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Manifesto dei comunisti per Tsipras


comunisti per tsipras

banner.2jpg Noi comuniste e comunisti ci riconosciamo nell’analisi e negli obiettivi fissati nell’ APPELLO CONGIUNTO PER LE ELEZIONI DEL PARLAMENTO EUROPEO [i] promosso nell’ambito del GUE a Bruxelles da PCP (Portogallo), AKEL (Cipro) e PCE (Spagna), a cui hanno aderito il PRC e il PdCI per l’Italia ed altre forze comuniste e di sinistra europee come il PCF, Izquierda Unida, il Partito Comunista di Boemia e Moravia, Die Linke, il Bloco de Esquerda portoghese e altri.

Come afferma questo appello, siamo convinti infatti che l’Unione Europea (UE) sta attraversando una profonda crisi in quanto espressione del sistema capitalista e delle sue contraddizioni. Una crisi approfondita dalle politiche di decenni a favore del grande capitale, della finanziarizzazione dell’economia, della circolazione incontrollata dei capitali, della liberalizzazione dei mercati, delle privatizzazioni, degli attacchi ai servizi pubblici, della crescente accumulazione di capitali e dell’incremento dello sfruttamento.

Queste politiche sono state promosse tanto dalle forze…

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Nostalgia monarchica in Provincia di Milano


COMUNICATO STAMPA

Celebrazioni regicidio Umberto I°, Massimo Gatti: “Vergognoso
che la Provincia partecipi anche quest’anno alla cerimonia”

* *

Milano, 15 luglio 2013. “Trovo vergognoso che la Provincia di Milano abbia preso parte, in veste ufficiale con il proprio gonfalone, alle celebrazioni per il regicidio di Umberto I° l’anno scorso e che si appresti a farlo anche quest’anno.

In questo senso ho presentato, insieme al consigliere Pietro Mezzi, un’interrogazione urgente affinché Podestà e l’Assessore Maerna vengano in Consiglio a riferirci nel merito.

L’anniversario del regicidio ricorrerà il 20 luglio e verrà celebrato con una manifestazione a Monza. Mi auguro che il gonfalone della Provincia di Milano quest’anno resti in consiglio provinciale e non venga confuso con i labari che si sono visti lo scorso anno.

A Podestà abbiamo fatto presente che proprio Umberto I° fu responsabile della sanguinosa repressione del maggio 1898 nei confronti del popolo che chiedeva la riduzione del prezzo del pane. A Milano i cortei popolari furono presi a cannonate da Bava Beccaris. Secondo alcune fonti i morti furono addirittura 800. Non capiamo proprio quindi cosa ci sia da celebrare.

Le commemorazioni dei defunti non possono confondersi con manifestazioni nostalgiche e anticostituzionali. A chi rimpiange i tempi andati ricordiamo che il referendum istituzionale del 2 giugno del 1946  decretò, per fortuna, il passaggio dalla monarchia alla Repubblica. Cosa c’entra la Provincia di Milano con questa messinscena? Podestà ci deve delle risposte”.

Lista Civica Un’Altra Provincia
Partito della Rifondazione Comunista – Milano
Partito dei Comunisti Italiani – Milano
ostenda-6_600

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LA STORIA NON E’ FINITA


In un periodo storico di grande fiducia nelle capacità di sviluppo del sistema del capitale, Francis Fukuyama, aveva affascinato molti con un annuncio incredibile e altisonante: “La fine della storia”. Era tempo per una supremazia indiscussa del modello di democrazia borghese occidentale, ad economia di mercato, segnata da dominio economico, finanziario e politico degli Stati Uniti d’America.

Molti anni prima, Marx diceva che la storia non si ferma mai, perché le forze che la animano, gli uomini che la vivono, agiscono perpetuamente per tirare la storia dalla propria parte.

Negli anni ’90, Fukuyama pareva proprio aver ragione. Le speranze di un mondo diverso si spegnevano col finire del secolo. I miti del cambiamento crollavano insieme alle democrazie popolari. Il capitalismo trionfava sotto l’insegna dell’ideologia liberista.

Qualcosa però sta cambiando.
La vittoria indiscussa del liberismo economico ha creato una società globale plasmata sulle esigenze della finanza e della corposa elite economica che gestisce la produzione e i flussi di merci. Ma questo mondo oggi non sta in piedi. Grandi banche sono fallite, parecchi stati sono sull’orlo della bancarotta, la stabilità della vecchia Europa è messa a rischio, la leadership statunitense è messa pesantemente in discussione dalle economie emergenti come Cina, Brasile, India e dal percorso politico socialista, anticapitalista e antimperialista intrapreso dalle “vecchie colonie degli USA” ovvero i paesi sudamericani confederati nell’ALBA.

Gli organismi di governo dell’esistente, la BCE, l’FMI, il G8, l’Unione Europea, vogliono riprendere il controllo e lanciano diktat agli stati. Tracciano linea guida per le politiche nazionali, schiacciando i governi eletti sotto la costante minaccia di abbandonare il loro paese al proprio destino di crisi. I popoli e gli stati che decidono politiche alternative sono out. La democrazia borghese perde di significato, poiché le scelte politiche sono sovradeterminate: la socialdemocrazia si piega alle esigenze del liberismo e tutti i partiti borghesi si trovano a dire le stesse cose, ad approvare le stesse ricette. Chi ci ha portato in questa situazione di crisi, pur di riprenderne il controllo, sta giocando al raddoppio, perpetrando le stesse politiche del passato con vigore ancor più distruttivo verso i diritti dei lavoratori, verso la democrazia, verso le sovranità dei popoli.

Ma qualcuno risponde che al raddoppio non ci sta e qualcuno addirittura che il capitalismo lo vuole lasciare. E’ il 27% di greci che hanno votato la coalizione di partiti comunisti SYRIZA. E’ il popolo venezuelano col suo percorso rivoluzionario bolivariano. E’ il 10% dei francesi che hanno scelto il programma radicale di Melenchon. Sono i popoli spagnoli e greci che scendono in piazza a sfidare le forze della repressione per affermare il proprio diritto a governare l’esistente. Sono gli italiani ingolfati nell’antipolitica e nella veemenza futile di Grillo, che delegittimando la politica intera, altro non chiedono che una democrazia reale e diretta. Sono anche le ombre nere e minacciose che si stanno alzando in Europa per offrire un’alternativa finta, una via di sfogo alle richieste popolari, che sa di vecchio, di reazione, di continuità.

Sono tanti i germogli di un mondo che vuole cambiare. Che cerca nuove strade e nuove vie per costruire una realtà capace di coniugare uguaglianza e libertà. In Italia pare che nonostante gli sforzi di tanti compagni, di tanti uomini e donne in lotta, i germogli non vogliano spuntare. Siamo a un punto zero in cui non c’è risposta ai diktat sovranazionali, alle controriforme del governo Monti, allo svilimento e alle modifiche della Costituzione. In due anni abbiamo perduto i contratti nazionali di lavoro, l’articolo 18, la possibilità per i giovani di avere una pensione, le recenti vittorie referendarie e quindi popolari in tema di tutela del patrimonio pubblico, la possibilità di fare politiche sociali per via degli “obblighi di bilancio”. Eppure tutto tace: le piazze sono vuote.

All’Italia manca qualcosa che i Giovani Comunisti di Monza e Brianza vogliono, quest’anno, contribuire a costruire. Mancano due cose. Una è la controinformazione, l’analisi compiuta delle dinamiche storiche in atto, la consapevolezza diffusa di cosa ci aspetta continuando su questa china. L’altra è un progetto definito verso cui dirigere le forze di chi vuol cambiare l’esistente e con cui quietare i timori di chi si aggrappa a questa realtà per quanto questa continui a deteriorarsi, a causa della giusta paura dell’ignoto, del baratro e del fallimento.

Dietro al progetto serve un organizzazione, che Rifondazione Comunista nel suo complesso deve costruire all’interno del panorama politico, del sindacato, del movimento studentesco. Nel frattempo dobbiamo riflettere e informare.
Per questo motivo lanciamo  una compagna di iniziative di analisi e controinformazione:

“La storia non è finita”

Vi aspettiamo al primo appuntamento, “Black Dawns”, Venerdì 12 Ottobre dalle ore 20.00, presso il Circolo Libertà di Viale Libertà 33. Una serata sulle minacce in tempo di crisi e di dominio liberista per l’attuale assetto istituzionale, per la democrazia come la abbiamo conosciuta fino ad ora, per la Costituzione dei partigiani.
GIOVANI COMUNISTI di MONZA e BRIANZA – RivoltiaMonza

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VITTORIA!


Il candidato Scanagatti sostenuto da Partito Democratico, Lista Città Persone, Italia dei Valori, Sinistra Ecologia Libertà, Federazione della Sinistra ed Ecologisti Moderati è il nuovo sindaco di Monza con il 63% dei consensi.

Ha vinto una proposta alternativa e costruita con la partecipazione dei cittadini. Ha vinto la necessità di metter fine al governo delle destre platealmente rivolto agli interessi economici e di potere dei pochi, privo di ogni riguardo verso i problemi dei cittadini, incapace di sostenere una buona amministrazione della città. La volontà di cambiare, incarnata da una coalizione con un’appartenenza politica chiara e coerente coi valori espressi, anche nelle scelte di indipendenza operate al secondo turno, ha prevalso largamente sul tradizionale conservatorismo della città e si è fatta strada nel sentimento di sfiducia verso la politica e i partiti che domina lo scenario politico odierno.

ROBERTO SCANAGATTI

E’

SINDACO DI MONZA

 

Per visualizzare i risultati del primo e secondo turno clicca qui.

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I COSTI DELLA POLITICA


La Federazione della Sinistra autofinanzia completamente la sua attività. Il 12 maggio 2012 i compagni di Monza, della Brianza e del Lecchese hanno organizzato un pullman per supportare numericamente la manifestazione nazionale della Sinistra contro il governo Monti. Per consentire la partecipazione a studenti, precari, cassintegrati e disoccupati la federazione provinciale del PRC di Monza e Brianza ha offerto un fondo di sostegno, che ha consentito di ridurre il costo pro capite per il pullman a 20€. Scopo della cena è ripagare queste spese per consentire lo svolgimento della futura attività politica.

SOSTIENI IL NOSTRO PROGETTO! PRENOTA LA TUA CENA!

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Documento dell’FdS Monza sull’esito del voto e le prospettive future.


La Federazione della Sinistra di Monza non può nascondere la delusione per il risultato elettorale della lista Federazione della Sinistra – Noi un’Altra Monza, che ha raccolto solo l’1,51 a fronte di una media nazionale della FdS del 3%. Il responso degli elettori non paga la passione e le energie che in cinque anni il nostro  soggetto politico ha speso per difendere il patrimonio pubblico di Monza e la qualità della vita dei nostri concittadini, nonchè per ampliare il nostro progetto di un’alternativa per Monza alle idee e alle forze di nuove soggettività attive in città. Tuttavia il fatto che il popolo della sinistra abbia partecipato al fenomeno dell’astensionismo o si sia rivolto a liste moderate, ci costringe a rivalutare le modalità di relazione con la città e col suo tessuto sociale.

Inoltre in linea coi risultati nazionali, che dimostrano come nessun partito sia riuscito a prevalere riunificando sotto la propria bandiera il panorama politico a sinistra del PD, anche a Monza nel pronunciamento degli elettori si può individuare un forte appello all’unità della sinistra, per un soggetto insieme visibile e alternativo che riunisca i pregi e levighi i difetti delle realtà oggi in campo. Questo è il messaggio che gli elettori ci mandano per le prossime elezioni politiche.

Su tali questioni ragioneremo a partire dalla settimana prossima, poiché è ora invece il momento di capitalizzare quanto di buono è emerso dalla tornata elettorale del 6-7 maggio: la possibilità reale di sconfiggere le destre e realizzare il programma “Progetto per Monza” emerso dai Cantieri promossi dal candidato Scanagatti.

Sui rapporti con la coalizione ci teniamo a sottolineare come non fosse per nulla scontata, considerata l’ambiguità del panorama politico nazionale, la nostra partecipazione al centrosinistra. A Monza il candidato Scanagatti  ha messo in campo modalità estremamente democratiche per decidere il programma e la linea politica della coalizione, che ha saputo così divenire una casa accogliente per tutte le liste che vi hanno aderito. La Federazione della Sinistra ha portato una grossa mole di proposte per la nostra città [consultabili sui nostri siti www.federazionesinistramonza.blogspot.it  e www.rivoltiamonza.wordpress.com/elezioni-monza-2012/ ]. Alcune di queste sono rimaste a caratterizzare il programma della nostra lista, molte altre sono state invece condivise dalla coalizione e inserite con chiarezza nel programma. Riteniamo dunque che la prossima giunta abbia tutte le potenzialità per ben rappresentare la gran parte delle istanze che la Federazione della Sinistra ha fatto emergere in questi mesi, anche senza la nostra presenza in consiglio comunale. In considerazione di ciò rilanciamo un fortissimo appello ai nostri elettori e ai monzesi tutti, affinché domenica 20 e lunedì 21 maggio 2012 si rechino alle urne a votare ROBERTO SCANAGATTI SINDACO PER MONZA.

La nostra assenza dal Consiglio Comunale pone però un’ultima questione che vogliamo affrontare. L’assenza di una delegazione consigliare non ci esonera dal mandato affidatoci dai nostri 717 elettori. Se vinceremo, e ci crediamo massimamente, vigileremo con attenzione sull’attuazione del programma e non mancheremo di riportare alla coalizione e alla città le opportune considerazioni sulle modalità d’intervento della prossima giunta. Le nostre opinioni avranno i loro canali d’affermazione  sia attraverso la massima collaborazione con le forze elette della sinistra e del centrosinistra, sia al di fuori del palazzo comunale, attraverso il coinvolgimento attivo dei cittadini e delle fasce sociali che aspiriamo a rappresentare. In relazione a ciò, invitiamo ciascuno dei nostri 717 elettori a non tirarsi indietro e a promuovere, arricchire e influenzare il progetto in cui hanno creduto, supportandolo in prima persona con la propria attività e le proprie idee.

 

Federazione della Sinistra – Monza

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L’ultimo sforzo!


Domenica 20 e Lunedì 21 maggio 2012

VOTA

Roberto Scanagatti

SINDACO PER MONZA

 

Venerdì sera, dalle 21, ci troveremo in Piazza Roma per chiudere la campagna elettorale, con una serata di festa e di ultime riflessioni e testimonianze, prima del grande appuntamento di domenica 20 e lunedì 21 quando, insieme, possiamo davvero far ripartire Monza.
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