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FERMATE QUELLA ORAZIONE!


Riceviamo e pubblichiamo da Rifondazione Comunista di Muggiò

Il 16 febbraio si celebra il Giorno del Ricordo.
L’amministrazione comunale, non sappiamo se per dabbenaggine oppure per voluta strumentalizzazione di una giornata di riflessione su un periodo funesto della storia italiana, mette in campo una manifestazione pubblica nella quale interverranno esponenti nostalgici dell’oppressione nazifascista, con l’effetto pratico di riabilitare l’ideologia degli irriducibili fascisti che dall’8 settembre 1943 fino alla giornata della Liberazione hanno combattuto a fianco dei
tedeschi contro le forze alleate e partigiane.

Ci riferiamo in particolare al ruolo pubblico svolto dalla signora Francesca Montagni Marchiori, che svolge con sollecitudine e vivo attivismo il ruolo di Vicepresidente dell’Associazione Battaglione Bersaglieri volontari “Benito Mussolini”, ed in tale veste animatrice di siti internet dove si tramanda l’ideologia dell’estrema destra che tanti lutti ha prodotto a centinaia di migliaia di italiani.

La signora Francesca Montagni Marchiori, in qualità di Vicepresidente dell’Associazione Battaglione Bersaglieri Volontari “Benito Mussolini”, è intervenuta più volte nella pagina che l’Associazione Nazionale Bersaglieri ha, incautamente secondo noi, riservato a questo Battaglione nero (http://www.bersaglieri.net/default.aspx?S=1&L=1&D=293&idF=17&idM=62936 ), pagina che getta discredito agli innumerevoli meriti acquisiti in ben altre situazioni e con ben altre finalità dal Corpo dei Bersaglieri. Continua a leggere

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L’ESERCITO NON CONOSCE CRISI


F35

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LETTERA DI SOLIDARIETA’ AL PRESIDENTE CHAVEZ


Alla Sezione Italiana della Joventud del Partido Socialista Unido de Venezuela
Al Presidente e al popolo Venezuelano,
Ai solidali e ai lavoratori d’Italia,
 

Lo scorso ottobre il popolo venezuelano è stato chiamato al voto per le elezioni presidenziali ed ha scelto di proseguire il cammino della rivoluzione bolivariana guidata dal PSUV, dal Grande Polo Patriottico e del presidente Hugo Chavez. Il 10 gennaio Chavez assumerà nuovamente le funzioni di presidente. L’opposizione capitalista e filoamericana del Venezuela punta a destabilizzare il paese e il governo – democraticamente eletto – attraverso uno sciopero nazionale. Condannando pienamente quest’iniziativa, riteniamo di non commentare ulteriormente l’indegna strumentalizzazione operata sulle condizioni di salute del Comandante Chavez da parte di un’opposizione senza scrupoli e senza più risorse. Dichiariamo invece una nostra convinzione, profondamente legittimata da numerosi precedenti nella storia Venezuelana: il popolo del Venezuela è ormai convintamente instradato sulla strada del socialismo il debole consenso delle opposizioni liberali determinerà il fallimento di ogni azione controrivoluzionaria. E’ fallito il tentato colpo di stato del 2002. E’ fallito l’intento del referendum popolare sulla destituzione di Chavez del 2004. Sono falliti gli altri “scioperi” e le serrate padronali. L’opposizione ha perso innumerevoli confronti elettorali, da ultima la corsa per la Presidenza dello Stato di Miranda, nonostante l’assenza sul territorio nazionale del Comandante Chavez e il silenzio del suo passionale carisma. L’opposizione infatti è sconfitta quotidianamente di fronte ai successi sociali della Rivoluzione Bolivariana, alla sanità portata nei quartieri e nelle foreste, all’istruzione, ai diritti del lavoro, alla crescente occupazione, alla fruttuosa gestione pubblica delle risorse  territoriali e del sistema produttivo, alla drastica riduzione della povertà, all’investitura del popolo come unico detentore del Potere.
Portiamo nuovamente il nostro sostegno al governo venezuelano, condannando ogni tentativo di controrivoluzione che l’imperialismo e il capitale cercheranno di opporre alla più importante esperienza socialista del XXI secolo. Ci uniamo infine idealmente alla grande manifestazione annunciata per il 10 gennaio a sostegno del Presidente.

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Giovani Comunisti Monza e Brianza – Partito della Rifondazione Comunista

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PER UNA “RIVOLUZIONE CIVILE”


La nascita del movimento “Rivoluzione Civile” che vede Ingroia candidato premier segna una svolta nel panorama politico italiano.

“Rivoluzione Civile” non è il quarto polo ma è l’unica e vera alternativa ai primi “tre poli”: PD, PDL e UDC. Oggi fingono di litigare tra loro, ma per un anno hanno sostenuto il governo Monti e votato la riforma dell’articolo 18, il Fiscal compact, la riforma Fornero, l’aumento dell’IVA, l’introduzione dell’IMU e molte altre misure che di fatto hanno penalizzato la fascia più povera della popolazione e che hanno avviato la fase di destrutturazione dello stato sociale.

“Rivoluzione Civile” è il punto di arrivo di un percorso lungo e complicato che ha saputo coniugare la richiesta di unità delle forze di sinistra, la volontà di costruire un’alternativa alle politiche economiche del governo Monti, la ricerca di una rappresentanza da parte della società civile.

Tra i principali artefici di “Rivoluzione Civile” ci sono Rifondazione Comunista e l’appello di #CambiareSiPuò, formato da intellettuali ed esponenti di vari percorsi di lotta, tra cui esponenti FIOM e rappresentanti del mondo del lavoro, esponenti dei comitati referendari per l’acqua pubblica, esponenti del pacifismo, dell’ambientalismo e dell’economia etica, nonchè da numerosi esponenti e militanti di Rifondazione. Cambiare si può ha fornito e confermato, con una consultazione telematica tra tutti gli aderenti, il suo contributo per la campagna elettorale, mettendo a disposizione tutte le sue competenze e le sue capacità organizzative.

Il programma elaborato da #CambiareSiPuò e poi recepito da “Rivoluzione Civile” è marcatamente di sinistra e in netta discontinuità con le scelte operate dal governo Monti.

Alla richiesta di austerità si risponde con la volontà di rilanciare l’economia puntando sul rispetto dell’ambiente, sulla vita delle persone, sui diritti dei lavoratori e sulla salute dei cittadini.

Alla volontà di sottomettere la politica economica Europea ai mercati si risponde con la richiesta di un’Unione Europea indipendente dai poteri forti.

Nel programma non mancano inoltre i riferimenti alla mafia e alla corruzione, alla laicità dello stato e ad una richiesta di maggiore democrazia nei luoghi di lavoro, trasparenza nella gestione della cosa pubblica, lotta alla precarietà, NO alle grandi opere, alla TAV, alle missioni militari.

Tutti temi che hanno caratterizzato le lotte di Rifondazione Comunista in questi ultimi anni. Ricordiamo le campagne per l’acqua pubblica e il no al nucleare fino ad arrivare alla recente raccolta firme per il ripristino dell’articolo 18 e l’abolizione della riforma Fornero. Ricordiamo l’impegno costante dei militanti nella lotta alla mafia, all’interno del movimento NoTav fino alle Brigate di Solidarietà Attive che hanno aiutato i terremotati e gli alluvionati.

I partiti che appoggiano il progetto di “Rivoluzione Civile” hanno scelto di non presentare i propri simboli, per confluire in una lista unica composta esponenti che si sono contraddistinti nell’analisi culturale e sociale, nella progettualità e nella costruzione del un cambiamento, nelle lotte per il lavoro, l’ambiente, la pace e i diritti, nella lotta senza quartiere alla mafia, indipendente dal fatto che il loro operato fosse stato portato avanti all’interno di un partito o nella società civile e nei movimenti.

“Rivoluzione Civile” è quindi il punto di arrivo di un progetto unitario, fortemente voluto da Rifondazione, che si pone come obbiettivo quello di uscire da questa crisi a Sinistra.

Finalmente il nostro appello all’unità è stato raccolto da uno spettro eterogeneo e plurale di soggetti fortemente coesi negli intenti.

Ora non resta che portare a termine la nostra “Rivoluzione Civile”!

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PER UN ALTRA LOMBARDIA


Dopo 20 anni di malgoverno lombardo guidato dalla cricca ciellina che ha supportato Formigoni finalmente si presenta una vera possibilità di cambiamento.

Il primo passo verso un’altra Lombardia è stato fatto sabato 15 dicembre quando tutte le forze del centro sinistra unite hanno dato la possibilità ai cittadini lombardi di scegliere il candidato che guiderà la coalizione alle prossime elezioni regionali.

Da parte nostra, come RivoltiaMonza, in linea con le scelte del Partito della Rifondazione Comunista, abbiamo sostenuto fin da subito Andrea Di Stefano e i 35000 voti raccolti in tutta la Lombardia indicano che il cammino intrapreso è quello giusto.

Sebbene il candidato centrista, sostenuto dagli apparati di PD e SEL, Ambrosoli, sarà il futuro leader della coalizione “del Patto Civico”, il buon risultato ottenuto da Di Stefano tra il popolo del centrosinistra mostra che quando a sinistra del PD c’è un’alternativa chiara e credibile, espressa da un candidato con un alto livello di formazione economica e politica e capace di analizzare e incidere sulla realtà, è possibile ottenere dei risultati significativi e raccogliere su contenuti radicali i consensi altrimenti ceduti a un centrosinistra moderato e poco incisivo.

La lista di Di Stefano si farà carico non solo della sconfitta delle destre supportando il candidato presidente del centrosinistra Ambrosoli, ma soprattutto delle istanze di rinnovamento che rientrano nella tradizione di sinistra e che, dopo vent’anni di dittatura formigoniana, rappresentano la sola garanzia di cambiamento vero.

Il programma di Andrea Di Stefano segue una linea che in questi anni Rifondazione Comunista ha contribuito a costruire e sviluppare. Una linea che si propone di migliorare la qualità di vita dei cittadini pensando ad essi non come singolarità ma come parte integrante della comunità.

Per questo motivo tra i temi toccati c’è la richiesta di porre un freno al consumo di territorio; l’efficienza energetica; la mobilità sostenibile tramite un trasporto pubblico, economico e di qualità; politiche di redistribuzione del reddito e di supporto al sistema produttivo; l’abolizione del ”buono scuola” formigoniano, ch’è una forma mascherata di finanziamento alle scuole private, per garantire invece realmente il diritto universale a un’istruzione pubblica anche attraverso forme di reddito indiretto (ad esempio riducendo il costo dei trasposti per i giovani); una revisione del sistema sanitario che deve essere sottratto alle smanie speculative dei privati e alla gestione corrotta degli uomini di CL.

La formazione delle liste ha seguito un percorso inclusivo tra le realtà di sinistra e la società civile. Salutiamo con entusiasmo la candidatura nella provincia di Monza e Brianza nella lista di Andrea Di Stefano del compagno Marcello Silva, espressione del circolo RivoltiaMonza che ci impegniamo fin da ora a sostenere.

Il 24 e 25 febbraio sarà l’occasione per interrompere una maledizione che dura da vent’anni.

L’alternativa finalmente c’è e si vede.

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Sabato 15 Dicembre


VOTA

ANDREA DI STEFANO

alle primarie del Patto Civico della Lombardia

Andrea Di Stefano

Chi può votare:

Si vota dalle ore 8.00 alle ore 20.00 di sabato 15 dicembre 2012 nel proprio seggio di appartenenza che verrà pubblicato su questo sito, corrispondente alla propria sezione elettorale. I minori di 18 anni e i cittadini di altri Paesi devono basarsi sulla residenza (è utile fare riferimento al seggio dei genitori o dei vicini di casa). Occorre portare con sé la carta di identità e la tessera elettorale (per chi ne è in possesso).
La partecipazione alle Primarie del Patto Civico è aperta a tutte le cittadine e i cittadini italiani residenti in Lombardia, in possesso dei requisiti previsti dalla legge; alle cittadine e ai cittadini dell’Unione Europea residenti in Lombardia; alle cittadine e ai cittadini di altri Paesi, residenti in Lombardia e in possesso di regolare permesso di soggiorno e carta d’identità; ai giovani residenti in Lombardia che abbiano compiuto i 16 anni entro il 15 dicembre 2012. Gli elettori dovranno versare un contributo alle spese organizzative di almeno 1 euro e fornire i propri dati anagrafici.

Dove si vota:

I seggi non sono i medesimi dei recenti appuntamenti. Verifica qui il seggio delle Primarie in cui devi votare, in base alla sezione elettorale riportata sulla tua tessera elettorale.

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NOI UN’ALTRA BRIANZA SOSTENIAMO ANDREA DI STEFANO


Noi cittadine e cittadini che abitano la Brianza sosteniamo con convinzione la candidatura di Andrea Di Stefano.

Il nostro territorio deve essere riconsegnato alla buona politica, alle persone che in questi anni hanno messo in pratica le migliori prassi di sostenibilità sociale, economica e ambientale.

Andrea è un candidato autorevole, credibile, etico ed “eretico”, capace di rappresentare il bisogno diffuso di discontinuità e rinnovamento.

La Lombardia deve voltare pagina dopo vent’anni di dittatura ideologica, da luogo di promozione e sperimentazione del neoliberismo estremo, affaristico e clientelare, può divenire un esempio di innovazione e buon governo, dove il lavoro, la salute, l’ambiente, il territorio siano fattori di vivibilità, benessere, redistribuzione ed equità e non ambiti di sfruttamento e di depredazione economico/finanziaria.

Andrea esprime dei valori e dei vincoli programmatici nei quali ci riconosciamo: difesa dei beni comuni e dei diritti universali; legalità, trasparenza e bilancio regionale partecipato; welfare con più risorse, nuovo piano socio sanitario per garantire i livelli essenziali di assistenza sociale; lavoro e reddito minimo garantito; economia responsabile e solidale; stop al consumo del suolo e piano energetico regionale; scuola pubblica e progressivo cambiamento nella distribuzione delle risorse tra pubblico e privato; nuovo piano regionale mobilità, controllo del traffico e incremento trasporti regionali pubblici.

Andrea propone una visione della Lombardia che può rappresentare generi, generazioni, soggettività, culture ed etnie.

Invitiamo le donne e gli uomini che credono che la politica si rinnova col contributo di tutti a sottoscrivere l’appello, ad attivarsi e attivare altre persone, usando i pochi giorni che ci separano dalle primarie del 15 dicembre per affermare un’altra Lombardia economicamente equa e socialmente solidale.

Francesco Beretta Monza
Romeo Cerri Seregno
Stefano Forleo Carate Brianza
Giuseppina Minotti Seregno
Lorena Peraboni Monza
Alberto Pizzinato Monza

Appuntamenti:

Riunione dei Comitato Brianzolo a sostegno di Andrea Di Stefano

Venerdi 7 Dicembre alle ore 21 presso il Circolo Libertà in Corso Libertà 33 a Monza

Andrea Di Stefano incontra La Brianza: assemblea pubblica con il candidato.

Lunedì 10  Dicembre alle ore 21 presso il Circolo Libertà in Corso Libertà 33 a Monza

Ci trovi su fb  Comitato brianzolo a sostegno di Andrea Di Stefano

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5 FIRME PER UN’ITALIA DIVERSA!


Se si muovono i cittadini, tutto si rimette in giuoco. Il futuro ce lo costruiamo noi.

Dopo la prima iniziativa pubblica di quest’anno l’attività politica di Rivoltiamonza aggiunge all’analisi la lotta civile, in una campagna che punta a ripristinare le tutele del mondo del lavoro e a riconquistare lo stato sociale. Nelle prossime settimane saremo in piazza per la raccolta firme dei referendum, promossa da IdV e Rifondazione, per ripristinare l’inderogabilità del contratto nazionale di lavoro (abrogazione articolo 8), l’articolo 18 dello statuto dei lavoratori che il governo Monti ha modificato in maniera peggiorativa e per abolire infine le diarie dei parlamentari.

Sarà anche l’occasione di firmare la proposta di legge di iniziativa popolare per il reddito minimo garantito, presente in quasi tutti i paesi civili e fondamentale per assicurare le condizioni di vita dei giovani, vittime della precarietà.
Rifondazione Comunista ha infine promosso autonomamente un ultimo referendum (in due quesiti) che punta all’abrogazione della Riforma Fornero, responsabile dell’innalzamento dell’età pensionabile. Per noi giovani, considerato il nostro futuro di disoccupazione e contratti precari, non sarebbe che una condanna a rinunciare definitivamente alla pensione.

I referendum si inseriscono in una visione politica più ampia, opposta a quella dei partiti neoliberisti che sostengono Monti (PD, PdL, UDC). Abolire le tutele dei lavoratori significa strozzare il futuro e le prospettive dei giovani e condannare l’economia a una fase di stagnazione. Queste politiche non mirano alla crescita e all’uscita dalla crisi, ma garantiscono alle banche la possibilità di speculare sui debiti e sui destini degli Stati, instaurando un meccanismo di perpetuazione delle manovre di austerità.

Viene rinfacciato a un intero popolo il fatto di aver vissuto al di sopra delle proprie capacità e si sostiene che il vero freno all’economia siano l’alto costo del lavoro e i diritti dei lavoratori.

E’ vero, ci sono persone che hanno spolpato fino all’osso il bilancio dello Stato, ma questi sono soltanto coloro che evadono il fisco accumulando ingenti ricchezze all’estero, che guadagnano con una sola transizione finanziaria quanto un cittadino comune in una vita di lavoro, che hanno fatto di tutto per impedire una reale redistribuzione delle ricchezze e del potere, che strizzano l’occhio alla ‘ndrangheta, che preferiscono gli F35 agli ospedali e all’istruzione.

Contro questa prospettiva di devastazione, noi proponiamo un protagonismo popolare che attraverso i referendum e la lotta sociale rimetta al centro del dibattito politico le esigenze dei cittadini e dei lavoratori e che partendo da questo presupposto  sviluppi modelli di economia e società alternativi, il cui destino non sia più appeso ai ricatti delle banche, della finanza e di organismi sovranazionali non democratici.

Questo è il nostro progetto politico. Non c’è più tempo da perdere per primarie in cui si sceglie solo il nome di chi dovrà attuare il programma imposto dalla troika e dalla BCE.

E’ ora di cambiare!  Firma anche tu!

GIOVANI COMUNISTI MONZA E BRIANZA – RivoltiaMonza 

 

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