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FISCHIA IL VENTO: festival delle culture antifasciste e antirazziste di Monza e Brianza


Iniziamo il 24/09 all’ARCI Scuotivento di Monza.
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PROGRAMMA COMPLETO E DETTAGLIATO:

Giovedì 24.09 Arci Scuotivento, Monza, Via Monte Grappa 4B
MEMORIA OGGI

Una serata di confronto tra strumenti e progetti di trasmissione della memoria della Resistenza.

Ingresso gratuito senza tessera Arci

Ore 19 aperitivo popolare

Dalle ore 20

Presentazione festival Fischia il vento a cura di Brianza Antifascista e Antirazzista

Presentazione del fumetto La neve era bianca. Monza, 25 gennaio 1945 a cura dell’autrice Elena Mistrello

Presentazione del progetto Il fiore meraviglioso a cura del Circolo Culturale ANPI Ispra (Varese)

Testimonianza di Emilio Bacio Capuzzo, nome di battaglia “Nova”, partigiano ex deportato, introdotto da Fabrizio Cracolici e Laura Tussi, autori di Un racconto di vita partigiana. Il ventennio fascista e la vicenda del Partigiano Emilio Bacio Capuzzo

Presentazione e proiezione del documentario Santa Libera, agosto 1946. La rivoluzione che doveva venire, la rivoluzione che verrà cura degli autori del collettivo Officine Video Indipendenti (Milano)

Mostra La neve era bianca. Monza, 25 gennaio 1945. Storia illustrata di Elena Mistrello

Link utili

https://elenamistrello.wordpress.com/

http://www.puntaemazzetta.net/

Venerdì 25.09 Arci La Lo.co., Osnago, Via Trieste 24
CONOSCERE PER AGIRE

Una serata di approfondimento e aggiornamento su movimenti e strategie dei gruppi neofascisti e xenofobi locali (e non).

Ingresso gratuito senza tessera Arci

Ore 21 Per un movimento antifascista e antirazzista oggi. Intervento e dibattito a cura dell’Osservatorio democratico sulle nuove destre.

A seguire concerto con VINTAGE VIOLENCE e VENDICATORE CALVO (set acustico)

Mostra Destra razzista e fascista in Brianza a cura dell’Osservatorio democratico sulle nuove destre.

Link utili

http://www.osservatorionuovedestre.org/

http://www.vintageviolence.it/

Sabato 26.09 Arci Acropolis, Vimercate, Via Degli Atleti 1
ANTIFASCISMO E CONTROCULTURE DI STRADA

Nelle strade, nei quartieri, negli stadi. Come affermare i valori dell’antifascismo e dell’antirazzismo.

Ingresso gratuito senza tessera Arci

Ore 17 Antifascismo e antirazzismo in curva. Incontro con i BUKANEROS di Madrid, storia tifoseria antifascista del Rayo Valecano.

Ore 19.30 Cena rom a prezzi popolari a cura di Arci Scuotivento

A partire dalle ore 20.30 ingresso con sottoscrizione (5 euro) senza tessera Arci

Ore 21 Palco all’aperto, concerto hip hop con BRIANZA RAP BLASTER, SIGNOR K (presentazione nuovo album Chiedilo alla libertà), INOKI NESS

A seguire dalle ore 24 ZION BASS dj set drum & bass

Link utili

http://bukaneros.org/

http://www.signork.it/

https://www.facebook.com/nessinoki

Sabato 26.09 e domenica 27.09 Arci Blob, Arcore, Via Casati 31
UNIVERSITA’ MIGRANTE
Primo appuntamento di un ciclo su frontiere e migrazioni

Ingresso gratuito con tessera Arci

Per info e programma: www.universitamigrante.eu

Domenica 27.09 Bloom, Mezzago, Via Curiel 39
WE ARE NOT GOING BACK

Una serata dedicata all’attualità delle lotte dei richiedenti asilo in Europa.

Ingresso gratuito

Ore 17.30 Da Ventimiglia a Calais testimonianze e racconti dai presidi di lotta contro le frontiere della Fortezza Europa. Intervengono attivisti dei Presidi No Borders da Ventimiglia, Calais e Parigi, Andrea Staid (autore di Le nostre braccia eI dannati della metropoli), Gianluca Solera (autore di Riscatto mediterraneo. Voci e luoghi di dignità e resistenza)

Ore 19.30 Cena a buffet a prezzi popolari

A partire dalle ore 20 ingresso con sottoscrizione (5 euro)

Ore 20.30 MARCO ROVELLI in concerto con interventi teatrali di MOHAMED BA

Mostra La bolla di Ventimiglia. Graphic novel di Emanuele Giacopetti

Link utili

http://noborders20miglia.noblogs.org/

http://gianlucasolera.it/

http://www.marcorovelli.it/

http://controrazzismo.jimdo.com/

https://www.facebook.com/mohamed.ba.752?fref=ts

http://graphic-news.com/stories/la-bolla-di-ventimiglia/

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Tutte le sere banchetti informativi delle realtà promotrici del festival

Info: https://www.facebook.com/brianzantifa

Maggiori info QUI: https://www.facebook.com/events/442824485890703/

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Lotta insieme a noi, iscriviti ai Giovani Comunisti!


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Contattaci alla mail rivoltiamonza@gmail.com oppure tramite la nostra pagina Facebook.

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Giovani Comunisti a sostegno della carovana antifascista nel Donbass organizzata dalla Banda Bassotti


10615956_1511761832394581_4685787023227076929_nSiamo Giovani Comunisti di diverse federazioni e circoli che hanno deciso di accogliere l’appello lanciato dal gruppo musicale Banda Bassotti per la carovana antifascista nel Donbass.

Riteniamo prezioso l’impegno profuso dalla Banda Bassotti per far conoscere, attraverso concerti e social network, quanto sta accadendo in Ucraina all’indomani del golpe che ha portato al potere un governo apertamente filo-nazista, col beneplacito di Unione Europea e USA. Un lavoro d’informazione importante, che deve essere d’esempio e guida per quelle parti della sinistra che sempre più si lasciano condizionare acriticamente o intimorire dal pensiero dominante.

L’idea della carovana antifascista nel Donbass non può non ricordarci le migliori tradizioni del movimento comunista, quelle della solidarietà internazionale. Un atto di coraggio e di denuncia contro l’imperialismo atlantico.

Per queste ragioni abbiamo deciso di sostenere economicamente questa iniziativa, attraverso una raccolta fondi sui territori in cui militano i nostri compagni.

 

Vogliamo chiudere questo nostro comunicato ricordando un giovane compagno tragicamente scomparso in quella maledetta e infame strage fascista avvenuta ad Odessa il 2 Maggio: Vadim Papura. Giovane e comunista come noi, e come noi figlio della stessa rabbia.

 

Promuovono: Giovani Comunisti delle federazioni di Milano, Bologna, Monza e Brianza, Lecco, Parma, Torino.

Adesioni: Giovani Comunisti Grosseto, Pordenone

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Ricostruire i Giovani Comunisti


Aderiamo e invitiamo a sostenere e diffondere l’appello per la ricostruzione di una gioventù comunista (per aderire: ricostruireigc@libero.it; per le adesioni individuali indicare nome e cognome, circolo, federazione, eventuale incarico politico e mail, per le adesioni collettive indicare il nome dell’organizzazione e eventuali contatti).
 

Per la ricostruzione di una gioventù comunista

I movimenti giovanili hanno rappresentato nella recente Storia una fucina di reale sperimentazione del cambiamento e della trasformazione dal piano politico a quello organizzativo, da quello economico a quello sociale.

Le giovani generazioni vivono sulla propria pelle tutte le scelte efferate che il capitalismo ha perpetrato nell’ultimo ventennio: l’esplodere di queste contraddizioni ha portato centinaia di migliaia di persone in piazza da Genova 2001 (social forum) a Roma 2011 (15 ottobre).

I movimenti sociali che portarono alla “liberazione” di diversi spazi di socialità a cavallo tra gli anni ottanta e novanta, la nascita e lo sviluppo dei No Tav nella valle di Susa dagli anni novanta ai giorni nostri, il Social Forum, i movimenti contro la privatizzazione della Scuola pubblica, i May Day contro la precarietà, le reti Antifasciste e Antirazziste e tutte le altre esperienze, dall’ambientalismo ai movimenti LGBT, in cui è stato rilevante l’apporto giovanile, hanno coinvolto intere generazioni orfane dei movimenti rivoluzionari storici del novecento.

Tuttavia il contesto oggettivo e materiale sovrasta le aspirazioni soggettive alla ribellione: l’autodeterminazione individuale è messa a seria prova dalla impossibilità di costruirsi un’autonomia economica (possibile solo sulla scorta di sacrifici indegni), il ritorno dell’immigrazione interna ed esterna con la conseguente perdita dei tessuti sociali di riferimento consegna i giovani e le giovani alla mercé dello sfruttamento, i piani espliciti della borghesia hanno sancito il restringimento dell’istruzione ad ogni livello sia in ingresso che in uscita, il modello democratico non regge le sollecitazioni di un conflitto di classe sempre più cruento e si rinnova a favore e secondo le esigenze delle classi padronali. Continua a leggere

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PRESIDIO PER LA PRESENTAZIONE IN CONSIGLIO COMUNALE DELLA MOZIONE MONZANTIFASCISTA


La nostra mozione contro l’agibilità politica delle organizzazioni neofasciste raggiunge un altro decisivo traguardo e approda, giovedì 7 Novembre, in Consiglio Comunale. 
Continueremo la nostra azione, in prima linea sin dagli albori del percorso di MonzAntifascista, ribadendo un semplice, forte e chiaro messaggio: Monza, in nome dei medesimi ideali che spinsero l’Italia migliore a schierarsi per la libertà, rifiuta ogni rigurgito fascista.

Saremo presenti al Consiglio Comunale di Monza, giovedì 7 Novembre, iniziando un presidio per le 18.15

Giovani Comunisti

 


GIOVANI COMUNISTI MONZA BRIANZA – RIVOLTIAMONZA

 

 

 

 

 

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12/09 COMO: MANIFESTAZIONE ANTIFASCISTA


Dopo aver impedito che il raduno nazifascista avesse luogo in provincia di Monza e di Milano, l’ANPI chiama a raccolta tutte le forze democratiche e antifasciste.

I Giovani Comunisti della Lombardia raccolgono l’appello unitario dell’ANPI e parteciperanno in massa al:

PRESIDIO ANTIFASCISTA

il giorno 12/09 dalle 18.00

a COMO presso il monumento europeo alla resistenza (lungolago).

Abbiamo cacciato i fascisti da Milano, cacciamoli anche da Como.

Giovani Comunisti

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WFDY – Sui tentativi di intervento militare diretto in Siria


La Federazione Mondiale della Gioventù Democratica (WFDY, ndr) condanna fortemente gli sviluppi militari e politici imperialisti volti ad un intervento militare diretto contro lo Stato sovrano della Siria. La WFDY riafferma la sua posizione: siamo contro ogni intervento militare o d’altri mezzi contro il popolo siriano.

Con grande inquietudine abbiamo assistito nelle ultime due settimane a una mobilitazione degli Stati Uniti e dei loro alleati della NATO, dell’UE, della Gran Bretagna, della Turchia, dei Paesi del Golfo, ecc…, nell’appellarsi a un intervento militare immediato e diretto in Siria sotto il pretesto di accuse ben orchestrate sull’utilizzo di armi chimiche. La storia recente ci ha molto ben insegnato come questi pretesti sono facilmente fabbricati o utilizzati per giustificare i crimini dell’imperialismo moderno.

Il seme di guerra che gli imperialisti hanno posto in Siria sta generando un grave pericolo di scontri più ampi nella regione del Medio Oriente e del Mediterraneo orientale, travolgendo tutti i popoli della regione. Già ora la guerra in Siria si riflette in Libano e l’implicazione di molti altri Paesi limitrofi è più che possibile.

Più di due anni sono passati dall’inizio dell’intervento in Siria, da parte delle potenze imperialiste, capeggiato da Statti Uniti, Turchia, Arabia Saudita, Quatar e ovviamente Israele. L’intervento in corso consiste nel rifornimento dell’opposizione di armamenti, denaro, e a inondare il paese di estremisti.
Tutto ciò ha deformato e utilizzato le domande di riforme del popolo siriano in una guerra imperialista sostenuta a beneficio dei monopoli internazionali grazie all’indebolimento del Paese. Questi conducono i popoli alla guerra e alla morte, mentre le risorse naturali e lo sviluppo dei loro Paesi vengono derubati. Lo scopo è di indebolire il ruolo e la lotta di questi Paesi contro l’avidità delle potenze imperialiste, ciò di cui siamo stati testimoni, sotto forme differenti, in Palestina, Libano, ecc….

Ora, l’imperialismo è pronto a internazionalizzare lo spargimento di sangue, hanno iniziato in Siria e la sola risposta del movimento antimperialista è: giù le mani dalla Siria!

La Federazione Mondiale della Gioventù Democratica si appella a tutti i movimenti antimperialisti giovanili del mondo a unire le lotte con i movimenti popolari e in difesa della pace nei propri Paesi, richiedendo la fine immediata di ogni aggressione contro la Siria. Una volta di più vogliamo chiarire la nostra posizione per cui il popolo siriano come i popoli della regione nel loro insieme possano decidere il proprio avvenire, fuori dai meccanismi imperialisti, in favore della gioventù e del popolo.

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Articolo originale: http://www.wfdy.org/2013/08/30/on-the-intentions-for-direct-military-interventions-in-syria/#more-1130

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Per il Partito della Rifondazione Comunista


Pubblichiamo il testo di un documento-appello per la salvaguardia del Partito e per la costruzione della presenza comunista nel nostro Paese. Alla redazione del documento, partito da Giovani Comunisti di Milano e Monza, abbiamo partecipato. Al contenuto aderiamo con convinzione.

***

[Il testo seguente è un appello rivolto a tutti i compagni e le compagne di Rifondazione Comunista (e non solo), al fine di stimolare la riflessione e il dibattito su alcuni temi che a noi sembrano fondamentali per la ricostruzione di un’organizzazione di classe degna di questo nome. Si precisa quindi che il presente appello non intende creare nuove correnti o divisioni, nè tantomeno si tratta di un documento congressuale]

ostenda-6_600Il disastro elettorale di Rivoluzione Civile, la situazione politica italiana e quella del nostro partito (PRC), dopo gli esiti della Direzione Nazionale e del CPN, impongono una riflessione urgente: l’analisi della fase attuale, con i rischi possibili di derive sia a livello sociale che a livello istituzionale impongono la presenza di una forza comunista organizzata e capace di reagire con la massima prontezza possibile.

Crediamo che in questa fase di crisi la teoria e la prassi debbano essere totalmente ripensate, ma che per farlo sia presupposto necessario l’unità dei militanti di Rifondazione. Senza questa base è impossibile pensare ad un qualsiasi progetto di ricostruzione di un’organizzazione degna di questo nome.

Purtroppo il PRC sta mancando l’appuntamento con un profondo dibattito sulle proprie teorie e prassi portate avanti nella sua storia; la conseguenza è quella di ritardare una decisione sul proprio futuro, lasciando migliaia di militanti spaesati e confusi, con l’urgenza di discutere, partecipare e costruire dal basso questa indispensabile organizzazione comunista.

Respingiamo quindi ogni ipotesi, comunque definita, di scioglimento di Rifondazione Comunista e di liquidazione della questione comunista e della necessità della presenza di un partito comunista in Italia.

La ricostruzione del partito comunista non può che ripartire da un giudizio netto e privo di ambuigità sul ruolo svolto dal PD e dal centro-sinistra nella involuzione reazionaria della società italiana negli ultimi anni e nell’asservimento al grande Capitale finanziario e all’imperialismo, e quindi da un’autocritica altrettanto netta sulla nostra subalternità nei confronti della socialdemocrazia italiana ed europea.

Noi crediamo che occorra innanzitutto sganciarsi dall’assunto per cui un partito comunista misuri il suo valore, la sua forza e il suo senso di esistere dai risultati elettorali che ottiene.

La rappresentanza parlamentare non può e non deve essere l’obiettivo “finale” del nostro agire. I comunisti, in tutto il mondo, non si pongono l’obiettivo di eleggere deputati e senatori. Al contrario si pongono l’obiettivo del superamento della società capitalista e la presa del potere da parte della classe lavoratrice attraverso un laborioso processo di organizzazione della stessa. Pertanto il Parlamento si qualifica come strumento, in alcune fasi utile, ma mai indispensabile per il proseguire dell’attività politica. Per noi comunisti in Italia non può essere diversamente.

La nostra ragione di esistere, organizzarci e lottare è invece profondamente interconnessa alla natura stessa del capitalismo e alla sua incapacità ineluttabile di rispondere alle esigenze dei lavoratori: per questo motivo non verranno mai a mancare, finchè non cambieremo regime economico e sociale, i motivi per proseguire nei nostri intenti.

Occorre quindi un dibattito aperto, allargato, franco, privo di politicismi e tatticismi, prendendo atto che è inutile affrontare i prossimi appuntamenti elettorali senza aver prima capito su quali basi debbano ristrutturarsi i comunisti.

Perchè centinaia di migliaia di compagni in questi vent’anni sono gravitati e usciti insoddisfatti, non trovando una ragione valida per dedicare interamente le proprie energie a questo progetto? È urgente rispondere a questa domanda.

Crediamo che sia indispensabile tornare a studiare la realtà economica e sociale che sta intorno a noi e capire in quali condizioni e con quali bisogni di cambiamento vive il salariato del ventunesimo secolo in Italia. E su tali esigenze basare l’elaborazione del nostro agire politico per un’uscita progressiva dal capitalismo.

Crediamo sia doveroso formulare un chiaro e ben definito programma di cui, incredibilmente, il nostro partito non è dotato, favorendo purtroppo le tesi chi ci accusa di disorganizzazione, velleitarismo e mancanza di un chiaro sguardo strategico.

Crediamo sia necessario valorizzare la nostra comunità politica, abbandonando volatili tatticismi: un militante ben istruito, volenteroso, onesto e capace di guidare una mobilitazione vale più di 1000 voti ad una tornata elettorale.

Crediamo si debba uscire dalla logica deleteria delle correnti per evitare un’ulteriore dispersione di energie e militanze che sono già estremamente provate dalle delusioni patite.

Credendo tutto ciò riteniamo che i gruppi dirigenti che fin qui hanno guidato il partito con passione e onestà si dovrebbero concentrare sulle positività di queste premesse, aprendo un’autocritica che sia realmente radicale e priva di compromessi.

Invitiamo i gruppi dirigenti del partito e della giovanile ad una profonda riflessione e ad una pronta revisione degli esiti dei recenti organi dirigenti in cui sono emersi percorsi non soddisfacenti.

Invitiamo ad aprire spazi pubblici di discussione in ogni istanza territoriale e ad ogni livello, nella consapevolezza che solo ripristinando la funzione del partito come intellettuale organico sarà possibile uscire da questa difficile situazione.

Invitiamo infine tutti i compagni alla mobilitazione e alla lotta, ritrovando le energie necessarie per creare un ordine nuovo tanto indispensabile al nostro futuro. La nostra battaglia non si esaurisce all’interno del nostro cortile, ma coinvolge milioni e milioni di lavoratori che ogni giorno, in tutto il mondo, come noi, vincono e perdono battaglie, ma mai si arrendono. E si svolge nella Storia, attraverso un processo plurisecolare di liberazione dell’umanità da ogni oppressione e sfruttamento.

I comunisti hanno affrontato momenti ben peggiori, stretti nella caccia all’uomo durante il ventennio fascista in Italia, così come in altre epoche e altri luoghi. Sapremo uscire da questo periodo di empasse e dare il nostro contributo alla causa della classe lavoratrice, non italiana, ma di tutto il mondo.

FIRME

Alessandro Pascale (GC Milano), Marcello Silva (GC Monza), Stefano Biffi (GC Monza e Brianza), Gabriele Repaci (GC Milano, circolo Dimitrov), Alessio Arena (GC Milano, circolo 24 Aprile ’45), Giovanni Bergamini (PRC Novate Milanese, circolo Steve Biko), Fulvio Lipari (GC Milano, circolo Pioltello), Francesco Delledonne (GC Milano, circolo 24 aprile ’45), Marco Nebuloni (GC Lecco, coordinamento nazionale GC), Leonardo Cribio (GC Milano), Vittorio Fiori (GC Monza e Brianza), Chiara Pavan, Matteo Bollini (GC Monza e Brianza), Valerio Fiori (GC Monza e Brianza), Riccardo De Toni (GC Monza e Brianza), Alessandro Frighi (GC Monza e Brianza), Marco Iannone (GC Monza e Brianza), Claudio Rendina (GC Monza e Brianza), Jonathan Chiesa (GC Milano), Alberto Cattoni, Francesca Valente, Davide Migliaccio (GC, CPR Valle d’Aosta), Carmine De Meo (PRC, circolo Novate Milanese, tesoriere), Alessio Di Florio (PRC Chieti, circolo Vasto), Patrizia Granchelli (CPN, segretaria circolo Poste Milano), Daniele Maffione (Responsabile naz. antifascismo, Direzione naz. Giovani Comunisti), Yuri Pizzichi (PRC Siena-Poggibonsi, direttivo circolo G.K.Zhukov), Leonardo Masella (PRC, CPF Bologna), Alessia Locatelli (PRC Novate Milanese, circolo Steve Biko), Raffaele Campanile (PRC Caserta, segretario Piedimonte Matese), Laura Scappaticci (PRC Roma, circolo Karl Marx), Concetta Mancuso (PRC Aosta), Giacomo Burresi (PRC Siena, segretario circolo di Poggibonsi), Arianna Ussi (PRC Napoli, Direzione Nazionale), Roberta Madoi (Milano), Aniello Acampora (PRC, CPR Molise), Lorenzo Scoccati (portavoce provinciale GC Siena, segreteria provinciale PRC Siena, CPR Toscana), Angelo De Natale (GC Milano, circolo Perucchini), Massimiliano Murgo (PRC Como, circolo di Cadorago; delegato FIOM), Mario Pittella (PRC, CPF Milano, circolo di Rho), Alessandro Gusmini (GC Bergamo), Luca Massimo Climati (Prc Campagnano di Roma, coord.naz.le rifiuti energia), Giovanni Mancinelli (PRC Milano, circolo di Pioltello), Ciro Boschetti (PRC Milano, circolo di Pioltello), Riccardo Nicosanti (GC Perugia, Segretario Circolo PRC “L.Libertini” C.di Castello, CPF Perugia, Coord. Prov. GC Perugia), Luigi Criscitiello (PRC Napoli, resp. questioni internazionali e solidarietà internazionale), Loriano Checcucci (PRC, CPF Siena), Guido Salza (GC Torino, coordinatore provinciale, circolo Berruti Torino), Dario Fanton (GC Torino, CPR Piemonte), Alberto Lacchia (GC Torino, portavoce regionale GC Piemonte), Chiara Pollio (GC Napoli, Coord. Naz. GC), Paolo Ravasio (GC Bergamo), Edgardo Meroni (PRC Milano, circolo di Pioltello), Mauro Azzolini (GC Palermo, Segreteria Regionale PRC Sicilia, circolo Rosa Luxemburg), Andrea Giglio (GC Palermo, CPF di Palermo,  circolo Rosa Luxemburg), Alessio Cagnoni (GC Biella, coordinatore provinciale GC), Sabrina Dell’Olmo (GC Biella), Maruzza Battaglia (PRC Palermo, CPF Palermo, circolo Francesco Vella), Mario Minarda (GC Palermo), Valeria Finocchiaro (GC Palermo, CPF Palermo), Rosalinda Esposito (PRC Napoli, segretaria del circolo J. Reed di Cercola), Fabio Vecchiolla (PRC Napoli, CPF Napoli, direttivo circolo Isola d’Ischia), Frank Ferlisi (PRC Palermo, Collegio Nazionale di Garanzia, circolo “Rosa Luxemburg”), Maurizio Melandri (PRC Bologna, circolo Reno-Borgo Panigale), Sergio Corradi (PRC Milano, segreteria circolo di Rho), Maurizio Pinci (PRC VdA), Fabrizio De Paoli (PRC Civitavecchia, segreteria circolo Massimo Pelosi)

(per aderire al presente documento-appello si può inviare una mail a peasyfloyd@hotmail.com e a slv_marcello87@hotmail.com, segnalando nome-cognome, circolo/federazione di provenienza ed eventuale carica dirigenziale)

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Palestina, guerra o genocidio?


PalestinaTala, quattro anni, attende in un corridoio di ospedale. Ha il viso consumato dalle lacrime, dal suo
sguardo traspare tutta la paura di un popolo sottomesso. Attende con determinazione sull’uscio di
una stanza ospedaliera, presidia giorno e notte la madre che lotta tra la vita e la morte. Difende
strenuamente l’unica figura familiare che le bombe intelligenti israeliane gli hanno lasciato.
Mohamed, nove anni, giace quasi privo di vita su un letto della terapia intensiva. La situazione è
dannatamente critica, gli ordigni israeliani gli hanno causato fratture multiple, emorragie celebrali e trauma cranico. Probabilmente non è al corrente che altri due suoi fratelli versano nelle medesime
condizioni e che nell’attacco ha perso quattro componenti della sua famiglia.
Moltiplicate ora le situazioni di Tala e Mohamed per qualche centinaia, se non migliaia di casi.
Le bombe israeliane uccidono indiscriminatamente, cancellano famiglie, massacrano bambini,
donne, uomini e anziani, abbattono scuole, disintegrano abitazioni civili, colpiscono i centri
d’informazione.
Israele possiede uno degli eserciti più avanzati del mondo, dotato di una potenza distruttiva senza
eguali, equipaggiato con le più avanzate e terrificanti armi di nuova generazione. I palestinesi,
inerme popolazione internata nella più estesa prigione a cielo aperto del globo, conosciuta ai più
come Striscia di Gaza, non sono in possesso di un benché minimo esercito, marina, aviazione
militare e l’unica loro arma di difesa sono rudimentali razzi artigianali che gli israeliani stessi
descrivono quasi alla stregua di giochi pirotecnici.
L’escalation di attacchi israeliani si è intensificata nell’ultimo periodo, l’operazione “Pillar of Cloud”
è stata lanciata sulla falsariga della passata operazione del 2008 “Piombo fuso” che già falciò
centinaia di vite palestinesi, quasi cinquecento, a scapito di un numero relativamente irrisorio di
vittime in campo israeliano, quattro per la precisione.
Raid aerei, attacchi con elicotteri Apache, cannonamenti della marina, offensive di terra con fanteria
e carroarmati si aggiungono però a una immensa serie di misure razziste messe in campo da Israele,
determinato nel compiere totale pulizia etnica nella Striscia di Gaza.
Il piano di sterminio copre innumerevoli ambiti e mina a distruggere il popolo palestinese non
unicamente con l’azione militare. Un immenso muro è stato innalzato per ingabbiare i territori
palestinesi, l’embargo economico continua a essere attuato per fiaccare l’economia, la sistematica
distruzione dei pochi mezzi di sostentamento economico palestinesi, quali la flotta di pescherecci,
non cessa di esser messa in atto e l’occupazione militare sta progressivamente sottraendo territorio
alla già esigua realtà palestinese.
Interrogando la storia, pare manifesto che tali metodologie di sterminio e repressione siano state
appannaggio di quel nefasto regime nazionalsocialista da cui fuggirono eroicamente gli stessi ebrei
che, approdati in Palestina, insediarono lo Stato israeliano. La vittima di allora è però oggi divenuta
carnefice.
Lo sterminio attuale è supportato e sospinto dagli USA, principali finanziatori, sostenitori e alleati
d’Israele e da tutti quegli Stati chini alla logiche imperialiste a stelle e strisce.

Ma ecco riemergere inesorabile nei miei pensieri un ineluttabile senso di dolore che sovrasta ogni
considerazione di ordine politico e sociale. Si delinea nella mia mente l’immagine dei tanti Tala e
Mohamed, dei tanti civili innocenti trucidati, dei numerosi israeliani categoricamente contrari alle
politiche dissennate del loro governo che mettono a rischio la loro stessa vita per sostenere la causa
del popolo palestinese, dei cooperanti internazionali impegnati nel territorio di Palestina con rischi
inimmaginabili: persone comuni, uniche vittime di una guerra voluta dalle alte sfere del potere
mondiale.

Riccardo De Toni

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