Archivio mensile:giugno 2015

Analisi dei dati e dei flussi migratori della Provincia di Monza e Brianza


barcone-migranti
Parlare di numeri reali può aiutare a ridimensionare l’allarmismo prodotto dalla campagna politica mediatica della lega Nord contro i migranti e la presunta “invasione” in atto sul territorio.

In Provincia vivono – al 31/12/2014 – poco più di 74.000 stranieri, circa 1.000 in più rispetto al 2013 (+1,24%).
Una media di 1.350 stranieri per Comune (che sono 55).
Nel 2012 le statistiche Caritas-Migrantes parlano di 5 milioni di stranieri sul territorio nazionale, pari all’8,2% della popolazione.

In Brianza vivono in totale 864.557 persone (con una lieve crescita rispetto al 2013 dello 0,22%, comunque prossima alla crescita zero e di segno positivo solo grazie ai nuovi stranieri). Sul totale dei brianzoli quindi l’8,58% è straniero (nel 2013 era l’8,50%). Un dato in linea con le statistiche nazionali (che dal 2012 ad oggi avranno sicuramente visto un aumento percentuale).
La Provincia di Monza e Brianza ha avuto dal 2006 al 2013 una forte pressione migratoria, cresciuta quasi del 60%, il numero di migranti residenti a livello regionale rimane comunque maggiore in altre provincie, quali Milano, Brescia, Bergamo, Varese.

Sono presenti più donne straniere che uomini (circa 3.000 donne in più rispetto agli uomini); sul totale delle donne brianzole l’8,79% è straniera, gli uomini stranieri sono l’8,37%.

Le nazionalità sono molto varie, in tutto sono rappresentati 153 paesi, ma il 50% degli stranieri appartiene a queste 5 nazionalità: romena, marocchina, albanese, ucraina e pakistana.
Un quarto degli stranieri è romeno e marocchino, i romeni – gruppo più numeroso (13.625 individui) seguito da marocchini (7.569), albanesi (6.962), ucraini (4.601) e pakistani (4.428) – da soli rappresentano il 18% degli stranieri e l’1,58% della popolazione residente in Provincia.
A seguire Ecuador, Perù, Egitto, Cina, Bangladesh.

Gli europei sul territorio sono 16.623, pari al 22% degli stranieri e all’1,9% della popolazione, i restanti 57.589 sono extraeuropei (77% degli stranieri, 6,6% della popolazione).

I dati di genere modificano lievemente la classifica.
Il nucleo straniero maschile più ampio è quello romeno (6.404), poi marocchino (4.111), albanese (3.608), pakistano (2.699) ed egiziano (2.113). Il nucleo femminile maggioritario invece è romeno (7.221), ucraino (3.572), marocchino (3.458), albanese (3.354) ed ecuadoregno (2.490).
Da notare alcune distribuzioni di genere spostate di più su un sesso: le ucraine sono più del doppio degli ucraini, lo stesso vale per le donne moldave, brasiliane, polacche, russe, cubane, thailandesi. All’inverso i maschi pakistani, egiziani, senegalesi raddoppiano rispetto alle donne della stessa nazionalità presenti.

Il primo paese UE per immigrati in Provincia è la Romania (al 1° posto per immigrazione), seguita al 19° posto per numerosità territoriale dalla Polonia (604), Spagna (456), Francia (386), Germania (349), UK (335), Croazia (199).
Da notare la presenza di 6 apolidi.

In sintesi su 100 brianzoli troverete solo 8 stranieri (alla faccia dell’invasione!) di cui solo 6 provenienti da Paesi extraeuropei, e per rispondere a chi si lamenta dei famigerati 35€ spesi dallo Stato per l’accoglienza, in primis ricordiamo che quei soldi non vanno in tasca ai migranti ma a cooperative private, in secondo luogo se dovessimo ipotizzare per assurdo che tutti i residenti stranieri in Provincia avessero diritto a tale contributo statale avremmo una spesa di 2 milioni e mezzo di euro che – divisi per i residenti italiani (prima gli italiani d’altronde…) – porterebbero nelle tasche dei brianzoli italiani la cifra da capogiro di 3 euro e 20 centesimi!
Una politica fatta di vuoto ma supportata dai media purtroppo nel nostro Paese è vincente…

Non per ultimo le politiche razziste e fasciste che predominano il dibattito politico sono anche responsabili di un clima di odio e di discriminazione razziale: nel 2013 su 1.142 casi segnalati di discriminazione, il 68,7% era a base razziale (dati nazionali UNAR) ed il 7% riguardava l’accesso al mondo del lavoro, dei servizi e alla casa.

Claudio Rendina, Giugno 2015

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Maroni a Monza: no grazie! (Comunicato PRC Monza)


Riceviamo e pubblichiamo il comunicato del circolo PRC “Peppino Impastato” di Monza.

Maroni incontra gli industriali della Brianza: smascheriamo le connivenze e le finte contrapposizioni.

Maroni con Zaia e Toti, governatori della Lega Nord e suoi alleati, sono in prima fila nella campagna razzista contro i richiedenti asilo e i migranti che fuggono da guerre generate e alimentate anche dalla Lega Nord quando era al governo nazionale.
Maroni ha ratificato i trattati di Maastricht e di Lisbona con i quali banche e finanza espropriano i governi nazionali del diritto di scegliere le proprie politiche economiche e sociali.
Maroni vorrebbe svendere il patrimonio pubblico di alloggi popolari con la nuova legge 27/2015 in discussione in Regione Lombardia, oltretutto affidando la gestione di una parte essi ad associazioni compiacenti.
Lo stesso Maroni che in Regione Lombardia aumenta il finanziamento alle scuole private e taglia i fondi per l’assistenza sociale.
Sono queste le ricette che Maroni propone come modello per la Lombardia.

Il Partito della Rifondazione Comunista si oppone alle politiche neoliberiste di Maroni, della Confindustria e del governo Renzi contro i tagli all’assistenza sociale, alla scuola pubblica e ai diritti delle lavoratrici e dei lavoratori.

Monza, 21/06/2015

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