Archivi categoria: Antifascismo

2-9 maggio 2016 Settimana di azione contro il fascismo e l’anti-comunismo


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Foibe e confine orientale, solidarietà al gruppo di inchiesta Nicoletta Bourbaki


Invitiamo tutti i compagni a sostenere il gruppo di inchiesta Nicoletta Bourbaki (https://www.facebook.com/Nicoletta-Bourbaki-1126572304031205/), legato al collettivo Wu Ming e recentemente minacciato di querela per diffamazione da un senatore del PD e altre personalità. La loro unica colpa è quella di fare della seria indagine storiografica sul fenomeno mediatico delle foibe, portando alla luce, oltre a balle e frottole, anche pericolose connivenze tra la politica istituzionale e le organizzazioni neofasciste.

Giovani Comunisti Monza Brianza

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Monza: Sindaco, Amministrazione e maggioranza continuano a infangare la mozione antifascista


Prima la concessione nel giorno 18 febbraio 2016 della sala sita nella Cascina Fontana (Parco di Monza) per una conferenza a Lealtà Azione, organizzazione marcatamente e espressamente neonazista, e che ha visto tra i relatori Gabriele Adinolfi, già in terza Posizione, condannato a 5 anni e mezzo per banda armata. Poi addirittura il patrocinio del Comune di Monza allo spettacolo “Rumoroso Silenzio” andato in scena il 26 febbraio 2016 al Teatro Villoresi e organizzato dall’A.D.ES. Monza Brianza, il cui presidente Daniele Ponessa è membro della già citata organizzazione neonazista Lealtà Azione e che, come dimostrato anche in numerose altre occasioni, a quest’ultima è chiaramente legata.

Ben in vista in sala, durante lo spettacolo, la bandiera di Lealtà Azione e nelle prime file le teste rasate militanti nell’organizzazione.

Ben in vista in sala, durante lo spettacolo, la bandiera di Lealtà Azione e nelle prime file le teste rasate militanti nell’organizzazione.

Non paghi di tutto ciò, in data 27 febbraio 2016 dal Comune è stato concesso il permesso per un banchetto in Piazza Carrobiolo a CasaPound, altra organizzazione di stampo chiaramente neofascista.
Se già la situazione si configura delicata per la presenza sul territorio di organizzazioni che si ispirano direttamente a quegli ideali di morte e terrore che hanno messo in ginocchio il nostro Paese, hanno calpestato la dignità umana e che gloriosamente e con sacrificio i nostri partigiani hanno relegato nei bassifondi della Storia per cercare di costruire una società più giusta ed equa, è ancora più grave la diretta responsabilità politica di chi oggi amministra Monza. L’Amministrazione Comunale tutta (e con essa la maggioranza che la supporta), con indicibile negligenza e nonostante i solleciti dell’ANPI, continua a disattendere i precisi impegni presi con l’approvazione della mozione antifascista che espressamente impegna la Giunta e il Sindaco a:
• Individuare le forme e le modalità più efficaci per impedire secondo tutti i propri mezzi che le organizzazioni neofasciste abbiano agibilità politica sul territorio cittadino, in particolare nell’ambito delle occupazioni di suolo pubblico con gazebo da parte di associazioni o partiti che non si riconoscono nei valori antifascisti della Costituzione.
• Coordinarsi con il Prefetto affinché vi sia una più severa applicazione della legge n. 645 del 1952 (legge Scelba) e della legge n, 205 del 1993 (legge Mancino).
• A promuovere, direttamente quando possibile, azioni legali in caso di violazione delle suddette leggi sul territorio comunale.
• A farsi carico del mantenimento della memoria storica della Resistenza e delle origini antifasciste della Repubblica Italiana, con iniziative culturali in collaborazione con le scuole di ogni grado, e nei luoghi di aggregazione.
• A sensibilizzare la cittadinanza monzese sui nuovi fascismi in particolare sul nostro territorio, con particolare attenzione alle fasce più giovani più esposte al fascino della mitologia neofascista.

Non è più tollerabile un tale comportamento da parte di un’Amministrazione Comunale e di una maggioranza nelle quali molti membri – Sindaco in primis – sono iscritti ANPI.
Ci uniamo quindi e invitiamo tutti alla mail bombing verso Sindaco, Amministrazione e consiglieri comunali di maggioranza con la quale si richiede il rispetto dei valori della Costituzione e degli impegni presi con la mozione antifascista, ma non ci fermiamo qui. Riteniamo opportuno che, per sgombrare il campo dalle ambiguità e per non continuare a infangare la memoria di chi ha sacrificato la propria vita per la causa antifascista, sia revocata loro l’iscrizione all’ANPI.
Questo centrosinistra, guidato da un PD sempre più in deriva autoritaria e che ancora supporta senza vergogna quel celeberrimo governo ucraino zeppo di neonazisti, continua così a vanificare i generosi sforzi di tutti quegli antifascisti che, sul piano culturale, politico e militante, lottano quotidianamente per arginare e combattere l’ascesa delle nuove destre neofasciste e neonaziste. Insomma, si decida una volta per tutte da che parte stare.
Dal canto nostro, la Resistenza CONTINUA.

Giovani Comunisti Monza Brianza
Partito della Rifondazione Comunista – Circolo di Monza “P. Impastato”

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Giorno del ricordo (rimosso)


Anche quest’anno, ancora una volta, ci ritroviamo alla vigilia del 10 febbraio a dover sgomitare nell’ignoranza e nello sciovinismo nostrano per cercare di affermare e far conoscere una verità storica che, se prima era posta in secondo piano per vergogna, oggi è istituzionalmente distorta per ignobile opportunità politica. Ovviamente, stiamo parlando del famigerato “Giorno del ricordo”, brutta copia della più conosciuta Giornata della Memoria dalla quale cerca di prendere spunto per inculcare nella memoria nazionale l’inesistente “Shoah italiana”, infausta definizione coniata da Maurizio Gasparri.

Come già si ripete da anni, questa ricorrenza si fonda essenzialmente su due principali manipolazioni storiche: la cancellazione dalla memoria della politica colonialista, razzista e di annessione perpetrata dall’Italia fascista e la sopravvalutazione delle vittime italiane delle “foibe” (tecnica di condanna a morte ideata dai fascisti italiani), che conduce alla tesi che la guerra partigiana di liberazione jugoslava sia stata una pulizia etnica della popolazione italofona. Per confutare quest’ultima affermazione basterà ricordare i numerosissimi partigiani italiani nelle fila dell’esercito partigiano jugoslavo ed evidenziare la palese strumentalizzazione della questione razziale da parte dei fascisti, prima, e del governo italiano, poi.

BudicinBenussi Il busto dei due partigiani italiani Pino Budicin e Matteo Benussi a Rovinj, Croazia.

Innanzitutto, l’invasione nel 1941 dei territori sloveni, croati e montenegrini da parte delle truppe italiane fu compiuta con un’evidente motivazione colonialista e, per fare ciò, venne sfruttato il fattore razziale. Tuttavia, questa nuova colonia presentava caratteristiche differenti rispetto alle più famose colonie africane. La Venezia Giulia e la Dalmazia, infatti, erano terre di confine, permeabili, nelle quali era difficile distinguere l’italiano dallo slavo e, in molti casi, ciò risultava del tutto inutile a causa dei continui matrimoni misti che avvenivano da secoli. Non era presente un nemico facilmente individuabile come lo erano il negro abissino e l’arabo libico in Africa. Per questi motivi, le differenze di razza furono individuate nella differenziazione più ovvia e funzionale: lo schieramento politico. I fascisti italiani chiamarono slavo chiunque si ribellasse al proprio dominio e tutti i ribelli erano necessariamente considerati dei “partigiani comunisti”.

In senso opposto, la sovrapposizione tra schieramento politico e razza permise all’esercito occupante di potersi avvalere della collaborazione di gruppi slavi filo-fascisti e nazionalisti conservatori. L’italianizzazione dei nomi era utile per due motivi fondamentali da una parte serviva per l’umiliazione e l’eliminazione della presenza della componente slava, che nei territori occupati era quasi sempre maggioritaria, in secondo luogo permetteva ai fascisti slavi dei territori di confine di potersi integrare completamente nei ranghi degli invasori. La strumentalizzazione della fittizia questione razziale in termini politici permise, da una parte di individuare in qualsiasi persona insofferente all’occupazione un nemico “appartenente a una razza inferiore”, dall’altra di poter trovare alleati in chiunque sostenesse la presenza italiana in Jugoslavia. Gli Ustascia e i Cetnici, movimenti politco-militari croati e serbi, furono preziosi alleati dell’invasore. I primi, in particolare, furono finanziati e addestrati in Italia con il supporto di ufficiali del regio esercito fin dalla fine degli anni venti.

ICY-p6-800Addestramento militare degli Ustascia in Italia nei dintorni del loro accampamento, prima dell’attacco alla Jugoslavia.

La parte principale dell’operazione di manipolazione storica del “Giorno del ricordo” è la totale eliminazione da questo “ricordo” della storia jugoslava dal 1941 al 1945. Il periodo dell’occupazione coloniale italiana, infatti, viene completamente rimosso dalla storia. L’invasione di Slovenia, Croazia e Montenegro non è più considerata come tale, al contrario si considera la presenza dell’esercito italiano in quelle terre alla stregua di un retaggio di secoli di presenza di civili italofoni in Jugoslavia, come se semplici abitanti e truppe armate non presentassero sostanziali differenze di sorta. Sempre tramite la giustificazione dell’indiscutibile esistenza di una rilevante minoranza di italiani sull’altra costa adriatica si cerca di nascondere il tentativo sistematico di eliminazione della popolazione slava, della sua storia e della sua cultura.

L’occupazione italiana in Jugoslavia è stata caratterizzata fin dall’inizio dalla continua violazione dei più elementari diritti di guerra dell’esercito jugoslavo e dei diritti umani della popolazione: esecuzioni sommarie di civili, cattura e uccisione di ostaggi, torture a morte di prigionieri ed eliminazione fisica di interi villaggi e dei loro abitanti. Non mi soffermerò qui sul lunghissimo elenco di crimini e genocidi compiuti dai fascisti italiani e slavi, basterà ricordare che anche solo il sospetto di aver aiutato in qualsiasi modo la Resistenza partigiana era sufficiente per condannare a morte senza processo una persona e che gli ostaggi catturati e uccisi erano quasi sempre donne e bambini parenti di partigiani o abitanti di un villaggio in cui si sospettava fosse attiva la Resistenza.

L’altra grande rimozione di fondamentale importanza per la diffusione della retorica del “Giorno del ricordo” è l’esistenza, nel territorio della Croazia occupata, di campi di sterminio. Numerosi furono, durante il Ventennio, i campi di concentramento istituiti in Italia da parte del regime fascista. Nello stesso modo, simili campi furono creati nei territori occupati dall’esercito italiano durante la seconda guerra mondiale. I prigionieri jugoslavi venivano deportati in campi in Italia, Albania, Slovenia e appunto in Croazia. Tra i questi vi erano i famigerati campi di Arbe (Rab) e Gonars. I prigionieri erano uomini, donne e bambini slavi, arrestati con accuse riguardanti azioni di partecipazione alla Resistenza e opposizione politica.

29-9Il campo di sterminio di Arbe (Rab), Croazia.

Le condizioni di vita dei campi erano a dir poco disumane, le testimonianze dei sopravvissuti raccontano di estrema scarsità di cibo e acqua, mancanza di alloggi, di riscaldamento e di qualsiasi tipo di igiene. L’obbiettivo dichiarato degli alti ranghi dell’esercito occupante era di concentrare ed eliminare soggetti politicamente pericolosi e le loro famiglie. Gli internati erano scientemente trattati in modo da privarli della loro salute. La percentuale del numero di morti in questi campi fu altissima, i fascisti italiani non avevano alcun interesse nella loro sopravvivenza, la repressione politica diveniva pulizia etnica. I campi nei Balcani furono più di 200 e le stime riguardanti il numero di morti variano tra i 250.000 calcolati nei documenti ufficiali e i 600.000 stimati dal governo jugoslavo.

Insomma, la retorica da “italiani brava gente” riguardo alla nostra politica coloniale non regge e non ha mai potuto reggere. Ma, in quest’ottica di rimozione, tutto è possibile, perfino far legittimare dal Parlamento della Repubblica una commemorazione nata nella R.S.I., quello stato fantoccio della Germania nazista fondato nel Nord Italia occupato dai tedeschi. L’antesignano del nostro “Giorno del ricordo”, infatti, fu la “celebrazione dei […] Caduti nella lotta […] contro il comunismo partigiano” istituita il 30 gennaio del 1944 “per disposizione del Duce”. Leggendo l’articolo pubblicato dal Corriere della Sera il 20 gennaio dello stesso anno, con l’annuncio dell’imminente commemorazione, si possono ritrovare le stesse letture, la stessa retorica e le stesse rimozioni che abbiamo analizzato in precedenza, operate più di 60 anni prima della legge della Repubblica che istituisce il “Giorno del ricordo”.

Nuovo OpenDocument - Disegno

La manipolazione storica e l’ignoranza deliberata degli avvenimenti hanno permesso, incredibilmente, la rilettura del colonialismo italiano in chiave vittimistica e pongono, coscientemente o meno, solide basi per una generale rilettura storica e politica del fascismo. Non sarà un caso che le associazioni più attive sul tema sono formazione neo-fasciste e neo-naziste. La tanto sottolineata sofferenza dei profughi istriani, gli anni vissuti in villaggi di case prefabbricate e la lunga attesa per vedersi riconosciuta la cittadinanza italiana, dovrebbero essere pagati dal nostro Stato, non dalla Slovenia, che recentemente ha riconosciuto un indennizzo simbolico agli esuli. La vergogna per i crimini di guerra e le violazioni di qualsiasi elementare diritto umano nei territori dell’ex-Jugoslavia compiuti dal nostro esercito fascista durante l’occupazione coloniale dovrebbe prendere il sopravvento su qualsiasi futile richiesta di risarcimento inviata al governo di Ljubljana. Ma in Italia, si sa, siamo più bravi a fare le vittime che a prenderci le nostre responsabilità.

P.s. nonostante le ripetute richieste nel dopoguerra, nessuno degli oltre 800 criminali di guerra italiani ricercati in Jugoslavia furono estradati per essere processati, come era stato stabilito dagli Alleati nell’accordo di Mosca. Tutti i criminali fascisti godettero della protezione dello Stato italiano, degli Stati Uniti e dell’Inghilterra, interessati più a sostenere un governo anti-comunista in Italia che a permettere che venisse fatta giustizia.

Questo breve articolo, in alcun modo esaustivo delle numerose problematiche riguardanti la storia del colonialismo italiano e la rilettura innocentista che ne viene fatta, vuole avere lo scopo di introdurre o stimolare l’interesse riguardo all’argomento trattato. Per chi volesse approfondire le varie questioni accennate si consigliano queste fonti liberamente accessibili:

Fascist Legacy, documentario sui crimini del fascismo nelle colonie italiane https://youtu.be/2IlB7IP4hys

Documenti riguardanti la questione delle foibe e il “Giorno del ricordo”, dal sito Dieci febbraio millenovecentoquarantasette http://www.diecifebbraio.info/documenti/


V.A.F.

 

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Piazza Fontana 12 dicembre 1969-12 dicembre 2015


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Sabato 12 dicembre i Giovani Comunisti/e della Lombardia aderiscono e partecipano alla manifestazione indetta da soggetti sociali, movimenti e partiti, in ricordo della strage di Piazza Fontana. La manifestazione terminerà alle 17.00 in Piazza Fontana per partecipare al Comizio Conclusivo di ANPI e famigliari delle vittime. Invitiamo i compagni e compagne a partecipare con concentramento dalle ore 15.00 in P.ta Venezia angolo Via Palestro, posizionandosi con noi per contribuire ad una giornata che non sia solo di memorialistica ma anche di lotta.
Link dell’evento per maggiori info: https://www.facebook.com/events/201720240162116/

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PRESIDIO ANPI CONTRO L’APERTURA DELLA SEDE DI FORZA NUOVA A MEDA


E’ indetto per il 29/09 un presidio contro l’apertura della sede di forza nuova a Meda.

Appuntamento alle ore 20.00 presso la sede ANPI di Meda in Via Roma, 4

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FISCHIA IL VENTO: festival delle culture antifasciste e antirazziste di Monza e Brianza


Iniziamo il 24/09 all’ARCI Scuotivento di Monza.
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PROGRAMMA COMPLETO E DETTAGLIATO:

Giovedì 24.09 Arci Scuotivento, Monza, Via Monte Grappa 4B
MEMORIA OGGI

Una serata di confronto tra strumenti e progetti di trasmissione della memoria della Resistenza.

Ingresso gratuito senza tessera Arci

Ore 19 aperitivo popolare

Dalle ore 20

Presentazione festival Fischia il vento a cura di Brianza Antifascista e Antirazzista

Presentazione del fumetto La neve era bianca. Monza, 25 gennaio 1945 a cura dell’autrice Elena Mistrello

Presentazione del progetto Il fiore meraviglioso a cura del Circolo Culturale ANPI Ispra (Varese)

Testimonianza di Emilio Bacio Capuzzo, nome di battaglia “Nova”, partigiano ex deportato, introdotto da Fabrizio Cracolici e Laura Tussi, autori di Un racconto di vita partigiana. Il ventennio fascista e la vicenda del Partigiano Emilio Bacio Capuzzo

Presentazione e proiezione del documentario Santa Libera, agosto 1946. La rivoluzione che doveva venire, la rivoluzione che verrà cura degli autori del collettivo Officine Video Indipendenti (Milano)

Mostra La neve era bianca. Monza, 25 gennaio 1945. Storia illustrata di Elena Mistrello

Link utili

https://elenamistrello.wordpress.com/

http://www.puntaemazzetta.net/

Venerdì 25.09 Arci La Lo.co., Osnago, Via Trieste 24
CONOSCERE PER AGIRE

Una serata di approfondimento e aggiornamento su movimenti e strategie dei gruppi neofascisti e xenofobi locali (e non).

Ingresso gratuito senza tessera Arci

Ore 21 Per un movimento antifascista e antirazzista oggi. Intervento e dibattito a cura dell’Osservatorio democratico sulle nuove destre.

A seguire concerto con VINTAGE VIOLENCE e VENDICATORE CALVO (set acustico)

Mostra Destra razzista e fascista in Brianza a cura dell’Osservatorio democratico sulle nuove destre.

Link utili

http://www.osservatorionuovedestre.org/

http://www.vintageviolence.it/

Sabato 26.09 Arci Acropolis, Vimercate, Via Degli Atleti 1
ANTIFASCISMO E CONTROCULTURE DI STRADA

Nelle strade, nei quartieri, negli stadi. Come affermare i valori dell’antifascismo e dell’antirazzismo.

Ingresso gratuito senza tessera Arci

Ore 17 Antifascismo e antirazzismo in curva. Incontro con i BUKANEROS di Madrid, storia tifoseria antifascista del Rayo Valecano.

Ore 19.30 Cena rom a prezzi popolari a cura di Arci Scuotivento

A partire dalle ore 20.30 ingresso con sottoscrizione (5 euro) senza tessera Arci

Ore 21 Palco all’aperto, concerto hip hop con BRIANZA RAP BLASTER, SIGNOR K (presentazione nuovo album Chiedilo alla libertà), INOKI NESS

A seguire dalle ore 24 ZION BASS dj set drum & bass

Link utili

http://bukaneros.org/

http://www.signork.it/

https://www.facebook.com/nessinoki

Sabato 26.09 e domenica 27.09 Arci Blob, Arcore, Via Casati 31
UNIVERSITA’ MIGRANTE
Primo appuntamento di un ciclo su frontiere e migrazioni

Ingresso gratuito con tessera Arci

Per info e programma: www.universitamigrante.eu

Domenica 27.09 Bloom, Mezzago, Via Curiel 39
WE ARE NOT GOING BACK

Una serata dedicata all’attualità delle lotte dei richiedenti asilo in Europa.

Ingresso gratuito

Ore 17.30 Da Ventimiglia a Calais testimonianze e racconti dai presidi di lotta contro le frontiere della Fortezza Europa. Intervengono attivisti dei Presidi No Borders da Ventimiglia, Calais e Parigi, Andrea Staid (autore di Le nostre braccia eI dannati della metropoli), Gianluca Solera (autore di Riscatto mediterraneo. Voci e luoghi di dignità e resistenza)

Ore 19.30 Cena a buffet a prezzi popolari

A partire dalle ore 20 ingresso con sottoscrizione (5 euro)

Ore 20.30 MARCO ROVELLI in concerto con interventi teatrali di MOHAMED BA

Mostra La bolla di Ventimiglia. Graphic novel di Emanuele Giacopetti

Link utili

http://noborders20miglia.noblogs.org/

http://gianlucasolera.it/

http://www.marcorovelli.it/

http://controrazzismo.jimdo.com/

https://www.facebook.com/mohamed.ba.752?fref=ts

http://graphic-news.com/stories/la-bolla-di-ventimiglia/

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Tutte le sere banchetti informativi delle realtà promotrici del festival

Info: https://www.facebook.com/brianzantifa

Maggiori info QUI: https://www.facebook.com/events/442824485890703/

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FISCHIA IL VENTO: festival delle culture antifasciste e antirazziste di Monza e Brianza


Iniziamo il 24/09 all’ARCI Scuotivento di Monza.
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BRIANZA ANTIFASCISTA E ANTIRAZZISTA presenta

FISCHIA IL VENTO
Festival delle culture antifasciste e antirazziste di Monza e Brianza

24.09.2015 MONZA Arci Scuotivento
25.09.2015 OSNAGO Arci La Lo.co.
26.09.2015 VIMERCATE Arci Acropolis
26/27.09.2015 ARCORE Arci Blob
27.09.2015 MEZZAGO Bloom

Concerti, spettacoli, incontri, cene, mostre, presentazioni con UNIVERSITA’ MIGRANTE, ANPI ISPRA, ELENA MISTRELLO, PARTIGIANO “BACIO”,
OFFICINE VIDEO INDIPENDENTI, OSSERVATORIO DEMOCRATICO SULLE NUOVE DESTRE, BUKANEROS (MADRID), BRIANZA BLASTER, SIGNOR K, ZION BASS SOUND SYSTEM, MARCO ROVELLI, MOHAMED BA, TESTIMONIANZE DAL PRESIDIO NOBORDERS DI VENTIMIGLIA E TANTI ALTRI ANCORA.

@[NjQyMTgzOTU5MjA4MTA3Omh0dHBzXGEvL3d3dy5mYWNlYm9vay5jb20vYnJpYW56YW50aWZhOjo=:https://www.facebook.com/brianzantifa]

IL PROGRAMMA DETTAGLIATO LO TROVATE SOTTO COME PRIMO POST!

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Sostengono e promuovono l’iniziativa le realtà aderenti al campagna BRIANZA ANTIFASCISTA E ANTIRAZZISTA:
ALTRAGORA’, A.N.E.D. MONZA, A.N.P.I. PROVINCIALE MONZA E BRIANZA, ARCI ACROPOLIS VIMERCATE, ARCI BANFI VIMERCATE, ARCI BLOB ARCORE, ARCI LA LO.CO. OSNAGO, ARCI PASOLINI BELLUSCO, ARCI SCUOTIVENTO MONZA, ARCI TAMBOURINE SEREGNO, ASS. CULT. “PUNTO ROSSO” SEREGNO, ASS. “DIRITTI INSIEME”, BAR LA LOCOMOTIVA VIMERCATE, BLOOM MEZZAGO, BRIANZAPOPOLARE, COMITATO L’ALTRA EUROPA MB, CO.M.P.O.ST., COORDINAMENTO ARCI MONZA E BRIANZA, FOA BOCCACCIO 003 MONZA, GD25 BRIANZA, GIOVANI DEMOCRATICI DI MONZA E BRIANZA, MELADAILABRIANZA, OSSERVATORIO ANTIMAFIE DI MONZA E BRIANZA “PEPPINO IMPASTATO”, OSSERVATORIO DEMOCRATICO SULLE NUOVE DESTRE, PARTITO DELLA RIFONDAZIONE COMUNISTA DI MONZA CIRCOLO “P. IMPASTATO”, PER UN’ALTRA SEREGNO A SINISTRA, SINISTRA ECOLOGIA E LIBERTA’ MB, SPAZIO POPOLARE STUDENTESCO VIMERCATE, UDS VIMERCATE, USB MERATE, USB MONZA, V.I.P. 1990 BERNAREGGIO

Maggiori info QUI: https://www.facebook.com/events/442824485890703/

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