 dicembre dagli studenti del Collettivo Politico Frisi è duplice: da un lato la forza delle loro denunce, cioè la volontà di incidere seriamente sulla realtà, dall’altro la qualità della loro proposta. La forza si è manifestata con un’azione collettiva, rappresentativa e rivendicata dalla maggior parte del corpo studentesco, pronta a sfidare in nome di un obiettivo comune e dell’interesse di tutti le norme, i dubbi, le paure che chi ci governa (a ogni livello: dai presidi ai presidenti) non esita a scuotere minacciosamente in faccia a chi cerca di cambiare le cose. La qualità della proposta ha saputo inoltre sfatare i pregiudizi sulle “occupazioni” restituendo a questa pratica un forte significato politico e ha dimostrato che la nostra generazione è ancora munifica di elaborazione, di idee, di proposte e di volontà di realizzarle, nella speranza di poter fare meglio di chi ci ha – disastrosamente – preceduto.

I Giovani Comunisti di Monza non possono che appoggiare azioni di questo genere, condividendone appieno le rivendicazioni, le finalità e i modi di azione. Ringraziamo i compagni del Frisi e i compagni dello Zucchi, che hanno acceso per primi la scintilla delle occupazioni studentesche monzesi. Speriamo che questa scintilla non smetta di attecchire. Invitiamo anzi tutti gli studenti e in primis coloro che militano nei collettivi studenteschi e i Giovani Comunisti che frequentano le scuole a proseguire il lavoro intrapreso, a rilanciare le loro rivendicazioni e a lavorare per generalizzare il conflitto. Infatti chi oggi parla di austerità e spending review per farsi vanto di aver salvato l’Italia dal fallimento, non solo sta distruggendo la scuola pubblica, ma sta smantellando l’intero stato sociale. Non solo sta cancellando i diritti degli studenti, ma anche quelli dei lavoratori. Non solo sta negando la possibilità per la gente comune di accedere ai livelli più alti dell’istruzione, ma anche ai servizi basilari del trasporto pubblico e del servizio sanitario nazionale. Gli effetti di queste politiche sono la recessione economica, il nostro impoverimento, il peggioramento reale della qualità della nostra vita. Chiamano tutto questo “sacrifici”, perchè a noi tutto questo sembri ineluttabile, eppure dopo oltre un anno di queste politiche non si vede un miglioramento reale delle condizioni dell’economia, del debito pubblico, del bilancio. La ricchezza sottrattaci la stanno infatti impiegando per pagare interessi sempre più ampi alle banche, sotto la minaccia costante dello spread e dei reting. Contro un attacco frontale che agisce compattamente su tanti aspetti della nostra esistenza, serve una risposta compatta che rivendichi la priorità dell’interesse comune in ogni ambito della sfera pubblica e del dibattito politico e che sappia unire i corpi sociali attivi ciascuno nella propria lotta. Contiamo che la lotta degli studenti si contamini con le sensibilità di chi oggi difende il territorio dalle speculazioni, di chi difende il lavoro dalla precarietà, di chi chiunque cerchi di prospettare uno scenario alternativo.

Avanti così!

GIOVANI COMUNISTI MONZA e BRIANZA – RivoltiaMonza

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OCCUPARE IL PRESENTE, COSTRUIRE IL FUTURO

13 dicembre 2012, il liceo scientifico Paolo Frisi è occupato.
In opposizione alle usuali critiche di pochi soggetti, gli studenti frisini hanno espresso chiaro sostegno all’occupazione mediante una votazione democratica con 639 studenti favorevoli a fronte di 137 astenuti.
Forti di un processo informativo che ha conseguito un enorme supporto della collettività, l’occupazione ha confermato la possibilità di proporre una protesta che fosse realmente costruttiva. La giusta indignazione degli studenti è stata incanalata in una giornata segnata positivamente da numerose possibilità di confronto, di studio e di sensibilizzazione su temi politici, storici e civili, brutalmente evitati nella programmazione scolastica quotidiana.
Conferenze su situazione politica, economica e Costituzione, dibattiti di attualità e caffè filosofici, ripetizioni di svariate materie scolastiche, laboratori di ristrutturazione e assemblee plenarie ne sono fervidi esempi.
Straordinaria la partecipazione, stimata in più di 500 frisini, esemplare la grande prova di democrazia diretta espressa nelle giornata attraverso assemblee plenarie nelle quali la collettività ha potuto decidere e deliberare circa i punti fondamentali dell’occupazione.
Garantito il diritto di partecipare alle lezioni anche ai rari studenti presenti in disaccordo con la modalità di protesta, ci sentiamo in grado di esprimere un’immensa soddisfazione per la riuscita di un evento letteralmente impensabile nella realtà frisina
La protesta ha avuto un’enorme eco mediatica, è penetrata in ogni strato di popolazione ed è riuscita a raggiungere i piani alti del potere amministrativo e politico.
Il messaggio lanciato con l’occupazione è un grido di speranza di studenti che progressivamente vedono venir meno diritti garantiti dalla Costituzione.
L’occupazione è stata il culmine di un lungo lavoro di ricerca delle cause che hanno portato il nostro liceo e la nostra società in una situazione precaria nonché un laboratorio di possibili soluzioni per arginare il declino.
Aggiunte a misure dei miopi governi che si sono succeduti negli anni, culminate nell’austerity di stampo montiano e sostenute dalla maggioranza delle forze presenti in parlamento, sono presenti problematiche relative al nostro liceo.
La struttura che quotidianamente ospita le lezioni versa in condizioni fatiscenti. Finestre a ghigliottina fuori norma, soggette a spifferi e poco economiche in termini energetici, innumerevoli falle nei muri, laboratori fuori norma, temperature al di sotto del limite di legge in alcune aule ma addirittura eccessive in altre e una palestra su due resa inagibile dalla pavimentazione in progressivo deterioramento. La manutenzione degli edifici scolastici superiori è cura della nuova provincia di Monza Brianza, nel bilancio del 2011 venne inserito un investimento di 2.300.000 euro per la nostra scuola, cancellato poi causa contenziosi con la provincia di Milano e in seguito ad una scelta di priorità da parte dell’amministrazione.
Come se non fosse abbastanza, dall’inizio del corrente anno scolastico la scuola ha un’altra grave assenza: la biblioteca. Un regalo del governo Monti, così come il taglio del fondo per il MOF, l’ennesimo finanziamento all’istruzione privata e l’esenzione IMU agli istituti privati.
Oltre a immensi risultati nel campo della responsabilizzazione, della sensibilizzazione e delle protesta, l’occupazione ha avuto come conseguenza l’ottenimento di incontri con le istituzioni.
Il 14 dicembre abbiamo avuto la visita di una rappresentanza comunale, composta dal sindaco Scanagatti e dall’assessore all’istruzione Montalbano, nonché di una rappresentanza provinciale, costituita dall’onorevole Meroni assessore all’edilizia scolastica, al demanio e al patrimonio.
I primi, coscienti che l’amministrazione comunale non ha voce in capitolo circa la ristrutturazione delle scuole superiori, hanno espresso sentita vicinanza e offerto una possibilità di dialogo con il corpo studentesco, seppur rappresentanti di una forza politica che durante l’esperienza del governo Monti ha sottoscritto politiche contrarie a rivendicazioni portate anche in sede di occupazione.
Dal secondo colloquio invece è emerso che nelle priorità decise dalla provincia per l’anno precedente non figurava la scuola e i fondi disponibili sono stati utilizzati in gran parte per lo svincolo del Malcantone, la metrotramvia in collegamento con Milano e la sistemazione della sede provinciale. Della messa a norma o della ristrutturazione ordinaria e straordinaria degli edifici scolastici non c’è traccia nel bilancio.

Una civiltà che non investe nella scuola pubblica, fabbrica dei futuri cittadini, è destinata a perire.

A fronte di un governo nazionale formato da forze politiche che sovente gridano alla salvezza dell’Italia e offrono illusorie soluzione ai cittadini e di un’amministrazione provinciale impegnata in politiche affaristiche e ideologiche, abbiamo dimostrato, mettendoci in gioco, che un’alternativa è possibile.

Non ci scoraggeremo e continueremo la lotta, noi siamo il futuro.

Collettivo Politico Frisi

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