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Sabato 15 Dicembre


VOTA

ANDREA DI STEFANO

alle primarie del Patto Civico della Lombardia

Andrea Di Stefano

Chi può votare:

Si vota dalle ore 8.00 alle ore 20.00 di sabato 15 dicembre 2012 nel proprio seggio di appartenenza che verrà pubblicato su questo sito, corrispondente alla propria sezione elettorale. I minori di 18 anni e i cittadini di altri Paesi devono basarsi sulla residenza (è utile fare riferimento al seggio dei genitori o dei vicini di casa). Occorre portare con sé la carta di identità e la tessera elettorale (per chi ne è in possesso).
La partecipazione alle Primarie del Patto Civico è aperta a tutte le cittadine e i cittadini italiani residenti in Lombardia, in possesso dei requisiti previsti dalla legge; alle cittadine e ai cittadini dell’Unione Europea residenti in Lombardia; alle cittadine e ai cittadini di altri Paesi, residenti in Lombardia e in possesso di regolare permesso di soggiorno e carta d’identità; ai giovani residenti in Lombardia che abbiano compiuto i 16 anni entro il 15 dicembre 2012. Gli elettori dovranno versare un contributo alle spese organizzative di almeno 1 euro e fornire i propri dati anagrafici.

Dove si vota:

I seggi non sono i medesimi dei recenti appuntamenti. Verifica qui il seggio delle Primarie in cui devi votare, in base alla sezione elettorale riportata sulla tua tessera elettorale.

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LA STORIA NON E’ FINITA


In un periodo storico di grande fiducia nelle capacità di sviluppo del sistema del capitale, Francis Fukuyama, aveva affascinato molti con un annuncio incredibile e altisonante: “La fine della storia”. Era tempo per una supremazia indiscussa del modello di democrazia borghese occidentale, ad economia di mercato, segnata da dominio economico, finanziario e politico degli Stati Uniti d’America.

Molti anni prima, Marx diceva che la storia non si ferma mai, perché le forze che la animano, gli uomini che la vivono, agiscono perpetuamente per tirare la storia dalla propria parte.

Negli anni ’90, Fukuyama pareva proprio aver ragione. Le speranze di un mondo diverso si spegnevano col finire del secolo. I miti del cambiamento crollavano insieme alle democrazie popolari. Il capitalismo trionfava sotto l’insegna dell’ideologia liberista.

Qualcosa però sta cambiando.
La vittoria indiscussa del liberismo economico ha creato una società globale plasmata sulle esigenze della finanza e della corposa elite economica che gestisce la produzione e i flussi di merci. Ma questo mondo oggi non sta in piedi. Grandi banche sono fallite, parecchi stati sono sull’orlo della bancarotta, la stabilità della vecchia Europa è messa a rischio, la leadership statunitense è messa pesantemente in discussione dalle economie emergenti come Cina, Brasile, India e dal percorso politico socialista, anticapitalista e antimperialista intrapreso dalle “vecchie colonie degli USA” ovvero i paesi sudamericani confederati nell’ALBA.

Gli organismi di governo dell’esistente, la BCE, l’FMI, il G8, l’Unione Europea, vogliono riprendere il controllo e lanciano diktat agli stati. Tracciano linea guida per le politiche nazionali, schiacciando i governi eletti sotto la costante minaccia di abbandonare il loro paese al proprio destino di crisi. I popoli e gli stati che decidono politiche alternative sono out. La democrazia borghese perde di significato, poiché le scelte politiche sono sovradeterminate: la socialdemocrazia si piega alle esigenze del liberismo e tutti i partiti borghesi si trovano a dire le stesse cose, ad approvare le stesse ricette. Chi ci ha portato in questa situazione di crisi, pur di riprenderne il controllo, sta giocando al raddoppio, perpetrando le stesse politiche del passato con vigore ancor più distruttivo verso i diritti dei lavoratori, verso la democrazia, verso le sovranità dei popoli.

Ma qualcuno risponde che al raddoppio non ci sta e qualcuno addirittura che il capitalismo lo vuole lasciare. E’ il 27% di greci che hanno votato la coalizione di partiti comunisti SYRIZA. E’ il popolo venezuelano col suo percorso rivoluzionario bolivariano. E’ il 10% dei francesi che hanno scelto il programma radicale di Melenchon. Sono i popoli spagnoli e greci che scendono in piazza a sfidare le forze della repressione per affermare il proprio diritto a governare l’esistente. Sono gli italiani ingolfati nell’antipolitica e nella veemenza futile di Grillo, che delegittimando la politica intera, altro non chiedono che una democrazia reale e diretta. Sono anche le ombre nere e minacciose che si stanno alzando in Europa per offrire un’alternativa finta, una via di sfogo alle richieste popolari, che sa di vecchio, di reazione, di continuità.

Sono tanti i germogli di un mondo che vuole cambiare. Che cerca nuove strade e nuove vie per costruire una realtà capace di coniugare uguaglianza e libertà. In Italia pare che nonostante gli sforzi di tanti compagni, di tanti uomini e donne in lotta, i germogli non vogliano spuntare. Siamo a un punto zero in cui non c’è risposta ai diktat sovranazionali, alle controriforme del governo Monti, allo svilimento e alle modifiche della Costituzione. In due anni abbiamo perduto i contratti nazionali di lavoro, l’articolo 18, la possibilità per i giovani di avere una pensione, le recenti vittorie referendarie e quindi popolari in tema di tutela del patrimonio pubblico, la possibilità di fare politiche sociali per via degli “obblighi di bilancio”. Eppure tutto tace: le piazze sono vuote.

All’Italia manca qualcosa che i Giovani Comunisti di Monza e Brianza vogliono, quest’anno, contribuire a costruire. Mancano due cose. Una è la controinformazione, l’analisi compiuta delle dinamiche storiche in atto, la consapevolezza diffusa di cosa ci aspetta continuando su questa china. L’altra è un progetto definito verso cui dirigere le forze di chi vuol cambiare l’esistente e con cui quietare i timori di chi si aggrappa a questa realtà per quanto questa continui a deteriorarsi, a causa della giusta paura dell’ignoto, del baratro e del fallimento.

Dietro al progetto serve un organizzazione, che Rifondazione Comunista nel suo complesso deve costruire all’interno del panorama politico, del sindacato, del movimento studentesco. Nel frattempo dobbiamo riflettere e informare.
Per questo motivo lanciamo  una compagna di iniziative di analisi e controinformazione:

“La storia non è finita”

Vi aspettiamo al primo appuntamento, “Black Dawns”, Venerdì 12 Ottobre dalle ore 20.00, presso il Circolo Libertà di Viale Libertà 33. Una serata sulle minacce in tempo di crisi e di dominio liberista per l’attuale assetto istituzionale, per la democrazia come la abbiamo conosciuta fino ad ora, per la Costituzione dei partigiani.
GIOVANI COMUNISTI di MONZA e BRIANZA – RivoltiaMonza

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Solidarietà ai braccianti di Castelnuovo Scrivia e ai compagni di Tortona e Pavia!


In un momento in cui il potere politico è commissariato da quei poteri finanziari che stanno lucrando sulla regressione economica e sociale del nostro paese, la repressione investe impietosamente chi, remando controcorrente, sta ancora cercando di rivendicare i suoi diritti, di conquistarsi un briciolo di dignità umana nella propria vita lavorativa, di dare ancora speranza ai lavoratori e alle classi deboli del nostro paese.

Accade così che le proteste portate avanti dai braccianti di Castelnuovo Scrivia per denunciare la propria condizione di schiavitù, siano costate a loro e ad alcuni solidali, tra cui i compagni del PRC di Tortona e un compagno dei Giovani Comunisti di Pavia, una denuncia per concorso in violenza privata. Non è stato risparmiato nessuno dei compagni e dei lavoratori che hanno animato il Presidio di Castelnuovo Scrivia e i blocchi stradali di agosto, operati con l’intento di impedire o ritardare i rifornimenti dei camion della grande distribuzione in carico verso l’Azienda Lazzaro, indagata per riduzione in schiavitù, frode fiscale, violazione delle leggi sull’immigrazione e altro, e ciò nonostante ancora operativa.

Quelli che devono essere letti come legittimi atti di riscatto della propria condizione sociale e di rivendicazione di un banale principio di giustizia, sono perseguiti dalla magistratura. Come già è stato sperimentato dagli operai del Gigante di Basiano, dagli operai della Jabil di Cascina de’ Pecchi, dalla popolazione Valsusina quando i lavoratori e i cittadini chiedono diritti, giustizia e autodeterminazione, lo stato italiano risponde utilizzando le sue strutture, quali polizia e magistratura, per tutelare gli interessi privati contro i diritti dei lavoratori e della popolazione. Questa è l’Italia che l’ideologia del capitale, i poteri finanziari e le istituzioni borghesi italiane ed europee, che ci stanno sovradeterminando, hanno ormai plasmato.

Organizziamoci e lottiamo per frenare questo furto di democrazia e di giustizia e per non vanificare i sacrifici di chi nonostante la precarietà delle proprie condizioni di vita, la propria ricattabilità sul luogo di lavoro, i rischi connessi all’atteggiamento repressivo dello Stato e – talora – i rischi legati alla possibilità di restare nel nostro paese, continuano a lottare.
Ai braccianti e a tutti i denunciati di Castelnuovo Scrivia va la nostra solidarietà!

RIVOLTIAMONZA – Giovani della Federazione della Sinistra MB                                                

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Sulla situazione politica e sociale ai tristi tempi del governo Monti….


Ordine del giorno approvato dalla Direzione Nazionale del Partito della Rifondazione Comunista

 

All’interno della crisi economica mondiale ed europea, la situazione economica del paese sta peggiorando rapidamente a seguito delle politiche del governo Monti. Le politiche neoliberiste praticate con grande forza e determinazione stanno producendo una pesante recessione economica e non hanno ovviamente alcun peso nel mitigare la speculazione finanziaria. In virtù di queste politiche la situazione sociale sta peggiorando con rapidità maggiore della stessa crisi economica ed è destinata ad aggravarsi ulteriormente nei prossimi mesi. Abbiamo un aumento della disoccupazione, una ulteriore perdita di potere d’acquisto di salari e pensioni e un drastico taglio dei trasferimenti alle regioni e agli enti locali che determinerà un ulteriore compressione del welfare e una ulteriore perdita di salario indiretto.
In questo contesto già molto pesante, vi sono due provvedimenti del governo Monti che sono destinati ad avere effetti gravissimi e strutturali nei prossimi anni, sia sul terreno dei rapporti di classe che sul terreno macroeconomico.
Da un lato l’approvazione della legge Fornero sul mercato del lavoro intrecciata con la già approvata controriforma delle pensioni.  La sostanziale abolizione dell’articolo 18, l’ulteriore allargamento delle maglie della precarietà e il progressivo ridimensionamento degli ammortizzatori sociali, sono  destinate a determinare una condizione di precarietà generalizzata di tutto il mondo del lavoro. Il disegno chiaro è quello di distruggere il movimento operaio e di ridimensionare drasticamente il ruolo del sindacato, anche del sindacato concertativo. E’ un disegno reazionario che estende l’offensiva di Marchionne e di Federmeccanica al complesso delle relazioni lavorative, producendo un deciso spostamento dei rapporti di forza tra le classi a favore del capitale.
In secondo luogo l’inserimento del pareggio di bilancio in Costituzione e la successiva approvazione del Fiscal Compact hanno già definito il quadro delle politiche economiche dei prossimi vent’anni: politiche recessive destinate a smantellare lo stato sociale, privatizzare ogni patrimonio pubblico e presumibilmente a vendere buona parte delle riserve auree del paese. Ci troviamo di fronte ad una scelta che è al tempo stesso recessiva, privatizzatrice e contro i lavoratori.
Il complesso di queste manovre prospetta ha quindi pesanti effetti sia sul piano dei rapporti di classe che sul piano dell’impoverimento complessivo del paese. Le scelte fatte produrranno lavoratori e lavoratrici più poveri dentro un paese più povero: gli interessi di classe e gli interessi del paese sono stati calpestati da questa maggioranza tanto variegata quanto determinata nell’applicare le politiche neoliberiste.
Il nostro giudizio negativo sul governo Monti non solo viene confermato ma aggravato dalle scelte fatte e si estende sulle forze politiche che queste politiche hanno approvato. Nelle politiche praticate non si scorge alcun elemento di compromesso; queste si collocano sulla stessa linea di quanto fatto dal governi greci e spagnoli, contro cui i lavoratori e la sinistra stanno giustamente lottando. Il punto politico è molto chiaro: il governo e la sua maggioranza, utilizzando la speculazione come scusa, stanno producendo il peggiore attacco al movimento operaio dal dopoguerra ad oggi. Come abbiamo più volte ribadito, esiste una cosa peggiore di un governo di destra ed è un governo di destra senza opposizione.
In questo contesto drammatica è l’assenza di iniziativa del sindacato confederale, cosa che contribuisce non poco al disorientamento sociale e alla difficoltà a costruire un esteso conflitto sociale.
In questo contesto la Direzione Nazionale ritiene necessario operare sin da subito e con determinazione per la costruzione di uno schieramento politico che possa diventare uno schieramento elettorale delle forze politiche sociali e associative che si oppongono da sinistra al governo Monti. La nostra proposta, che si rivolge in primo luogo a SEL,  all’IdV, ad Alba e al complesso delle forze associazionistiche, sociali e culturali disponibili, è finalizzata a costruire un ampio schieramento di sinistra e di alternativa che si ponga l’obiettivo di governare e di costruire una risposta ai problemi del paese attraverso  il rovesciamento delle politiche economiche e sociali e quindi in aperta opposizione alle politiche europee. Occorre operare per dar vita ad un punto di riferimento crdibile per coloro che sono colpiti dagli effetti della crisi e delle politiche del governo Monti. Al di la delle possibili modifiche alla legge elettorale –  che contribuiranno a determinare le forme concrete della nostra presentazione elettorale – il giudizio che diamo del governo Monti e della sua maggioranza impone una scelta politica di fondo: la costruzione di una alternativa politica e programmatica a quel governo e alle forze politiche che l’hanno sostenuto. In questo contesto il nostro obiettivo è la costruzione di un effettivo spazio pubblico della sinistra, che faccia i conti fino in fondo con la critica della politica e sia portatore di una forte critica dell’economia politica. Occorre uscire da ogni politicismo per avviare, all’interno del fronte di opposizione, un processo costituente di una sinistra di alternativa e di una terza repubblica basata sulla democrazia partecipata. Questo è l’obiettivo centrale che ci poniamo, che poniamo ai compagni e alle compagne con cui abbiamo costruito la Federazione della Sinistra, che poniamo al complesso delle forze e degli uomini e delle donne che vogliono costruire una sinistra antiliberista nel nostro paese. La costruzione di un processo inclusivo e partecipato, che allarghi il terreno della partecipazione politica unitaria a sinistra, la realizzazione in Italia del progetto della Sinistra Europea, la costruzione in Italia del corrispettivo di Syriza, del Front de Gauche, di Izquierda Unida, della Linke, è l’obiettivo fondante il nostro progetto politico, a cui subordinare ogni tattica politica e su cui lavorare nei prossimi mesi.
In secondo luogo dobbiamo rafforzare enormemente la nostra capacità di produrre una demistificazione delle spiegazioni dominanti della crisi e delle ricette che vengono messe in campo e nello stesso tempo dobbiamo avanzare una proposta compiuta e comprensibile di una politica economica radicalmente alternativa, a partire dalla proposta di acquisto dei titoli di stato direttamente dalla BCE. In questo quadro decisivi sono i terreni della formazione e della elaborazione partecipata del programma per uscire a sinistra dalla crisi.
In terzo luogo dobbiamo riorganizzare il partito al fine di renderlo più efficace nella costruzione del conflitto e nella costruzione delle pratiche mutualistiche utili a resistere all’attacco sul piano del lavoro e sociale. La nostra risposta alla critica della politica non deve concedere nulla ad una idea di delega al leader o alla personalizzazione della politica. Noi dobbiamo costruire una risposta alla critica della politica basata sull’autorganizzazione dei soggetti sociali su tutti i terreni: sociale, culturale, politico. Questa è la frontiera che oggi deve porsi un partito comunista per essere protagonista dello scontro sociale.
La Direzione Nazionale del PRC decide quindi le seguenti iniziative:
–    operare al fine di costruire per l’autunno e con le diverse forze politiche, sociali e associative che si oppongono da sinistra al governo Monti, una manifestazione nazionale contro le politiche neoliberiste e il governo Monti.
–    Iniziare subito, anche usando le feste la raccolta delle firme su una petizione che chieda alla BCE di acquistare direttamente i titoli di stato al fine di porre fine alla speculazione finanziaria sull’Euro e la raccolta di firme sulla proposta di legge di iniziativa popolare sul reddito minimo e sull’ICE europea sul Basic Income.
–    Operare al fine di costruire per l’autunno una schieramento referendario per l’abrogazione della controriforma Fornero e il ripristino dell’articolo 18 e per l’abrogazione dell’art. 8 della finanziaria di Berlusconi dell’agosto scorso. Lo slittamento temporale dei referendum per i vincoli di legge, non rende meno necessaria la costruzione di una campagna di massa su questi temi, anche attraverso la presentazione di proposte di legge  di iniziativa popolare. Proposte di legge a cui affiancare la raccolta di firme sul Piano per il Lavoro  e sull’ICE sulla banca pubblica promossa dal Partito della Sinistra Europea.
–    Operare a partire da tutti gli enti locali in cui siamo presenti contro la privatizzazione e la svendita delle aziende pubbliche locali, sulla base della sentenza della Corte.
–    Aprire una discussione ampia e partecipata sulla bozza di programma.
La Direzione nazionale da mandato alla segretaria nazionale di muoversi nella direzione sopra indicata che proponiamo prima di tutto alle compagne e ai compagni con cui abbiamo costruito la Federazione della Sinistra, ricercando – pur nelle evidenti articolazioni – il massimo di unità della Federazione della Sinistra su questo impianto politico e di iniziativa.
La Direzione impegna inoltre tutto il gruppo dirigente ed in particolare i nuovi organismi regionali eletti dai recenti congressi regionali, a rafforzare il Prc anche sul piano organizzativo, concludendo e rilanciando il tesseramento e l’adesione al Prc, definendo piani di lavoro con cui realizzare localmente l’impegno per il raggiungimento degli obiettivi e la buona riuscita delle campagne decise a livello centrale.

Approvato all’unanimità

 

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LICENZIATI FERITI ARRESTATI: LA LOTTA NON SI ARRESTA!



Rivoltiamonza invita ad aderire all’appello del Coordinamento di sostegno alle lotte dei lavoratori delle cooperative e  del sindacato SiCobas, per portare solidarietà e infondere coraggio ai lavoratori del Gigante di Basiano. Essi hanno vissuto sulla propria pelle la deriva dello stato di diritto in Italia: non si ha più diritto di scioperare, non si ha più diritto di protestare, non si ha più diritto di denunciare le indignitose condizioni in cui i lavoratori delle cooperative sono costretti a lavorare. La Polizia tutela il Privato dai danni di uno sciopero e picchia e arresta gli operai che lottano contro la propria precarietà, per permettere l’ingresso di un pullman di crumiri. Quello ch’è successo al presidio non è immaginabile, per chi ritiene di vivere in uno stato democratico: gli operai violentemente caricati in maniera improvvisa e totalmente ingiustificata mentre picchettavano il cancello, gli accanimenti contro persone già stese a terra sanguinanti, le identificazioni avvenute in ambiente ospedaliero dopo aver contrassegnato i feriti con dei codici come fossero bestie,  il silenzio indecente delle grandi organizzazioni sindacali, della politica e degli intellettuali, gli arresti e l’incarcerazione preventiva dei lavoratori. Chi non denuncia la gravità dei fatti è complice dell’atteggiamento repressivo che lo Stato borghese sta assumendo nel gestire una situazione sociale che per deterioramento non potrà che sfuggirgli di mano. In questa situazione, il coraggio dei pochi lavoratori che nonostante la precarietà delle loro condizioni di vita, la loro ricattabilità sul luogo di lavoro, i rischi connessi all’atteggiamento repressivo dello Stato e per alcuni i rischi legati alla permanenza nel nostro paese, continuano a lottare, merita la massima solidarietà.
Organizziamoci e lottiamo insieme!

Rivoltiamonza – Giovani della Federazione della Sinistra MB

Di seguito il comunicato del coordinamento:

Calendario delle udienze per il riesame delle misure cautelari per i 19 arrestati di Basiano

– Martedì 24 luglio alle 10,20            appuntamento  ore 10,00
– Mercoledì 25 luglio alle 9,50                      ”               ore 9,30
– Giovedì 26 luglio alle 9,50                           ”               ore 9,30
Le udienze si terranno nella sala sita nel “Cortile della statua” (ingresso di via Freguglia)

L’assemblea di sabato 20 – tenutasi presso la sede del  SiCobas –  con i lavoratori delle cooperative in appalto al Gigante di Basiano e le strutture solidali, ha confermato l’intenzione di dare il massimo supporto agli arrestati, organizzando una presenza in tribunale a partire dall’udienza di martedì 25 luglio.
Il Tribunale del riesame discuterà se restituire la piena libertà, per quanto temporanea, a chi ha avuto il merito di svelare con il proprio sciopero la truffa dei cambio d’appalto,  mirato ad abbassare i livelli salariali.
E’ una lotta che investe tutti e tutte noi contro la volotnà del capitale di ridurci a merce.
Per lunità dei lavoratori e la solidarietà di classe facciamo sentire la nostra solidarietà ai lavoratori arrestati con una presenza costante ai processi.
LICENZIATI FERITI ARRESTATI – LA LOTTA NON SI ARRESTA !
Coordinamento di sostegno alle lotte dei lavoratori delle cooperative

Manifestazione in solidarietà degli operai di Basiano a Milano

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CARATE E’ NOSTRA


MARTEDì 24 LUGLIO ALLE 20:30 E’ CONVOCATO IL CONSIGLIO COMUNALE A CARATE BRIANZA.

APPUNTAMENTO IN PIAZZA DAVANTI AL COMUNE:

RIFONDAZIONE COMUNISTA, INSIEME ALL’IdV e ALLA SOCIETA’ CIVILE, E’ MOBILITATA PER CHIEDERE A SINDACO E GIUNTA DI DIMETTERSI. 

 

“La compiuta valutazione dei fatti descritti, consente di inserire le  condotte contestate in un diffuso sistema di illegalità, che presenta, come  dato comune, l’asservimento della funzione pubblica all’interesse privato. Si è avuto modo di riscontrare veri e propri comitati di affari, costituiti tra imprenditori e operatori del settore immobiliare, che hanno determinato  in loro favore le scelte della P.A., attraverso l’intervento di funzionari  corrotti.”

L’estratto dell’ordinanza del GIP è chiaro.

E’ “Carate Nostra”: 6 arresti e un mare di tangenti.

Vuoi il cambio di destinazione dell’uso? Corrompi, paghi e ti lascio cementificare. Ecco il Bricoman di Via Marengo, il mostro che vedi dalla Valasina, ecco Via Padova, Piazza Risorgimento e altri terreni: totale 1 milione di euro di tangenti.  Il pgt del Comune di Carate Brianza scritto dalla cooperativa di imprenditori e politici. Politici, ex politici, imprenditori e faccendieri decidevano le aree oggetto del cambio di destinazione d’uso:  le tangenti fioccavano e ci scappava il morto in odor di mafia.

I signori del cemento, i signori delle agenzie immobiliari governano Carate Brianza mentre sullo sfondo vediamo la criminalità organizzata.

Come per le dimissioni di Brambilla così per la vicenda Altobelli Rifondazione Comunista ha rivendicato chiarezza per un terreno e un cantiere da tempo sotto la lente di ingrandimento della Magistratura. Lo abbiamo fatto con una pagina facebook, con comunicati e con posizioni chiare e nette (*).

Abbiamo condotto la nostra battaglia ed ora nell’attesa che la Magistratura faccia chiarezza continueremo ad essere vigili.  Abbiamo deciso con altre forze politiche, con la società civile caratese, con i tanti cittadini indignati  di dare vita ad un Comitato cittadino “Chiediamo le dimissioni della Giunta e del Sindaco”.

Il sit in davanti alla Giunta comunale, la petizione cittadina per le dimissioni del Sindaco, sono le prime occasioni di mobilitazione e tante altre ne seguiranno nelle prossime settimane.

Chiediamo ora che il Consiglio comunale di Carate Brianza e la Giunta guidata da Marco Pipino siano sciolti per infiltrazioni di una lobby del cemento e degli affari.

Invitiamo i cittadini caratesi e non, i brianzoli che vivono pgt che saccheggiano il verde, che servono interessi privati e magari mafiosi a presidiare il Consiglio comunale straordinario previsto Martedi 24 Luglio alle ore 21.

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Fine dell’articolo 18 – Fine dei diritti. A chi va ancora di lottare per il nostro futuro?


Riforma del lavoro, il Senato approva. Ferrero (PRC-FdS): PD si vergogni! SEL e IdV ancora a seguire Bersani o vogliono fare la sinistra come negli altri paesi?

Paolo Ferrero, segretario nazionale del Prc, non nasconde il suo sdegno per il voto decisivo del Pd al Senato a favore della riforma del lavoro. “La manomissione dell’articolo 18 decisa oggi dal Senato ci dice una cosa sola: questo è un governo servo dei banchieri e di Confindustria. Vergognoso il comportamento del PD che 10 anni fa era con noi in piazza e oggi vota a favore della sua manomissione. Dove non era arrivato il governo Berlusconi è arrivato il governo Monti con i voti decisivi del PD: vergogna, vergogna, vergogna!”. Ferrero lancia anche un appello ai leader di Idv e Sel: “Dopo questo voto, Vendola e Di Pietro continueranno ad inseguire Bersani con il cappello in mano o si decideranno a dare una mano a costruire la sinistra? Nell’aderire alle giornate di mobilitazione promosse dalla Fiom per il 13 e 14 giugno, riproponiamo la necessità di unire le forze della sinistra come hanno in Francia con il Front de Gauche, in Spagna con Izquierda Unida o in Grecia con Syriza”.

di ControLaCrisi

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