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Conferenza e dibattito “La crisi spiegata a tutti!” [7/11/14, Villasanta]


volantino GC conferenza crisi
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Una nota sul mio ex-professore: Pier Carlo Padoan


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Pier Carlo Padoan fu uno dei miei professori durante i corsi del master in Economia del Coripe Piemonte, presso il Collegio Carlo Alberto. Sebbene fosse un master rigorosamente “mainstream”, ricordo che le lezioni di alcuni docenti, come Luigi Montrucchio e Giancarlo Gandolfo, suscitavano il nostro vivo interesse e alimentavano le discussioni. Tra i docenti c’era pure Elsa Fornero,  che nel ruolo di professoressa rendeva indubbiamente molto meglio che in quello successivo di ministra. Rammento che invece non eravamo particolarmente entusiasti delle lezioni di Padoan. Forse a causa degli alti incarichi che all’epoca già ricopriva, in aula appariva un po’ distratto, vagamente annoiato, non particolarmente persuaso dai grafici che egli stesso tracciava sulla lavagna. Di una cosa tuttavia il nostro pareva convinto: la sostenibilità futura della nascente moneta unica europea era da ritenersi un fatto ovvio, fuori discussione.

Era il 1999, data di nascita dell’euro, e Padoan guarda caso teneva il corso di Economia dell’Unione europea. Una volta gli chiesi cosa pensasse delle tesi di quegli economisti, tra cui Augusto Graziani, che esprimevano dubbi sulla tenuta dell’eurozona; domandai, in particolare, quale fosse la sua valutazione di quegli studi che già all’epoca criticavano l’idea che gli squilibri tra i paesi membri dell’Unione potessero essere risolti a colpi di austerità fiscale e ribassi salariali. A quella domanda Padoan non rispose: si limitò a scrollare le spalle e a sorridere, con un po’ di sufficienza.

All’epoca in effetti l’atteggiamento di Padoan era piuttosto diffuso. L’euro veniva considerato un fatto definitivo, discutere di una sua possibile implosione era pura eresia. Ben pochi, inoltre, si azzardavano a dubitare delle virtù taumaturgiche dell’austerità. Da allora evidentemente molte cose sono cambiate. Continua a leggere

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NO alla delocalizzazione della Carrier di Villasanta


Solidarietà ai 212 lavoratori della Carrier di Villasanta e alla loro lotta. La multinazionale Carrier, nonostante i bilanci in attivo, vuole chiudere lo stabilimento brianzolo e delocalizzare in Repubblica Ceca e Francia. Con i lavoratori: difendiamo la Carrier, difendiamo il lavoro in Brianza.

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Rifondazione Comunista è con le ragioni e le giuste rivendicazioni dei lavoratori/lavoratrici della Carrier di villasanta che chiedono il ritiro di un pesante piano di dismissione e delocalizzazoione che, nonostante i bilanci in attivo, vuole chiudere lo stabilimento brianzolo e delocalizzare in Repubblica Ceca e Francia.

Una delocalizzazione questa che rappresenta una ulteriore pesante e drammatica distruzione di posti di lavoro, professionalità, competenze, presidi industriali siti produttivi nel nostro territorio e nel nostro paese.

La situazione è drammatica. Il nostro territorio si sta trasformado drammaticamente in un deserto produttivo ed industriale, casse integrazioni di ogni ordine e grado, esuberi. Dismissioni e delocalizzazioni di siti produttivi ed industrili. Esodati.

Rifondazione Comunista Federazione Monza e Brianza è attenta e partecipe nel sostenere tutte le lotte e le iniziative dei lavoratori/lavoratrici della Carrier di Villasanta, della propria RSU nel comune intento di difendere il lavoro, il sito industriale in Italia e le competenze.

Esprimiamo, con convinzione, tutta la nostra vicinanza e solidarietà ai 212 lavoratori e lavoratrici della Carrier di Villasanta ed alla loro lotta.

Con i lavoratori e le lavoratrici: NO alla delocalizzazione della Carrier di Villasanta, difendiamo il presidio industriale, il lavoro in Brianza. Il diritto al lavoro. La dignità del lavoro.

Rifondazione Comunista Federazione Monza e Brianza – Dipartimento Lavoro.
Monza 10 gennaio 2014
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La democrazia del Presidente…


Lotto per il 18
I Giovani Comunisti di Monza e Brianza accolgono con amarezza e sdegno la decisione del presidente della repubblica Giorgio Napolitano di sciogliere le camere prima dell’inizio del nuovo anno.
Questa decisione ha invalidato le oltre 500.000 firme che erano state raccolte da Rifondazione, IDV e FIOM per il ripristino dell’articolo 18, l’abolizione dell’articolo 8, l’abolizione della diaria dei parlamentari e l’abolizione della riforma Fornero.
Ancora una volta apprendiamo tristemente che la volontà popolare viene ignorata. Invece di confrontarsi sul terreno della democrazia partecipata le Istituzioni preferiscono invalidare le richieste di centinaia di migliaia di cittadini e di lavoratori ricorrendo a squallidi sotterfugi. Sciogliere le camere i primi di Gennaio infatti non avrebbe modificato l’agenda politica, nè alterato il decorso delle vicende istituzionali od elettorali, ma semplicemente avrebbe permesso di portare a termine l’iter per la presentazione dei referendum, garantendo un diritto costituzionalmente riconosciuto.
Con questo vergognoso epilogo si conclude l’esperienza fallimentare del governo Monti. Un governo che aveva un unico scopo: far pagare la crisi alle fasce più povere della popolazione lasciando in pace, come al solito, chi è più ricco.
Noi continueremo a lavorare per il cambiamento.
Rivoltiamonza – Giovani comunisti Monza e Brianza
Giovani Comunisti
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