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FISCHIA IL VENTO: festival delle culture antifasciste e antirazziste di Monza e Brianza


Iniziamo il 24/09 all’ARCI Scuotivento di Monza.
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PROGRAMMA COMPLETO E DETTAGLIATO:

Giovedì 24.09 Arci Scuotivento, Monza, Via Monte Grappa 4B
MEMORIA OGGI

Una serata di confronto tra strumenti e progetti di trasmissione della memoria della Resistenza.

Ingresso gratuito senza tessera Arci

Ore 19 aperitivo popolare

Dalle ore 20

Presentazione festival Fischia il vento a cura di Brianza Antifascista e Antirazzista

Presentazione del fumetto La neve era bianca. Monza, 25 gennaio 1945 a cura dell’autrice Elena Mistrello

Presentazione del progetto Il fiore meraviglioso a cura del Circolo Culturale ANPI Ispra (Varese)

Testimonianza di Emilio Bacio Capuzzo, nome di battaglia “Nova”, partigiano ex deportato, introdotto da Fabrizio Cracolici e Laura Tussi, autori di Un racconto di vita partigiana. Il ventennio fascista e la vicenda del Partigiano Emilio Bacio Capuzzo

Presentazione e proiezione del documentario Santa Libera, agosto 1946. La rivoluzione che doveva venire, la rivoluzione che verrà cura degli autori del collettivo Officine Video Indipendenti (Milano)

Mostra La neve era bianca. Monza, 25 gennaio 1945. Storia illustrata di Elena Mistrello

Link utili

https://elenamistrello.wordpress.com/

http://www.puntaemazzetta.net/

Venerdì 25.09 Arci La Lo.co., Osnago, Via Trieste 24
CONOSCERE PER AGIRE

Una serata di approfondimento e aggiornamento su movimenti e strategie dei gruppi neofascisti e xenofobi locali (e non).

Ingresso gratuito senza tessera Arci

Ore 21 Per un movimento antifascista e antirazzista oggi. Intervento e dibattito a cura dell’Osservatorio democratico sulle nuove destre.

A seguire concerto con VINTAGE VIOLENCE e VENDICATORE CALVO (set acustico)

Mostra Destra razzista e fascista in Brianza a cura dell’Osservatorio democratico sulle nuove destre.

Link utili

http://www.osservatorionuovedestre.org/

http://www.vintageviolence.it/

Sabato 26.09 Arci Acropolis, Vimercate, Via Degli Atleti 1
ANTIFASCISMO E CONTROCULTURE DI STRADA

Nelle strade, nei quartieri, negli stadi. Come affermare i valori dell’antifascismo e dell’antirazzismo.

Ingresso gratuito senza tessera Arci

Ore 17 Antifascismo e antirazzismo in curva. Incontro con i BUKANEROS di Madrid, storia tifoseria antifascista del Rayo Valecano.

Ore 19.30 Cena rom a prezzi popolari a cura di Arci Scuotivento

A partire dalle ore 20.30 ingresso con sottoscrizione (5 euro) senza tessera Arci

Ore 21 Palco all’aperto, concerto hip hop con BRIANZA RAP BLASTER, SIGNOR K (presentazione nuovo album Chiedilo alla libertà), INOKI NESS

A seguire dalle ore 24 ZION BASS dj set drum & bass

Link utili

http://bukaneros.org/

http://www.signork.it/

https://www.facebook.com/nessinoki

Sabato 26.09 e domenica 27.09 Arci Blob, Arcore, Via Casati 31
UNIVERSITA’ MIGRANTE
Primo appuntamento di un ciclo su frontiere e migrazioni

Ingresso gratuito con tessera Arci

Per info e programma: www.universitamigrante.eu

Domenica 27.09 Bloom, Mezzago, Via Curiel 39
WE ARE NOT GOING BACK

Una serata dedicata all’attualità delle lotte dei richiedenti asilo in Europa.

Ingresso gratuito

Ore 17.30 Da Ventimiglia a Calais testimonianze e racconti dai presidi di lotta contro le frontiere della Fortezza Europa. Intervengono attivisti dei Presidi No Borders da Ventimiglia, Calais e Parigi, Andrea Staid (autore di Le nostre braccia eI dannati della metropoli), Gianluca Solera (autore di Riscatto mediterraneo. Voci e luoghi di dignità e resistenza)

Ore 19.30 Cena a buffet a prezzi popolari

A partire dalle ore 20 ingresso con sottoscrizione (5 euro)

Ore 20.30 MARCO ROVELLI in concerto con interventi teatrali di MOHAMED BA

Mostra La bolla di Ventimiglia. Graphic novel di Emanuele Giacopetti

Link utili

http://noborders20miglia.noblogs.org/

http://gianlucasolera.it/

http://www.marcorovelli.it/

http://controrazzismo.jimdo.com/

https://www.facebook.com/mohamed.ba.752?fref=ts

http://graphic-news.com/stories/la-bolla-di-ventimiglia/

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Tutte le sere banchetti informativi delle realtà promotrici del festival

Info: https://www.facebook.com/brianzantifa

Maggiori info QUI: https://www.facebook.com/events/442824485890703/

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La casa è un diritto!


La nostra lotta per il diritto alla casa continua nelle strade di Monza e provincia!
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DOCUMENTO DEL IX CONGRESSO DI RIFONDAZIONE MONZA BRIANZA


L’assemblea congressuale approva la relazione del Segretario Uscente Stefano Forleo e lo ringrazia per il lavoro svolto in questi difficili anni.

L’attuale fase politica durante la quale si svolge il nonoCongresso della Federazione Provinciale di Monza e Brianza del Partito della Rifondazione Comunista è caratterizzata dall’incedere dei guasti provocati dalle politiche recessive e antipopolari del governo delle larghe intese Letta e dei suoi predecessori: deindustrializzazione del territorio della Brianza che si sta trasformando in un deserto produttivo che riguarda anche le piccole e medie attività e ciò comporta una disoccupazione dilagante e nessuna prospettiva per un numero crescente di lavoratori e lavoratrici confinati nel precariato senza prospettive e futuro.
Le politiche recessive stanno strangolando le amministrazioni comunali che sono costrette a ridurre l’offerta di servizi sia alle persone che alle imprese.
Questo quadro di sfiducia e di illegalità diffusa è un terreno fecondo per le organizzazioni criminali e fasciste. In questa situazione potenti gruppi di potere proiettano sul territorio brianzolo il sistema spartitorio che spesso ha trovato protagonisti sia nel centro destra, che ha governato per un ventennio la regione, sia nel centrosinistra.
In questo insieme di contraddizioni prende corpo il senso della presenza e dell’utilità del PRC.
Il PRC uscirà da questa crisi se avrà la capacità di mettersi in discussione e di elaborare un progetto autonomo, rilanciando a sinistra un percorso comune di conflittualità che possa coinvolgere movimenti ed associazioni che in Brianza lottano contro le infrastrutture inutili (Pedemontana), contro le mafie, contro il consumo di suolo, a favore di un’economia sostenibile, per il diritto alla casa, allo studio e al lavoro.
Il ruolo dei comunisti, anche nel nostro territorio, è di portare alla luce i conflitti e le contraddizioni del nostro sistema politico ed economico; lottare contro gli sfratti per una giustizia sociale di classe, contrastare i fenomeni di precariato per una reale democrazia sul posto di lavoro, difendere il territorio e l’ambiente per intaccare il potere speculativo.
Il suolo brianzolo è al 54% edificato: più della metà. Ogni metro quadro di terreno libero va difeso, non solo per il benessere dei cittadini ma per contrastare la speculazione edilizia che imperversa sulla Provincia.

La presenza elettorale del PRC in Brianza deve essere orientata ad una coerente rappresentanza delle nostre istanze, finalizzata alla valorizzazione del nostro progetto politico ed al suo radicamento.

Perché il Partito della Rifondazione Comunista possa svolgere un ruolo di catalizzatore del conflitto sociale è indispensabile che teoria e pratica si sostengano vicendevolmente con un solido sforzo organizzativo alla base.
Per questo risulta indispensabile l’organizzazione di una Scuola di formazione politica permanente che si ponga l’obiettivo di affrontare i nodi teorici evidenziati dalla fase attuale con lo scopo di fornire ai militanti gli strumenti di comprensione e organizzazione del conflitto sociale.

Sul piano territoriale, affinché la nostra azione sia mirata ed efficace, è utile che i circoli monitorino le situazioni di criticità sui propri territori e che intervengano su di esse dialogando con la federazione per rendere più omogeneo e visibile all’esterno l’agire politico del partito. La condivisione delle esperienze e l’elaborazione di una strategia comune è necessaria per permettere al Partito di essere incisivo all’interno delle lotte presenti e future. Non potendo più contare su un diffuso consenso popolare è necessario essere presenti nei luoghi del conflitto in maniera organica ma determinante.

Bisogna partire innanzitutto dalle lotte del mondo del lavoro: la precarietà si abbatte in primo luogo nelle pubbliche amministrazioni, evitando le esternalizzazioni e le privatizzazioni di settori strategici come acqua e rifiuti e più in generale i servizi pubblici quali trasporti, sanità, istruzione e cultura. Ogni Comune deve perseguire l’interesse collettivo, anche rimodulando i criteri di equità nella tassazione.

E’ necessario che il CPF torni ad essere il luogo di elaborazione politica per eccellenza e che il suo ruolo non sia ridotto a quello di “ente certificatore” delle proposte della segreteria.
Partendo da questa proposta e preso atto che nella provincia sono presenti molti compagni e compagne che potrebbero portare nuove energie all’interno del partito ma che al momento si trovano isolati, è opportuno che si formino dei dipartimenti tematici in seno al CPF che siano in grado di analizzare ed elaborare iniziative politiche territoriali.
Fondamentale sarà il supporto dei circoli, che potranno interagire con altri compagni estendendo lotte e inchieste del territorio ad un livello più ampio.

In tale contesto il ruolo dei delegati sindacali iscritti al PRC è utile al Partito nella misura in cui possono aiutare le compagne e i compagni nella comprensione delle contraddizioni sul territorio in modo da rendere tempestiva la presenza del partito all’interno delle lotte.

Pensando all’immediato futuro è necessario anche valutare le opportunità di autofinanziamento che consentano al partito di mantenersi in vita. A questo scopo sarebbe necessario rilanciare la festa provinciale di Partito senza trascurare le feste che negli anni passati hanno dimostrato di essere in attivo.

APPROVATO A MAGGIORANZA DAI DELEGATI E DALLE DELEGATEostenda-6_600

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IX CONGRESSO DI RIFONDAZIONE MONZA BRIANZA: CONTINUA LA NOSTRA LOTTA NEL TERRITORIO!


Rifondazione Monza Brianza con il suo Nono Congresso decide di concretizzare i numerosi proclami al proseguo della lotta e al rafforzamento del suo radicamento sociale. Per farlo sceglie la via del rinnovamento, rimanendo nel solco ideologico che la contraddistingue. Per tramutare le parole in fatti assegna un importante ruolo nella Federazione di Monza Brianza all’attiva e propositiva componente giovanile.
Noi, giovani e comunisti, persevereremo nella nostra azione percorrendo l’unica strada vittoriosa: quella delle lotte.

GIOVANI COMUNISTI MONZA BRIANZA

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IL NOSTRO FUTURO – RIFLESSIONE A CURA DEI GC BRIANZOLI


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Le recenti elezioni regionali e nazionali deludono gli sforzi che il nostro Partito, pur in condizioni difficili, ha messo in campo con generosità. Il risultato elettorale si qualifica come una bocciatura senza appello. Il Partito risulta dunque “non pervenuto” nell’ambito della rappresentanza parlamentare.

1. Noi comunisti e il Parlamento

Il non superamento della soglia di sbarramento da parte della lista Rivoluzione Civile genera un contraccolpo psicologico assai duro per molti compagni. Nonostante ciò interroghiamoci: la reale cifra del nostro insuccesso politico è realmente rappresentato dalla distanza che intercorre tra il 2,2% conseguito e il tanto agognato 4%?

Il sentimento comune che si è progressivamente rafforzato farebbe propendere per un “si” deciso.

Vi è infatti chi, all’indomani del fallimento elettorale, pone in discussione, apertamente o in maniera più velata, la ragione ad esistere di un Partito Comunista in Italia. Ciò a fronte della sua, ormai pluriennale, incapacità a far eleggere rappresentanti.

Ivi sta per noi l’errore: la rappresentanza parlamentare non può e non deve essere l’obiettivo “finale” del nostro agire. I comunisti, in tutto il mondo, non si pongono l’obiettivo di eleggere deputati e senatori. Al contrario si pongono l’obiettivo del superamento della società capitalista e la presa del potere da parte della classe lavoratrice attraverso un laborioso processo di organizzazione della stessa. Pertanto il Parlamento si qualifica come strumento, in alcune fasi utile, ma mai indispensabile per il proseguire dell’attività politica. Per noi comunisti in Italia non può essere diversamente.

Tale considerazione è utile a sgomberare il campo dalle congetture di opportunisti che, lontani dalla prospettiva della carriera istituzionale, con profondo senso di smarrimento personale, gettano scompiglio tra le nostre fila. A costoro, che talvolta vanno cercando nuovi approdi, desideriamo dire che le nostre sezioni hanno bisogno come il pane di nuovi militanti per distribuire volantini e fare attività politica sui territori.

La nostra ragione di esistere, organizzarci e lottare è invece profondamente interconnessa alla natura stessa del capitalismo e alla sua incapacità ineluttabile di rispondere alle esigenze dei lavoratori: per questo motivo non verranno mai a mancare, finchè non cambieremo regime economico e sociale, i motivi per proseguire nei nostri intenti.

2. Le nostre debolezze

Se non verranno a mancare le motivazioni genetiche del nostro esistere, altrettanto non verranno a mancare le opportunità per raccogliere consenso, il quale si rifletterà, se lavoreremo bene, nelle elezioni a venire, con buona pace di quanti comunque ad ora ne sono particolarmente sensibili.
Perchè ciò accada è però necessario concentrare le nostre energie in tre direzioni:

a) Studiare la realtà economica e sociale che sta intorno a noi e capire in quali condizioni e con quali bisogni di cambiamento vive il salariato del ventunesimo secolo in Italia. E su tali esigenze basare l’elaborazione del nostro agire politico per un’uscita progressiva dal capitalismo. Per far ciò si rivela indispensabile una rinnovata formazione teorica del nostro corpo militante e un rinnovato processo di indagine. Il fatto stesso che il nostro Partito non abbia previsto minimamente le tendenze di opinione del corpo votante rivela la debolezza sia nelle chiavi di lettura sia nei rapporti con le masse. Altro elemento a riprova delle tesi sopra esposte è l’assenza di un programma ben definito del nostro Partito che possa essere, nei tratti fondamentali, facilmente comunicato ai lavoratori con cui ci interfacciamo; quest’ultima non è solo una debolezza comunicativa, altresì è indice di disattenzione all’elaborazione teorico-strategica.

b) Valorizzare la nostra comunità politica massimizzando l’efficienza e l’efficacia del suo agire nei territori. Perchè gli attivisti siano messi però nelle condizioni di lavorare con profitto serve una linea politica chiara che non sia schiava di volatili tatticismi, il cui solo fine sia rimettere piedi in Parlamento. Di qui l’esigenza del programma. Altrimenti, privi di una nostra agenda politica, non potremo che alimentare il codismo a movimenti che, dall’essere egemonizzati, finiranno per egemonizzarci, costringendoci a visioni parziali e spesso distorte, allontanandoci dai nostri obiettivi.

c) Superare le divisioni correntizie che troppo spesso hanno paralizzato l’attività politica, finendo per fungere da comitati di spartizione cencelliana degli organismi dirigenti, dopo aver perso la funzione di propulsori di un vivace dibattito interno. Gli organi collegiali devono riprendere il ruolo di spazio di riflessione ed elaborazione collettiva: per troppo tempo si sono trasformati in ratificatori di decisioni, sfortunatamente fallimentari, calate dall’alto.

3. Tattiche elettorali

La differenza tra essere comunisti ed essere settari può riscontrarsi sul piano delle alleanze. Di per sè non vi è nulla di sbagliato nel cercare sinergie con soggetti che, al par nostro, mettano in discussione il sistema capitalista. Cosa ben diversa è diventare organici a liste o aggregazioni che non si pongano l’obiettivo di superare il capitalismo stesso o che non pongano il tema del lavoro al centro del dibattito. Peraltro alleanze o accordi con settori “illuminati” della borghesia non possono che apparire sensati se non di fronte alla certezza di poter ottenere avanzamenti importanti per lavoratori e studenti: chiediamo quando ciò sia accaduto negli ultimi vent’anni.

4. Il futuro può essere nostro

A fronte pertanto dello scoramento generale vogliamo rassicurare i compagni e le compagne sul fatto che “nulla è perduto”. La nostra battaglia non si esaurisce all’interno del nostro cortile, ma coinvolge milioni e milioni di lavoratori che ogni giorno, in tutto il mondo, come noi, vincono e perdono battaglie, ma mai si arrendono.

I comunisti hanno affrontato momenti ben peggiori, stretti nella caccia all’uomo durante il ventennio fascista in Italia, così come in altre epoche e altri luoghi. Sapremo uscire da questo periodo di empasse e dare il nostro contributo alla causa della classe lavoratrice, non italiana, ma di tutto il mondo.

Peraltro l’acuirsi delle contraddizioni capitalistiche durante la crisi e la manifesta mobilità nell’opinione degli elettori disegnano un teatro in cui da subito si intravvede agibilità politica.

Buon lavoro compagni, si riparte!

I Giovani Comunisti di Monza e Brianza

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14 Novembre – SCIOPERO GENERALE EUROPEO


Le politiche di austerità sono una manovra di accerchiamento nei confronti dello stato sociale e dei diritti acquisiti da parte delle banche e delle istituzioni finanziarie e politiche europee. L’austerità determina stagnazione dell’economia, con conseguente destabilizzazione nelle quotazioni di mercato dei titoli di stato. La cura che ci propongono è? Rientro di bilancio, altra austerità e tassi di interesse più vantaggiosi per chi compra i titoli di stato. Le banche incassano e perpetuano il loro giuoco. Ma sul tabellone, sta volta, c’è anche la casella Imprevisto. E’ la numero 14.11.2012, data dello sciopero generale convocato in Italia, Portogallo, Spagna e Grecia contro le politiche di austerità. Le pedine si ribellano.
I governi nazionali sono esautorati del loro potere, dal momento che la loro agenda è dettata dalla BCE. Chi disobbedisce è punito con una ritorsione dei mercati e dell’Unione Europea. Le elezioni sono considerate un momento pericoloso, a cui si preferiscono governi tecnici e grandi coalizioni senza opposizione. Questo è lo scenario che viviamo oggi in Italia col governo Monti. Finora abbiamo accettato tutto, perché ci dicevano che era ineluttabile. Ma non sono superiori leggi dell’economia a imporci ineluttabilmente questo scenario. Sono le scelte politiche di una classe dirigente neoliberista e gli interessi economici dell’elite finanziaria che domina la società capitalista.
Le responsabilità di PD, UDC, PdL e di tutti i partiti fautori del montismo sono enormi. In due anni ci hanno resi ancor più precari, depredandoci delle tutele acquisite e delle conquiste: pensioni, articolo 18, contratto nazionale di lavoro, servizi pubblici locali. L’esito del referendum sull’acqua pubblica è stato sovvertito. Perché quello che chiedono i mercati importa più della volontà popolare. Ora sono sotto minaccia scuola e sanità. Tutto questo con la parziale connivenza della CGIL, che per non andare in rotta di collesione col PD, ha dovuto inghiottire in silenzio parecchi bocconi amari. Oggi ritroviamo i compagni del più grande sindacato italiano ancora in una posizione poco chiara, con un’adesione allo sciopero che c’è (non potevano essere la pecora nera dei sindacati europei), ma che si dimezza a quattro ore e che annacqua il valore conflittuale di questa giornata e il suo significato antiliberista e anticapitalista.
A noi questo non basta. Dobbiamo delegittimare chi ci governa. Vogliamo le dimissioni di Monti. Vogliamo un’alternativa politica ai partiti corresponsabili di questo scempio.
Finalmente i popoli più minacciati dai meccanismi speculativi si uniscono contro lo strapotere finanziario per influire su queste dinamiche. Una risposta di massa e internazionale è la solo risposta contro un attacco massivo e sovranazionale.
Un movimento organizzato che sappia proseguire la lotta con costanza e finalità è la sola possibilità di ridare voce alle esigenze di noi studenti e lavoratori e per riportare i nostri temi al centro del dibattito politico.
Per questo non smetteremo di profondere tutti i nostri sforzi nella costruzione di un movimento studentesco organizzato e nella compattazione del movimento dei lavoratori su posizioni radicali, con prospettive concrete e alternative. Per questo i Giovani Comunisti di Monza e Brianza parteciperanno alla giornata di mobilitazione, in seno al corteo milanese degli studenti e dei sindacati di base, insieme alla Rete della Conoscenza e alle altre realtà che aderiranno.
GIOVANI COMUNISTI MONZA E BRIANZA – RIVOLTIAMONZA
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LA STORIA NON E’ FINITA


In un periodo storico di grande fiducia nelle capacità di sviluppo del sistema del capitale, Francis Fukuyama, aveva affascinato molti con un annuncio incredibile e altisonante: “La fine della storia”. Era tempo per una supremazia indiscussa del modello di democrazia borghese occidentale, ad economia di mercato, segnata da dominio economico, finanziario e politico degli Stati Uniti d’America.

Molti anni prima, Marx diceva che la storia non si ferma mai, perché le forze che la animano, gli uomini che la vivono, agiscono perpetuamente per tirare la storia dalla propria parte.

Negli anni ’90, Fukuyama pareva proprio aver ragione. Le speranze di un mondo diverso si spegnevano col finire del secolo. I miti del cambiamento crollavano insieme alle democrazie popolari. Il capitalismo trionfava sotto l’insegna dell’ideologia liberista.

Qualcosa però sta cambiando.
La vittoria indiscussa del liberismo economico ha creato una società globale plasmata sulle esigenze della finanza e della corposa elite economica che gestisce la produzione e i flussi di merci. Ma questo mondo oggi non sta in piedi. Grandi banche sono fallite, parecchi stati sono sull’orlo della bancarotta, la stabilità della vecchia Europa è messa a rischio, la leadership statunitense è messa pesantemente in discussione dalle economie emergenti come Cina, Brasile, India e dal percorso politico socialista, anticapitalista e antimperialista intrapreso dalle “vecchie colonie degli USA” ovvero i paesi sudamericani confederati nell’ALBA.

Gli organismi di governo dell’esistente, la BCE, l’FMI, il G8, l’Unione Europea, vogliono riprendere il controllo e lanciano diktat agli stati. Tracciano linea guida per le politiche nazionali, schiacciando i governi eletti sotto la costante minaccia di abbandonare il loro paese al proprio destino di crisi. I popoli e gli stati che decidono politiche alternative sono out. La democrazia borghese perde di significato, poiché le scelte politiche sono sovradeterminate: la socialdemocrazia si piega alle esigenze del liberismo e tutti i partiti borghesi si trovano a dire le stesse cose, ad approvare le stesse ricette. Chi ci ha portato in questa situazione di crisi, pur di riprenderne il controllo, sta giocando al raddoppio, perpetrando le stesse politiche del passato con vigore ancor più distruttivo verso i diritti dei lavoratori, verso la democrazia, verso le sovranità dei popoli.

Ma qualcuno risponde che al raddoppio non ci sta e qualcuno addirittura che il capitalismo lo vuole lasciare. E’ il 27% di greci che hanno votato la coalizione di partiti comunisti SYRIZA. E’ il popolo venezuelano col suo percorso rivoluzionario bolivariano. E’ il 10% dei francesi che hanno scelto il programma radicale di Melenchon. Sono i popoli spagnoli e greci che scendono in piazza a sfidare le forze della repressione per affermare il proprio diritto a governare l’esistente. Sono gli italiani ingolfati nell’antipolitica e nella veemenza futile di Grillo, che delegittimando la politica intera, altro non chiedono che una democrazia reale e diretta. Sono anche le ombre nere e minacciose che si stanno alzando in Europa per offrire un’alternativa finta, una via di sfogo alle richieste popolari, che sa di vecchio, di reazione, di continuità.

Sono tanti i germogli di un mondo che vuole cambiare. Che cerca nuove strade e nuove vie per costruire una realtà capace di coniugare uguaglianza e libertà. In Italia pare che nonostante gli sforzi di tanti compagni, di tanti uomini e donne in lotta, i germogli non vogliano spuntare. Siamo a un punto zero in cui non c’è risposta ai diktat sovranazionali, alle controriforme del governo Monti, allo svilimento e alle modifiche della Costituzione. In due anni abbiamo perduto i contratti nazionali di lavoro, l’articolo 18, la possibilità per i giovani di avere una pensione, le recenti vittorie referendarie e quindi popolari in tema di tutela del patrimonio pubblico, la possibilità di fare politiche sociali per via degli “obblighi di bilancio”. Eppure tutto tace: le piazze sono vuote.

All’Italia manca qualcosa che i Giovani Comunisti di Monza e Brianza vogliono, quest’anno, contribuire a costruire. Mancano due cose. Una è la controinformazione, l’analisi compiuta delle dinamiche storiche in atto, la consapevolezza diffusa di cosa ci aspetta continuando su questa china. L’altra è un progetto definito verso cui dirigere le forze di chi vuol cambiare l’esistente e con cui quietare i timori di chi si aggrappa a questa realtà per quanto questa continui a deteriorarsi, a causa della giusta paura dell’ignoto, del baratro e del fallimento.

Dietro al progetto serve un organizzazione, che Rifondazione Comunista nel suo complesso deve costruire all’interno del panorama politico, del sindacato, del movimento studentesco. Nel frattempo dobbiamo riflettere e informare.
Per questo motivo lanciamo  una compagna di iniziative di analisi e controinformazione:

“La storia non è finita”

Vi aspettiamo al primo appuntamento, “Black Dawns”, Venerdì 12 Ottobre dalle ore 20.00, presso il Circolo Libertà di Viale Libertà 33. Una serata sulle minacce in tempo di crisi e di dominio liberista per l’attuale assetto istituzionale, per la democrazia come la abbiamo conosciuta fino ad ora, per la Costituzione dei partigiani.
GIOVANI COMUNISTI di MONZA e BRIANZA – RivoltiaMonza

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