Archivio mensile:settembre 2013

12 ottobre: manifestazione nazionale a Roma in difesa della Costituzione


Pubblichiamo di seguito l’appello per la difesa e l’applicazione della costituzione

L’appuntamento è il 12 Ottobre alle 14 in Piazza della Repubblica a ROMA.

Qui l’evento facebook della manifestazione.

1. Di fronte alle miserie, alle ambizioni personali e alle rivalità di gruppi spacciate per affari di Stato, invitiamo i cittadini a non farsi distrarre. Li invitiamo a interrogarsi sui grandi problemi della nostra società e a riscoprire la politica e la sua bussola: la Costituzione. La dignità delle persone, la giustizia sociale e la solidarietà verso i deboli e gli emarginati, la legalità e l’abolizione dei privilegi, l’equità nella distribuzione dei pesi e dei sacrifici imposti dalla crisi economica, la speranza di libertà, lavoro e cultura per le giovani generazioni, la giustizia e la democrazia in Europa, la pace: questo sta nella Costituzione. La difesa della Costituzione non è uno stanco richiamo a un testo scritto tanti anni fa. Non è un assurdo atteggiamento conservatore, superato dai tempi. Non abbiamo forse, oggi più che mai, nella vita d’ogni giorno di tante persone, bisogno di dignità, legalità, giustizia, libertà? Non abbiamo bisogno di politica orientata alla Costituzione? Non abbiamo bisogno d’una profonda rigenerazione bonificante nel nome dei principi e della partecipazione democratica ch’essa sancisce?

Invece, si è fatta strada, non per caso e non innocentemente, l’idea che questa Costituzione sia superata; che essa impedisca l’ammodernamento del nostro Paese; che i diritti individuali e collettivi siano un freno allo sviluppo economico; che la solidarietà sia parola vuota; che i drammi e la disperazione di individui e famiglie siano un prezzo inevitabile da pagare; che la partecipazione politica e il Parlamento siano ostacoli; che il governo debba essere solo efficienza della politica economica al servizio degli investitori; che la vera costituzione sia, dunque, un’altra: sia il Diktat dei mercati al quale tutto il resto deve subordinarsi. In una parola: s’è fatta strada l’idea che la democrazia abbia fatto il suo tempo e che si sia ormai in un tempo post-democratico: il tempo della sostituzione del governo della “tecnica” economico-finanziaria al governo della “politica” democratica. Così, si spiegano le “ineludibili riforme” – come sono state definite –, ineludibili per passare da una costituzione all’altra.

La difesa della Costituzione è dunque innanzitutto la promozione di un’idea di società, divergente da quella di coloro che hanno operato finora tacitamente per svuotarla e, ora, operano per manometterla formalmente. È un impegno, al tempo stesso, culturale e politico che richiede sia messa in chiaro la natura della posta in gioco e che si riuniscano quante più forze è possibile raggiungere e mobilitare. Non è la difesa d’un passato che non può ritornare, ma un programma per un futuro da costruire in Italia e in Europa.

2. Eppure, per quanto si sia fatto per espungerla dal discorso politico ufficiale, nel quale la si evocava solo per la volontà di cambiarla, la Costituzione in questi anni è stata ben viva. Oggi, ci accorgiamo dell’attualità di quell’articolo 1 della Costituzione che pone il lavoro alla base, a fondamento della democrazia: un articolo a lungo svalutato o sbeffeggiato come espressione di vuota ideologia. Oggi, riscopriamo il valore dell’uguaglianza, come esigenza di giustizia e forza di coesione sociale, secondo la proclamazione dell’art. 3 della Costituzione: un articolo a lungo considerato un’anticaglia e sostituito dall’elogio della disuguaglianza e dell’illimitata competizione nella scala sociale. Oggi, la dignità della persona e l’inviolabilità dei suoi diritti fondamentali, proclamate dall’art. 2 della Costituzione, rappresentano la difesa contro la mercificazione della vita degli esseri umani, secondo le “naturali” leggi del mercato. Oggi, il dovere tributario e l’equità fiscale, secondo il criterio della progressività alla partecipazione alle spese pubbliche, proclamato dall’art. 53 della Costituzione, si dimostra essere un caposaldo essenziale d’ogni possibile legame di cittadinanza, dopo tanti anni di tolleranza, se non addirittura di giustificazione ed elogio, dell’evasione fiscale. Ecco, con qualche esempio, che cosa è l’idea di società giusta che la Costituzione ci indica.

Negli ultimi anni, la difesa di diritti essenziali, come quelli alla gestione dei beni comuni, alla garanzia dei diritti sindacali, alla protezione della maternità, all’autodeterminazione delle persone nei momenti critici dell’esistenza, è avvenuta in nome della Costituzione, più nelle aule dei tribunali che in quelle parlamentari; più nelle mobilitazioni popolari che nelle iniziative legislative e di governo. Anzi, possiamo costatare che la Costituzione, quanto più la si è ignorata in alto, tanto più è divenuta punto di riferimento di tante persone, movimenti, associazioni nella società civile. Tra i più giovani, i discorsi di politica suonano sempre più freddi; i discorsi di Costituzione, sempre più caldi, come bene sanno coloro che frequentano le aule scolastiche. Nel nome della Costituzione, ci si accorge che è possibile parlare e intendersi politicamente in un senso più ampio, più elevato e lungimirante di quanto non si faccia abitualmente nel linguaggio della politica d’ogni giorno.

In breve: mentre lo spazio pubblico ufficiale si perdeva in un gioco di potere sempre più insensato e si svuotava di senso costituzionale, ad esso è venuto affiancandosi uno spazio pubblico informale più largo, occupato da forze spontanee. Strade e piazze hanno offerto straordinarie opportunità d’incontro e di riconoscimento reciproco. Devono continuare ad esserlo, perché lì la novità politica ha assunto forza e capacità di comunicazione; lì si sono superati, per qualche momento, l’isolamento e la solitudine; lì si è immaginata una società diversa. Lì, la parola della Costituzione è risuonata del tutto naturalmente.

3. C’è dunque una grande forza politica e civile, latente nella nostra società. La sua caratteristica è stata, finora la sua dispersione in tanti rivoli e momenti che non ha consentito di farsi valere come avrebbe potuto, sulle politiche ufficiali. Si pone oggi con urgenza, tanto maggiore quanto più procede il tentativo di cambiare la Costituzione in senso meramente efficientistico-aziendalistico (il presidenzialismo è la punta dell’iceberg!), l’esigenza di raccogliere, coordinare e potenziare il bisogno e la volontà di Costituzione che sono diffusi, consapevolmente e, spesso, inconsapevolmente, nel nostro Paese, alle prese con la crisi politica ed economica e con la devastazione sociale che ne consegue.

Anche noi abbiamo le nostre “ineludibili riforme”. Ma, sono quelle che servono per attuare la Costituzione, non per cambiarla.

Lorenza Carlassare

Don Luigi Ciotti

Maurizio Landini

Stefano Rodotà

Gustavo Zagrebelsky

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RIVOLTIAMONZA – GC MONZA E BRIANZA
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MONZA ANTIFASCISTA!


I Giovani Comunisti di Monza e Brianza si sono resi promotori nel corso dell’estate di un percorso di ricostruzione di una rete antifascista monzese, con l’obiettivo duplice di lanciare una campagna di mobilitazione della cittadinanza e di attivare le istituzioni perché si facciano carico di un onere che a entrambe compete: limitare l’agibilità politica delle organizzazioni neofasciste in città e tutelare la nostra società e il nostro popolo, messo in difficoltà dalla crisi del capitalismo e dalle politiche neoliberiste degli attuali governi, dai rigurgiti di fascismo e di nazismo. Oggi come non mai è importante ribadire che la soluzione è la strada del protagonismo popolare, della lotta per i pari diritti universali e contro ogni soluzione populista e facilona che cerchi di ripercorrere ancora la strada della violenza sui più deboli, delle prevaricazioni e della guerra tra poveri.
Con questi scopi ci ritroverete, insieme a tutte le altre anime di questo percorso, in primis ANPI e ANED, nelle piazze di Monza e, con le nostre proposte, in Consiglio Comunale.

Giovani Comunisti – Monza e Brianza

 

 

Appello per Monza antifascista

 

La recrudescenza del fenomeno neofascista in atto in Europa è ormai giunta al culmine  con l’assassinio degli antifascisti Clément Méric a Parigi nel giugno di quest’anno, e di Pavlos Fyssas ad Atene in settembre per mano di un militante dell’organizzazione neonazista Alba Dorata, cresciuta nel contesto della grave crisi economica e sociale e grazie alle connivenze con settori della Polizia greca.

In Italia la ormai ventennale propaganda omofoba, xenofoba e razzista e la riabilitazione di figure legate al ventennio fascista con l’intitolazione di targhe, strade e monumenti ad opera di partiti che siedono nelle Istituzioni locali e nazionali, ha favorito il proliferare di organizzazioni di estrema destra, con l’inevitabile strascico di manifestazioni e provocazioni.

Solo in Lombardia dall’aprile di quest’anno si sono tenuti ben quattro eventi dichiaratamente fascisti. Ultimo in ordine di tempo il festival Boreal a Cantù in uno spazio pubblico inspiegabilmente concesso da un sindaco di area democratica a Forza Nuova, organizzazione che, dopo la sentenza della Corte di Cassazione del 2010 n. 11, dovrebbe essere al bando nel nostro Paese!

A Monza sono presenti almeno tre associazioni di chiara ispirazione fascista. Lealtà Azione, stabilitasi in via Dante due anni fa, ha recentemente ospitato un’iniziativa con un veterano della Decima MAS che, al fianco dell’alleato nazista, compì eccidi di civili e partigiani tra il ’43 e il ’45. Forza Nuova, rappresentata in città da Leone Crociato, spesso in piazza con  banchetti contro gli immigrati (i volti dei suoi militanti nelle foto pubblicate sul loro blog, sono sempre  mascherati con il teschio simbolo delle SS. CasaPound, i cui militanti si autodefiniscono “fascisti del III° millennio”, presente a Monza dal 2008.

Come in passato questi gruppi strumentalizzano la crisi economica e sociale e il crescente disagio dei giovani e dei cittadini indicando il “nemico” da battere nell’immigrato, alimentando un clima di intolleranza e di conflitto tra poveri.

Le forze politiche e le associazioni  democratiche di Monza sono risolutamente impegnate a contrastare presenza e attività di queste organizzazioni e rivolgono questo appello alla città, alle donne e agli uomini della cultura, dell’arte e della politica affinché cada il muro dell’indifferenza, già fonte nel passato di pericolose derive.

Medesimo impegno può e deve assumere la nostra Amministrazione Comunale alla quale chiediamo, nel rispetto della nostra Costituzione conquistata – è bene ricordarlo – con il sacrificio di tanti partigiani e antifascisti caduti e deportati anche nella nostra città, di inserire nel regolamento per la concessione degli spazi pubblici, il requisito “ANTIFASCISTA”.

Monza, settembre 2013

A.N.P.I.  – Associazione Nazionale Partigiani Italiani – Sezione “Gianni Citterio” – Monza – www.anpimonza.it

A.N.E.D. – Associazione Nazionale Ex Deportati politici nei campi nazisti – Sezione Monza Sesto San Giovanni – www.deportati.it

per adesioni : anpi.monza@gmail.com

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ANTIFASCISMO ITINERANTE


Apprendiamo con disgusto che il “festival boreale” (il raduno nazifascista mascherato da convention) avrà luogo a Cantù in uno spazio pubblico e con il patrocinio del comune. Come beffa finale è addirittura previsto che il sindaco di centro sinistra Claudio Bizzozero tenga un discorso introduttivo.

Il disprezzo che le autorità canturine, la provincia e la regione hanno dimostrato nei confronti della Costituzione è vergognoso.  Disprezzo che è stato dimostrato anche dalla questura che, ignorando la Legge Mancino e la XII disposizione finale della Costituzione italiana, garantisce spazi di manovra ai nostalgici del ventennio.

Come Giovani Comunisti ed antifascisti riteniamo che sia quantomeno doveroso impedire che vengano concessi spazi pubblici e non, a tutte quelle associazioni che, a viso aperto o di nascosto, continuano a sostenere la superiorità della razza e che si ostinano ad incitare all’odio razziale, etnico e religioso.

In questi giorni le forze antifasciste devono far sentire la propria voce in tutti i luoghi, da quelli istituzionali alle piazze e
la loro attenzione deve essere massima.

Per questo riteniamo che il presidio del giorno 12 a Como sia un evento positivo, ma non deve restare un evento isolato. E’ necessario che le forze antifasciste si facciano sentire la dove c’è più bisogno. Serve una grande mobilitazione generale a Cantù che si contrapponga al raduno nazifascista e faccia capire alle istituzioni e a questi gruppuscoli nostalgici del ventennio che l’Italia è antifascista e non concede nessuno spazio a chi non si riconosce nei valori fondanti della Costituzione.

 

Cantù non deve essere lasciata sola e nelle mani dei nazifascisti. 
Difendiamo Cantù, difendiamo la Costituzione.

 

ostenda-6_600Giovani Comunisti

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12/09 COMO: MANIFESTAZIONE ANTIFASCISTA


Dopo aver impedito che il raduno nazifascista avesse luogo in provincia di Monza e di Milano, l’ANPI chiama a raccolta tutte le forze democratiche e antifasciste.

I Giovani Comunisti della Lombardia raccolgono l’appello unitario dell’ANPI e parteciperanno in massa al:

PRESIDIO ANTIFASCISTA

il giorno 12/09 dalle 18.00

a COMO presso il monumento europeo alla resistenza (lungolago).

Abbiamo cacciato i fascisti da Milano, cacciamoli anche da Como.

Giovani Comunisti

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WFDY – Sui tentativi di intervento militare diretto in Siria


La Federazione Mondiale della Gioventù Democratica (WFDY, ndr) condanna fortemente gli sviluppi militari e politici imperialisti volti ad un intervento militare diretto contro lo Stato sovrano della Siria. La WFDY riafferma la sua posizione: siamo contro ogni intervento militare o d’altri mezzi contro il popolo siriano.

Con grande inquietudine abbiamo assistito nelle ultime due settimane a una mobilitazione degli Stati Uniti e dei loro alleati della NATO, dell’UE, della Gran Bretagna, della Turchia, dei Paesi del Golfo, ecc…, nell’appellarsi a un intervento militare immediato e diretto in Siria sotto il pretesto di accuse ben orchestrate sull’utilizzo di armi chimiche. La storia recente ci ha molto ben insegnato come questi pretesti sono facilmente fabbricati o utilizzati per giustificare i crimini dell’imperialismo moderno.

Il seme di guerra che gli imperialisti hanno posto in Siria sta generando un grave pericolo di scontri più ampi nella regione del Medio Oriente e del Mediterraneo orientale, travolgendo tutti i popoli della regione. Già ora la guerra in Siria si riflette in Libano e l’implicazione di molti altri Paesi limitrofi è più che possibile.

Più di due anni sono passati dall’inizio dell’intervento in Siria, da parte delle potenze imperialiste, capeggiato da Statti Uniti, Turchia, Arabia Saudita, Quatar e ovviamente Israele. L’intervento in corso consiste nel rifornimento dell’opposizione di armamenti, denaro, e a inondare il paese di estremisti.
Tutto ciò ha deformato e utilizzato le domande di riforme del popolo siriano in una guerra imperialista sostenuta a beneficio dei monopoli internazionali grazie all’indebolimento del Paese. Questi conducono i popoli alla guerra e alla morte, mentre le risorse naturali e lo sviluppo dei loro Paesi vengono derubati. Lo scopo è di indebolire il ruolo e la lotta di questi Paesi contro l’avidità delle potenze imperialiste, ciò di cui siamo stati testimoni, sotto forme differenti, in Palestina, Libano, ecc….

Ora, l’imperialismo è pronto a internazionalizzare lo spargimento di sangue, hanno iniziato in Siria e la sola risposta del movimento antimperialista è: giù le mani dalla Siria!

La Federazione Mondiale della Gioventù Democratica si appella a tutti i movimenti antimperialisti giovanili del mondo a unire le lotte con i movimenti popolari e in difesa della pace nei propri Paesi, richiedendo la fine immediata di ogni aggressione contro la Siria. Una volta di più vogliamo chiarire la nostra posizione per cui il popolo siriano come i popoli della regione nel loro insieme possano decidere il proprio avvenire, fuori dai meccanismi imperialisti, in favore della gioventù e del popolo.

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Articolo originale: http://www.wfdy.org/2013/08/30/on-the-intentions-for-direct-military-interventions-in-syria/#more-1130

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Appello Anpi: impedire il raduno nazifascista europeo


Pubblichiamo l’appello lanciato da ANPI Lombardia in merito alla manifestazione nazista prevista per i giorni 12/13/14 settembre in zona nord Milano.

La pagina originale dell’appello è consultabile qui

 

Appello dell’Anpi lombardo a tutti i rappresentanti delle istituzioni per impedire che a Milano, città medaglia d’oro della Resistenza, si svolga un raduno europeo di nazi-fascisti e razzisti.

La notizia si era già diffusa. Dal 12 al 14 settembre, in una località non ancora precisata della Lombardia (secondo indiscrezioni nella periferia Nord di Milano), è previsto un raduno neonazista promosso da Forza Nuova al quale parteciperanno formazioni che si caratterizzano per la loro carica antisemita, xenofoba e razzista provenienti da tutta Europa.

L’ANPI Lombardia ha già sollecitato le autorità competenti e le Istituzioni chiedendo che il raduno neonazista, che si pone in aperto contrasto con i principi sanciti dalla Costituzione Repubblicana nata dalla Resistenza e dalle leggi Scelba e Mancino, venga vietato.

“Nel malaugurato caso di autorizzazione del raduno neonazista – si sottolinea – l’ANPI Lombardia propone fin d’ora che si tenga una grande unitaria e democratica manifestazione antifascista a livello regionale le cui modalità verranno comunicate tempestivamente”.

Nel frattempo, il Presidente dell’Anpi lombardo, Tullio Montagna, ha inviato una lettera ai consiglieri regionali, ai parlamentari lombardi, a Cgil, Cisl, Uil, alle segreterie regionali dei partiti, alle Acli, all’Aned e alle altre associazioni partigiane per una mobilitazione democratica e antifascista.

Questo il testo:

“Come avrete appreso dalla stampa, si sta tentando di organizzare un raduno neo-nazifascista europeo in Lombardia nei giorni 12,13 e 14 settembre.
L’infezione nazi-fascista, con i miti del capo, della forza, della razza, degli “eletti” e dei reietti, intrisi di intolleranza, violenza, razzismo, xenofobia, omofobia, e nostalgia dei regimi del ‘900 nei quali tutto ciò si era fatto Stato, sta riprendendo virulenza in Europa.
I drammi della crisi economico-finanziaria, la paura della globalizzazione e dei “pericoli e danni” che ci arrecherebbe – complice una politica che poco governa, elabora, propone – risvegliano il “fondo nero” degli individui e dei popoli, fanno riemergere gli istinti ancestrali dell’assalto e della fuga, dell’aggressività e della paura.
La Lombardia sta diventando un territorio “privilegiato” per le nuove destre eversive, anche per le “distrazioni e le minimizzazioni di troppi, nella società e nelle istituzioni.
Vi chiediamo pertanto di farvi carico anche di questo problema e di operare, ciascuno secondo ruolo e possibilità, perché non solo questo convegno dell’inciviltà e dell’intolleranza non abbia luogo, ma anche perché non trovino più spazi e agibilità in Lombardia rigurgiti nazifascisti più o meno travestiti.
L’ANPI Lombardia Vi ringrazia dell’attenzione e, consapevole che su questi temi è indispensabile l’unità di tutte le forze democratiche, chiede di avere (e di dare) notizie sulle iniziative che ciascuno vorrà intraprendere.


Cordiali saluti
A.N.P.I. LOMBARDIA”

logo anpi

 

La pagina originale dell’appello è consultabile qui

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