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Maroni a Monza: no grazie! (Comunicato PRC Monza)


Riceviamo e pubblichiamo il comunicato del circolo PRC “Peppino Impastato” di Monza.

Maroni incontra gli industriali della Brianza: smascheriamo le connivenze e le finte contrapposizioni.

Maroni con Zaia e Toti, governatori della Lega Nord e suoi alleati, sono in prima fila nella campagna razzista contro i richiedenti asilo e i migranti che fuggono da guerre generate e alimentate anche dalla Lega Nord quando era al governo nazionale.
Maroni ha ratificato i trattati di Maastricht e di Lisbona con i quali banche e finanza espropriano i governi nazionali del diritto di scegliere le proprie politiche economiche e sociali.
Maroni vorrebbe svendere il patrimonio pubblico di alloggi popolari con la nuova legge 27/2015 in discussione in Regione Lombardia, oltretutto affidando la gestione di una parte essi ad associazioni compiacenti.
Lo stesso Maroni che in Regione Lombardia aumenta il finanziamento alle scuole private e taglia i fondi per l’assistenza sociale.
Sono queste le ricette che Maroni propone come modello per la Lombardia.

Il Partito della Rifondazione Comunista si oppone alle politiche neoliberiste di Maroni, della Confindustria e del governo Renzi contro i tagli all’assistenza sociale, alla scuola pubblica e ai diritti delle lavoratrici e dei lavoratori.

Monza, 21/06/2015

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Ce vo’ coraggio


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Io vi avviso, tutti quanti. D’ora in poi sarà molto più difficile. Ci vorrà pelo sullo stomaco, ci vorrà ambizione, ci vorrà un pizzico di follia. Ci vorrà coraggio. È anche vero che in fondo queste sono le doti esaltate da modelli di imprenditoria aggressiva e di successo (alla Steve Jobs, per intenderci) che sono stati imposti come punti di riferimento per la realizzazione di ogni essere umano, quindi non sarà un problema. Ma sarà dura. Sarà dura affermare che il conflitto capitale-lavoro è roba vecchia, che le classi non esistono più, che chi non si rassegna alla concordia ordinum è anziano e immaturo, che il lavoro salariato è morto nel 1989. Dopo ieri, è molto più difficile. Come chiamate, voi, ideologi delle ideologie morte, quello che è avvenuto ieri a Roma? Incidente, fatalità, misunderstanding? Nella mia modesta opinione, io lo chiamo in un solo modo: lotta di classe.
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Comunicato Stampa manifestazione studentesca Monza 10/10/14


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Oggi, Venerdì 10 Ottobre, 500 studenti provenienti da tutta la provincia di Monza e Brianza sono scesi in piazza per rivendicare una scuola pubblica, gratuita e accessibile a tutti, contro le logiche di mercato di cui EXPO è l’esempio.

Il corteo è partito dall’Arengario, passando per la sede di Confindustria, simbolo di un’immagine di scuola soggiogata al mercato del lavoro, che determina quindi il percorso formativo di noi studenti secondo la concezione della scuola-azienda.

La manifestazione si è poi spostata davanti all’ISA e alla Villa Reale, dove abbiamo protestato contro l’utilizzo dei fondi pubblici con i quali è stata ristrutturata una parte della Villa che ospiterà gli uffici di EXPO 2015. Questo spreco di fondi è l’esempio più eclatante di come le Amministrazioni ritengano il Grande Evento una priorità e la Scuola Pubblica una spesa. Abbiamo infatti calato un striscione dalla Villa Reale per ribadire la nostra contrarietà a EXPO 2015, in quanto evento che porterà alla regione e allo Stato solamente debito, cemento, precarietà e mafia.

Dopo un sit-in davanti alla Villa, il corteo è ripartito verso la sede della Provincia (Via Tommaso Grossi), responsabile in questi anni di un mancato investimento verso settori pubblici come l’edilizia scolastica e i trasporti. Questi ultimi, infatti, sono parte delle numerose spese che ogni studente deve sostenere annualmente per accedere ai luoghi di formazione.
Siamo successivamente giunti davanti al Provveditorato. Qui abbiamo espresso un forte dissenso verso la proposta di legge del Governo riguardante la scuola, che mira fortemente a una privatizzazione dei Saperi, tramite contributi regionali alle scuole paritarie e finanziamenti alle scuole da parte di privati. Questo rientra perfettamente nella logica di una scuola-azienda che fornisce manodopera gratuita agli imprenditori, mascherandola come un’opportunità per l’individuo. L’esempio più palese sono i vergognosi lavori-non-lavori dei volontari EXPO.

Un’ultima tappa del corteo è stata l’Ufficio Scolastico Provinciale, dove abbiamo distribuito libri ai cittadini, dimostrando simbolicamente la nostra idea di istruzione: pubblica, senza costi e realmente accessibile a tutti.
La manifestazione si è infine conclusa in Arengario, con interventi da parte delle studentesse e degli studenti che hanno partecipato all’evento.

Unione degli Studenti Monza
Unione degli Studenti Vimercate
Collettivo Compost
Giovani Comunisti Monza Brianza
Student* ISA – Monza
Student* Porta – Monza
Student* Zucchi – Monza
Student* Einstein – Vimercate
Student* Banfi – Vimercate

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Mettere in discussione gli accordi padronali: questo il compito immediato del PRC


446100 Manifestazione Nazionale della FIOM

Lo scorso 8 dicembre, nella sua giornata conclusiva, il congresso nazionale di Rifondazione Comunista ha approvato un ordine del giorno della federazione di Chieti che impegna il partito «ad organizzare momenti di discussione sul tema della democrazia nei luoghi di lavoro e di contrasto agli accordi che limitano i diritti dei lavoratori o li subordinano alla cosiddetta ‘competitività d’impresa’.» l’ordine del giorno chiamava in causa e criticava gli accordi del 28 giugno 2011 (sulle deroghe ai contratti) e del 31 maggio 2013 (su esigibilità dei contratti e rappresentanza sindacale). Tale impegno era (ed è) dettato dal fatto che la democrazia e l’agibilità sindacale sono questioni fondamentali «per la difesa e la tutela dei diritti nei luoghi di lavoro e per agire il conflitto quale terreno indispensabile per le conquiste dei lavoratori.»

A due mesi esatti dalla fine del congresso, quell’ordine del giorno è rimasto praticamente lettera morta. In conseguenza di quanto approvato dal congresso il partito ha prodotto solo un nuovo ordine del giorno, approvato nel CPN del 11 e 12 gennaio, molto più generico, che nella sostanza si limita ad auspicare per il congresso della Cgil «una svolta, che rimetta al centro la costruzione della mobilitazione, del conflitto e di un progetto alternativo alle politiche liberiste, per i diritti sociali e del lavoro». Ci pare un po’ poco. Certamente insufficiente rispetto a quanto si sta muovendo all’interno della Cgil, nonostante era già stata posta la firma della segretaria generale della Cgil, Susanna Camusso sull’accordo del 10 gennaio 2014 che regola in maniera dettagliata le regole sulla rappresentanza e sull’esigibilità dei contratti. Una firma che pesa come una spada di Damocle sulla testa dei lavoratori che lottano ogni giorno nei luoghi di lavoro e sulle spalle della Fiom per schiacciarla con tutto il peso della “normalizzazione” entro cui la Cgil, da anni, cerca di riportarla. Continua a leggere

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