Archivio mensile:gennaio 2014

COSTITUITO IL COMITATO “MILANO 29 APRILE: NAZISTI NO GRAZIE!”


Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa circa la nascita del Comitato “Milano 29 Aprile: nazisti no grazie!”.

MEMORIA ANTIFASCISTA

Milano, 29 gennaio 2014

COSTITUITO IL COMITATO
“MILANO 29 APRILE: NAZISTI NO GRAZIE!”

DEPOSITATA IN QUESTURA LA RICHIESTA
PER UNA MANIFESTAZIONE ANTIFASCISTA
IL 29 APRILE 2014 IN PIAZZALE SUSA

I rappresentanti di Memoria Antifascista e alcuni esponenti della sinistra milanese (tra gli altri la consigliera comunale Anita Sonego e il consigliere provinciale Massimo Gatti), che unitamente hanno dato vita al comitato “Milano 29 aprile: nazisti no grazie!”, hanno depositato in Questura, giovedì scorso 23 gennaio, la richiesta per una manifestazione antifascista da tenersi il prossimo 29 aprile in Piazzale Susa dalle 16 alle 24.

Come esplicitamente sottolineato nel documento costitutivo dello stesso comitato (che alleghiamo), con questo primo passo si intende impedire l’ennesimo sfregio alla città di Milano, Medaglia d’oro della Resistenza, rappresentato dalla lugubre parata nazista, con saluti romani e croci celtiche (un simbolo ormai riconosciuto per la sua aperta valenza istigatrice dell’odio razziale), preannunciata nelle vie di Città Studi proprio per il prossimo 29 aprile prendendo a pretesto l’anniversario della morte di Sergio Ramelli ed Enrico Pedenovi, a cui nel corso degli anni i promotori hanno anche voluto aggiungere la figura di Carlo Borsani, gerarca fascista e firmatario del Manifesto sulla razza, fucilato dai partigiani in Piazzale Susa il 29 aprile del 1945. Un appuntamento che nulla ha ormai a che fare con le legittime manifestazioni all’insegna del ricordo ma rappresenta ormai un esplicito atto di apologia del fascismo.

Per tempo si è dunque richiesto lo svolgimento di una manifestazione antifascista nella stessa piazza, richiesta volutamente avanzata a soli pochi giorni dal 27 gennaio, giorno in cui si ricordano le vittime naziste dell’Olocausto. La Questura di Milano ha dovuto prendere atto, non essendo stata in precedenza richiesta la stessa piazza per gli stessi orari e la stessa data. Gli aderenti al comitato “Milano 29 aprile: nazisti no grazie!” si tuteleranno anche legalmente circa questo loro diritto a manifestare il prossimo 29 aprile e si rivolgeranno pubblicamente al Sindaco di Milano affinché prenda posizione coerentemente con quanto più volte dichiarato.

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Democratici?


berlusconi-e-renziMa nessuno si è accorto del fatto che il nome Italicum richiama la strage di Bologna e la stagione delle bombe? Ok, non è il problema principale, ma il nominalismo ha la sua importanza. Comunque la nuova legge elettorale, approvata dalla strana coppia Pd-FI, ha questo infausto nome per indicare il suo scopo: garantire governabilità. Questo termine ormai diventato dogmatico nella dialettica politica italiana, ma risulta particolarmente odioso: i peggiori regimi totalitari, le più sanguinarie dittature, le più crudeli oppressioni politiche, si basavano tutte su una perfetta governabilità, e sul fatto che in un paese ci fosse una solida maggioranza politica in grado di fucilare gli scontenti. La legge Acerbo (A.K.A. “congegno infernale”), approvata dal parlamento nel 1923, assicurò un’enorme governabilità del paese da parte del Partito Nazionale Fascista: vogliamo riproporla? Pensateci: mai più Governi che cadono, mai più maggioranze traballanti, mai più larghe intese. Se si ammette che la governabilità è un valore in sé, allora si legittimano le peggiori porcate, purché diano un solido indirizzo politico. L’opinione dei cittadini? Sarà per la prossima volta, le presenti circostanze non consentono di ascoltarla.

E certo, per garantire la governabilità bisogna ridurre le voci critiche. A lungo, stamattina, ho sperato che l’8% come soglia di sbarramento fosse uno scherzo. Come si fa a definire democratica una robaccia del genere? Riduce il Parlamento a un bivacco di manipoli (dove l’ho già sentita questa?), annulla di fatto il peso delle opposizioni parlamentari, che si ridurranno ai soli 5 stelle, spinge i partiti a entrare in enormi coalizioni di prodiana memoria, per elemosinare un 5% e il relativo pugnetto di parlamentari. Una forza politica che accumuli il 7,5% non è minoritaria all’interno del paese, non può rimanere fuori dalle istituzioni. Quasi un voto su 10 non avrebbe rappresentanza (applicato alle elezioni del 2013, Italicum avrebbe dato rappresentanza al 53.2% dei cittadini). Di sicuro tutto ciò lascerà mani libere ai partiti maggiori, che si uniranno sui grandi temi per avversare un’opposizione svuotata e monocolore, escludendo dai processi decisionali ogni forza che rifiuti lo schema delle alleanze e dei compromessi.

Una considerazione, per chiudere. È paradossale che una legge del genere venga salutata come strumento per traghettare l’Italia verso la Terza Repubblica. Il puzzo di democristianità di Italicum dà la nausea. Una legge scritta a tavolino dagli esponenti dei due grandi partiti rivali, ma talmente rivali, che poi sul grande tema si sono messi perfettamente d’accordo. Il tentativo di ricostruire un sistema di grandi alleanze parlamentari forzate, che magari litighino, ma poi come le correnti della DC, siano unite nel fronteggiare il grande nemico all’opposizione. Sul cambiamento della qualità di quel nemico non vanno spese parole, più utile ricordare che, almeno, ai tempi c’era il proporzionale puro. Lo scudo crociato ritorna, temprato dalle larghe intese, e più cattivo che mai.

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NO alla delocalizzazione della Carrier di Villasanta


Solidarietà ai 212 lavoratori della Carrier di Villasanta e alla loro lotta. La multinazionale Carrier, nonostante i bilanci in attivo, vuole chiudere lo stabilimento brianzolo e delocalizzare in Repubblica Ceca e Francia. Con i lavoratori: difendiamo la Carrier, difendiamo il lavoro in Brianza.

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Rifondazione Comunista è con le ragioni e le giuste rivendicazioni dei lavoratori/lavoratrici della Carrier di villasanta che chiedono il ritiro di un pesante piano di dismissione e delocalizzazoione che, nonostante i bilanci in attivo, vuole chiudere lo stabilimento brianzolo e delocalizzare in Repubblica Ceca e Francia.

Una delocalizzazione questa che rappresenta una ulteriore pesante e drammatica distruzione di posti di lavoro, professionalità, competenze, presidi industriali siti produttivi nel nostro territorio e nel nostro paese.

La situazione è drammatica. Il nostro territorio si sta trasformado drammaticamente in un deserto produttivo ed industriale, casse integrazioni di ogni ordine e grado, esuberi. Dismissioni e delocalizzazioni di siti produttivi ed industrili. Esodati.

Rifondazione Comunista Federazione Monza e Brianza è attenta e partecipe nel sostenere tutte le lotte e le iniziative dei lavoratori/lavoratrici della Carrier di Villasanta, della propria RSU nel comune intento di difendere il lavoro, il sito industriale in Italia e le competenze.

Esprimiamo, con convinzione, tutta la nostra vicinanza e solidarietà ai 212 lavoratori e lavoratrici della Carrier di Villasanta ed alla loro lotta.

Con i lavoratori e le lavoratrici: NO alla delocalizzazione della Carrier di Villasanta, difendiamo il presidio industriale, il lavoro in Brianza. Il diritto al lavoro. La dignità del lavoro.

Rifondazione Comunista Federazione Monza e Brianza – Dipartimento Lavoro.
Monza 10 gennaio 2014
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