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FISCHIA IL VENTO: festival delle culture antifasciste e antirazziste di Monza e Brianza


Iniziamo il 24/09 all’ARCI Scuotivento di Monza.
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PROGRAMMA COMPLETO E DETTAGLIATO:

Giovedì 24.09 Arci Scuotivento, Monza, Via Monte Grappa 4B
MEMORIA OGGI

Una serata di confronto tra strumenti e progetti di trasmissione della memoria della Resistenza.

Ingresso gratuito senza tessera Arci

Ore 19 aperitivo popolare

Dalle ore 20

Presentazione festival Fischia il vento a cura di Brianza Antifascista e Antirazzista

Presentazione del fumetto La neve era bianca. Monza, 25 gennaio 1945 a cura dell’autrice Elena Mistrello

Presentazione del progetto Il fiore meraviglioso a cura del Circolo Culturale ANPI Ispra (Varese)

Testimonianza di Emilio Bacio Capuzzo, nome di battaglia “Nova”, partigiano ex deportato, introdotto da Fabrizio Cracolici e Laura Tussi, autori di Un racconto di vita partigiana. Il ventennio fascista e la vicenda del Partigiano Emilio Bacio Capuzzo

Presentazione e proiezione del documentario Santa Libera, agosto 1946. La rivoluzione che doveva venire, la rivoluzione che verrà cura degli autori del collettivo Officine Video Indipendenti (Milano)

Mostra La neve era bianca. Monza, 25 gennaio 1945. Storia illustrata di Elena Mistrello

Link utili

https://elenamistrello.wordpress.com/

http://www.puntaemazzetta.net/

Venerdì 25.09 Arci La Lo.co., Osnago, Via Trieste 24
CONOSCERE PER AGIRE

Una serata di approfondimento e aggiornamento su movimenti e strategie dei gruppi neofascisti e xenofobi locali (e non).

Ingresso gratuito senza tessera Arci

Ore 21 Per un movimento antifascista e antirazzista oggi. Intervento e dibattito a cura dell’Osservatorio democratico sulle nuove destre.

A seguire concerto con VINTAGE VIOLENCE e VENDICATORE CALVO (set acustico)

Mostra Destra razzista e fascista in Brianza a cura dell’Osservatorio democratico sulle nuove destre.

Link utili

http://www.osservatorionuovedestre.org/

http://www.vintageviolence.it/

Sabato 26.09 Arci Acropolis, Vimercate, Via Degli Atleti 1
ANTIFASCISMO E CONTROCULTURE DI STRADA

Nelle strade, nei quartieri, negli stadi. Come affermare i valori dell’antifascismo e dell’antirazzismo.

Ingresso gratuito senza tessera Arci

Ore 17 Antifascismo e antirazzismo in curva. Incontro con i BUKANEROS di Madrid, storia tifoseria antifascista del Rayo Valecano.

Ore 19.30 Cena rom a prezzi popolari a cura di Arci Scuotivento

A partire dalle ore 20.30 ingresso con sottoscrizione (5 euro) senza tessera Arci

Ore 21 Palco all’aperto, concerto hip hop con BRIANZA RAP BLASTER, SIGNOR K (presentazione nuovo album Chiedilo alla libertà), INOKI NESS

A seguire dalle ore 24 ZION BASS dj set drum & bass

Link utili

http://bukaneros.org/

http://www.signork.it/

https://www.facebook.com/nessinoki

Sabato 26.09 e domenica 27.09 Arci Blob, Arcore, Via Casati 31
UNIVERSITA’ MIGRANTE
Primo appuntamento di un ciclo su frontiere e migrazioni

Ingresso gratuito con tessera Arci

Per info e programma: www.universitamigrante.eu

Domenica 27.09 Bloom, Mezzago, Via Curiel 39
WE ARE NOT GOING BACK

Una serata dedicata all’attualità delle lotte dei richiedenti asilo in Europa.

Ingresso gratuito

Ore 17.30 Da Ventimiglia a Calais testimonianze e racconti dai presidi di lotta contro le frontiere della Fortezza Europa. Intervengono attivisti dei Presidi No Borders da Ventimiglia, Calais e Parigi, Andrea Staid (autore di Le nostre braccia eI dannati della metropoli), Gianluca Solera (autore di Riscatto mediterraneo. Voci e luoghi di dignità e resistenza)

Ore 19.30 Cena a buffet a prezzi popolari

A partire dalle ore 20 ingresso con sottoscrizione (5 euro)

Ore 20.30 MARCO ROVELLI in concerto con interventi teatrali di MOHAMED BA

Mostra La bolla di Ventimiglia. Graphic novel di Emanuele Giacopetti

Link utili

http://noborders20miglia.noblogs.org/

http://gianlucasolera.it/

http://www.marcorovelli.it/

http://controrazzismo.jimdo.com/

https://www.facebook.com/mohamed.ba.752?fref=ts

http://graphic-news.com/stories/la-bolla-di-ventimiglia/

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Tutte le sere banchetti informativi delle realtà promotrici del festival

Info: https://www.facebook.com/brianzantifa

Maggiori info QUI: https://www.facebook.com/events/442824485890703/

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Solidarietà al compagno Daniele Maffione


I Giovani Comunisti di Monza e Brianza esprimono solidarietà massima al compagno Daniele Maffione, dirigente del Partito della Rifondazione Comunista e dell’Anpi, oggetto di vili attacchi e insulti provenienti da esponenti di CasaPound Napoli.
Coloro i quali operano da sempre in difesa dello stato di cose presente mal tollerano le azioni di chi rivendica con forza un mondo libero e diverso.
Il vento di crisi economica e culturale spira ormai da anni riaprendo gli spazi alle organizzazioni fasciste, il cui violento e subdolo modus operandi non è mutato nel corso della storia. Oggi tuttavia, questi gruppi di nostalgici godono di copertura e legittimazione da parte di forze politiche e istituzionali. La Costituzione antifascista venga rispettata: al bando chi, come CasaPound, attenta quotidianamente alle conquiste democratiche della vittoriosa Resistenza antifascista.Giovani Comunisti
Con i partigiani di ieri, oggi e domani. Non un passo indietro!


Giovani Comunisti Monza e Brianza

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Saluto dei Giovani Comunisti Monza Brianza al Congresso dell’Associazione Nazionale di Amicizia Italia-Cuba Circolo Brianza “FABIO DI CELMO”


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Buonasera compagne e compagni, vi porto il saluto del Partito della Rifondazione Comunista di Monza e Brianza e dei Giovani Comunisti. Da qualche anno l’imperialismo statunitense ha rotto gli indugi ed è andato all’attacco di tutti i paesi in posizione strategica dal punto di vista economico-politico che ancora non sono sotto la sua influenza. Questo attacco ha portato a colpi di stato e tentativi di sovvertire governi stranieri, anche se eletti democraticamente. Gli esempi sono molti a partire dalle primavere arabe e subito dopo la Siria, l’Ucraina e il Venezuela socialista, già da tempo nel mirino degli USA. In questo contesto l’informazione borghese copre le responsabilità statunitensi e ci descrive rivolte e colpi di stato, spesso nazi-fascisti o di fondamentalismo islamico, come sollevazioni per la libertà e la democrazia. Le violenze vengono coperte e le uccisioni o l’uso di armi proibite viene sempre attribuito al regime considerato scomodo. Basti ricordare le armi chimiche di Assad, la copertura dei nazisti di Svoboda o la vergognosa manipolazione di immagini in Venezuela. L’ipocrisia dei benpensanti condanna la violenza solo in un senso e l’opinione pubblica non vede, o non vuol vedere, le responsabilità delle guerre civili e diventa complice, consapevole o meno, del progetto degli Stati Uniti contro paesi socialisti e altri che ancora non si piegano al loro giogo. Cuba rientra in questo contesto come il più antico e longevo baluardo di resistenza agli USA. Sotto attacco politico ed economico da oltre 50 anni, ha rappresentato e tuttora rappresenta il punto di rifermento delle rivoluzioni di ispirazione socialista e bolivariana del Sud America, come dimostra anche il recentissimo vertice della CELAC svoltosi proprio a l’Havana. In Italia 50 anni di disinformazione e di bloqueo hanno portato a un’immagine distorta e ideologizzata della situazione dell’isola, attaccata da quasi ogni organo di informazione nazionale con l’aiuto di dissidenti cubani al soldo del padrone nordamericano. Il nostro compito come comunisti è di riportare la verità riguardo a Cuba e difendere l’idea di un sistema economico e sociale diverso, anche rivendicando i risultati raggiunti dall’isola in tutti i settori, del sociale, medico, scolastico ecc. per migliorare la qualità della vita delle persone; il tutto nonostante l’embargo statunitense. Alla fine dello scorso anno, grazie all’attività della vostra associazione, tutte le organizzazioni comuniste del territorio sono riuscite ad attivarsi per organizzare un evento in difesa della rivoluzione cubana dai vili attacchi della controrivoluzionaria Yoani Sanchez, ospitata poco tempo prima in un teatro della nostra città. Noi Giovani Comunisti pensiamo che questo sia stato un evento importante per contrastare la disinformazione italiana che distorce l’immagine di Cuba. Inoltre speriamo che sia solo l’inizio di una fruttuosa collaborazione, con l’Associazione di amicizia Italia-Cuba e con i compagni degli altri partiti e associazioni, che oltre alla questione cubana possa allargarsi anche ad altri temi politici che tutti condividiamo e che possa aiutarci a mettere insieme le forze e unire le lotte, almeno a livello locale. Nella speranza di una continua collaborazione futura, vi porgiamo i migliori auguri per lo svolgimento del vostro congresso.

Hasta la victoria siempre.

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Il sindacato deve cambiare. Solidarietà a Giorgio Cremaschi


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Infuria il dibattito congressuale della CGIL, dentro e fuori le stanze dell’organizzazione.
Sotto la guida Camusso si prepara un terreno difficile da percorrere e si prepara un clima pesante e autoritario proprio nella fase di confronto.
La cacciata di Giorgio Cremaschi, promotore del documento alternativo “Il Sindacato è un’altra cosa”, dall’assemblea di Milano del 14 febbraio è lo specchio della crisi del Sindacato.
Le prese di posizione non concordate della Camusso e della Segreteria – a partire dalla recente firma sulle definizioni delle rappresentanze sindacali ma toccando anche la riforma dell’Art. 18 – sono sintomo di un Sindacato debole, non più rappresentativo (su 22 milioni di lavoratori italiani la CGIL conta 6 milioni di iscritti di cui però più della metà è composta da pensionati) e legato a doppio filo coi governi (ormai ereditari) delle larghe intese – responsabili del disastro sociale e politico – a marchio PD.

I Giovani Comunisti di Monza e Brianza esprimono la più sincera solidarietà a Cremaschi e ai compagni con lui presenti per i fatti di Milano dei giorni scorsi.
Solidarietà che si tramuta in sostegno per la loro lotta affinché il Sindacato torni ad essere quella grande e nobile macchina di difesa dei lavoratori: un Sindacato diverso da quello di servizi che si prefigura oggi e che può essere cambiato con questo Congresso sostenendo il documento alternativo.
Siamo altresì consci della difficile battaglia di quei compagni – in primis della FIOM – che, internamente (ma non si sa ancora per quanto), tentano di “sopravvivere” rivendicando il loro ruolo conflittuale.

Non è più tempo di rimandare la questione sociale: il Sindacato torni ad essere promotore di una visione del mondo del lavoro fatto di diritti e non di tagli ai “costi”; il Sindacato torni ad essere artefice di conflitto per rinegoziare le tutele ormai perse nel vortice del libero mercato.
A chiederlo non è un capannello di intellettuali, ma un’intera generazione di precari disillusi, che sogna ancora di poter lottare e che non trova interlocutori nello sfibrato tessuto della rappresentanza sindacale e sociale.

Giovani Comunisti Monza e Brianza

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IX CONGRESSO DI RIFONDAZIONE MONZA BRIANZA: CONTINUA LA NOSTRA LOTTA NEL TERRITORIO!


Rifondazione Monza Brianza con il suo Nono Congresso decide di concretizzare i numerosi proclami al proseguo della lotta e al rafforzamento del suo radicamento sociale. Per farlo sceglie la via del rinnovamento, rimanendo nel solco ideologico che la contraddistingue. Per tramutare le parole in fatti assegna un importante ruolo nella Federazione di Monza Brianza all’attiva e propositiva componente giovanile.
Noi, giovani e comunisti, persevereremo nella nostra azione percorrendo l’unica strada vittoriosa: quella delle lotte.

GIOVANI COMUNISTI MONZA BRIANZA

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A votare A!


Il 26 maggio a Bologna si vota per un piccolo grande referendum, che potrà dire molto sicuramente per la scuola in tutta Italia.

Il quesito è così elementare nella sua semplicità da non dover avere bisogno di ulteriori spiegazioni o propaganda, ma, come si dice, repetita iuvant.

Sostanzialmente si chiede alle cittadine e ai cittadini di Bologna di scegliere se l’utilizzo delle risorse finanziarie comunali erogate (pari ad 1 milione di euro) debba essere A) utilizzato per le scuole comunali e statali, oppure, B) utilizzato per le scuole paritarie private.

Basterebbe ricordare l’art. 33 della Costituzione (“Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato.”) per dare una risposta al quesito, ma anche per chiedersi perché la nostra Costituzione debba essere sempre messa in discussione.

Qui è contenuta buona parte delle ragioni del Comitato art.33 che prende il nome appunto dall’articolo della Costituzione, e cioè nel fatto che la Legge su cui si fonda la nostra Repubblica va rispettata, ed è già piuttosto chiara sull’argomento.

E poi ci sono le ragioni che hanno a che fare con le vite materiali delle persone, con la giustizia sociale, con la libertà di scelta, quella vera e non quella che spacciano per tale. Non è infatti un fatto di libera scelta mandare il proprio figlio o la propria figlia in una scuola privata cattolica, ma semplicemente una scelta obbligata se i posti sono finiti nella scuola pubblica. Sempre che la famiglia in questione sia in grado di pagare la retta e che, magari, sia favorevole all’educazione impartita nelle scuole cattoliche, che rappresentano la quasi totalità delle scuole private. E se non avesse soldi per poterlo fare? E se fosse una famiglia di religione musulmana, od ebraica o buddista? E se semplicemente non volesse iscrivere i propri figli ad una scuola privata? Ecco, in questi casi, che non sono pochi, non avrebbe alternative: o scuola privata o niente scuola.

Sembra una cosa davvero elementare, ed invece la battaglia che in questi mesi il comitato referendario ha dovuto sostenere è stata dura, molto più dura del previsto. Ci si è scontrati, pur trattandosi di una città fondata sul pubblico come Bologna, con elementi che, seppur pretestuosi, hanno fatto vacillare molti cittadini bolognesi, come ad esempio la favola del risparmio per il Comune o quella che a parità di finanziamenti le scuole private garantiscano più posti.

Tutto questo è falso, anzi è una bugia (“B come bugie” si legge sul sito del comitato), così come è falso dire che le scuole private sono aperte a tutti, perché lo sono solo per chi può permettersele ed è ancora più falso sostenere che la vittoria del quesito A significherebbe la chiusura delle scuole paritarie. Le scuole paritarie possono vivere benissimo anche senza i finanziamenti pubblici, al contrario di quelle pubbliche che vivono solo di quelli e sono davvero aperte a tutti perchè gratuite, come previsto dalla Costituzione.

Insomma la differenza tra A e B sta nel fatto che se vince la B la scuola pubblica viene sospinta verso il declino e quella privata ne uscirebbe rafforzata, a favore solo di alcune fasce sociali, mentre se vince la A si rafforza la scuola pubblica, quella di tutti e per tutti, e, ho molti motivi per crederlo, la scuola privata non subirebbe grossi danni.

Dunque domenica 26 maggio a Bologna facciamo vincere la Costituzione, la giustizia sociale, la libertà, tutte e tutti a votare A!

 

Anna Belligero

Portavoce nazionale Giovani Comuniste/i

 

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