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Breve introduzione teorico­-politica su Marxismo, Socialismo e Comunismo


Ricostruire i Giovani Comunisti/e

Pubblichiamo una prima dispensa utile per la formazione dei Giovani Comunisti redatta dai compagni Alessandro Pascale e Flavio Di Schiena, appartenenti al gruppo di lavoro Formazione dei firmatari del nostro appello.
Questo lavoro ha lo scopo di iniziare a far chiarezza circa questioni teoriche fondamentali su marxismo, socialismo e comunismo.

“Agitatevi, perché avremo bisogno di tutto il nostro entusiasmo.
Organizzatevi, perché avremo bisogno di tutta la nostra forza.
Studiate, perché avremo bisogno di tutta la nostra intelligenza.”

dispensa

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Comunicato Stampa manifestazione studentesca Monza 10/10/14


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Oggi, Venerdì 10 Ottobre, 500 studenti provenienti da tutta la provincia di Monza e Brianza sono scesi in piazza per rivendicare una scuola pubblica, gratuita e accessibile a tutti, contro le logiche di mercato di cui EXPO è l’esempio.

Il corteo è partito dall’Arengario, passando per la sede di Confindustria, simbolo di un’immagine di scuola soggiogata al mercato del lavoro, che determina quindi il percorso formativo di noi studenti secondo la concezione della scuola-azienda.

La manifestazione si è poi spostata davanti all’ISA e alla Villa Reale, dove abbiamo protestato contro l’utilizzo dei fondi pubblici con i quali è stata ristrutturata una parte della Villa che ospiterà gli uffici di EXPO 2015. Questo spreco di fondi è l’esempio più eclatante di come le Amministrazioni ritengano il Grande Evento una priorità e la Scuola Pubblica una spesa. Abbiamo infatti calato un striscione dalla Villa Reale per ribadire la nostra contrarietà a EXPO 2015, in quanto evento che porterà alla regione e allo Stato solamente debito, cemento, precarietà e mafia.

Dopo un sit-in davanti alla Villa, il corteo è ripartito verso la sede della Provincia (Via Tommaso Grossi), responsabile in questi anni di un mancato investimento verso settori pubblici come l’edilizia scolastica e i trasporti. Questi ultimi, infatti, sono parte delle numerose spese che ogni studente deve sostenere annualmente per accedere ai luoghi di formazione.
Siamo successivamente giunti davanti al Provveditorato. Qui abbiamo espresso un forte dissenso verso la proposta di legge del Governo riguardante la scuola, che mira fortemente a una privatizzazione dei Saperi, tramite contributi regionali alle scuole paritarie e finanziamenti alle scuole da parte di privati. Questo rientra perfettamente nella logica di una scuola-azienda che fornisce manodopera gratuita agli imprenditori, mascherandola come un’opportunità per l’individuo. L’esempio più palese sono i vergognosi lavori-non-lavori dei volontari EXPO.

Un’ultima tappa del corteo è stata l’Ufficio Scolastico Provinciale, dove abbiamo distribuito libri ai cittadini, dimostrando simbolicamente la nostra idea di istruzione: pubblica, senza costi e realmente accessibile a tutti.
La manifestazione si è infine conclusa in Arengario, con interventi da parte delle studentesse e degli studenti che hanno partecipato all’evento.

Unione degli Studenti Monza
Unione degli Studenti Vimercate
Collettivo Compost
Giovani Comunisti Monza Brianza
Student* ISA – Monza
Student* Porta – Monza
Student* Zucchi – Monza
Student* Einstein – Vimercate
Student* Banfi – Vimercate

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Monza, approvata la mozione antifascista


 

Finalmente, dopo un lungo percorso, è stata approvata a larghissima maggioranza dal consiglio comunale di Monza la mozione antifascista nata dalla collaborazione tra Rifondazione, Giovani Comunisti, Anpi, Aned, partiti della sinistra Monzese (SEL, PCL, PdCI) e svariate altre realtà politiche e associative del territorio.
L’approvazione del testo è un passo fondamentale per la battaglia contro il neofascismo, ma non sufficiente.
Per mantenere alta la bandiera dell’antifascismo è necessario non abbassare la guardia e continuare una perseverante e instancabile militanza nelle piazze, nelle scuole e nei posti di lavoro.

“Su queste strade se vorrai tornare
ai nostri posti ci ritroverai
morti e vivi collo stesso impegno
popolo serrato intorno al monumento
che si chiama
ora e sempre
RESISTENZA”

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Giovani Comunisti a sostegno della carovana antifascista nel Donbass organizzata dalla Banda Bassotti


10615956_1511761832394581_4685787023227076929_nSiamo Giovani Comunisti di diverse federazioni e circoli che hanno deciso di accogliere l’appello lanciato dal gruppo musicale Banda Bassotti per la carovana antifascista nel Donbass.

Riteniamo prezioso l’impegno profuso dalla Banda Bassotti per far conoscere, attraverso concerti e social network, quanto sta accadendo in Ucraina all’indomani del golpe che ha portato al potere un governo apertamente filo-nazista, col beneplacito di Unione Europea e USA. Un lavoro d’informazione importante, che deve essere d’esempio e guida per quelle parti della sinistra che sempre più si lasciano condizionare acriticamente o intimorire dal pensiero dominante.

L’idea della carovana antifascista nel Donbass non può non ricordarci le migliori tradizioni del movimento comunista, quelle della solidarietà internazionale. Un atto di coraggio e di denuncia contro l’imperialismo atlantico.

Per queste ragioni abbiamo deciso di sostenere economicamente questa iniziativa, attraverso una raccolta fondi sui territori in cui militano i nostri compagni.

 

Vogliamo chiudere questo nostro comunicato ricordando un giovane compagno tragicamente scomparso in quella maledetta e infame strage fascista avvenuta ad Odessa il 2 Maggio: Vadim Papura. Giovane e comunista come noi, e come noi figlio della stessa rabbia.

 

Promuovono: Giovani Comunisti delle federazioni di Milano, Bologna, Monza e Brianza, Lecco, Parma, Torino.

Adesioni: Giovani Comunisti Grosseto, Pordenone

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Ricostruire i Giovani Comunisti


Aderiamo e invitiamo a sostenere e diffondere l’appello per la ricostruzione di una gioventù comunista (per aderire: ricostruireigc@libero.it; per le adesioni individuali indicare nome e cognome, circolo, federazione, eventuale incarico politico e mail, per le adesioni collettive indicare il nome dell’organizzazione e eventuali contatti).
 

Per la ricostruzione di una gioventù comunista

I movimenti giovanili hanno rappresentato nella recente Storia una fucina di reale sperimentazione del cambiamento e della trasformazione dal piano politico a quello organizzativo, da quello economico a quello sociale.

Le giovani generazioni vivono sulla propria pelle tutte le scelte efferate che il capitalismo ha perpetrato nell’ultimo ventennio: l’esplodere di queste contraddizioni ha portato centinaia di migliaia di persone in piazza da Genova 2001 (social forum) a Roma 2011 (15 ottobre).

I movimenti sociali che portarono alla “liberazione” di diversi spazi di socialità a cavallo tra gli anni ottanta e novanta, la nascita e lo sviluppo dei No Tav nella valle di Susa dagli anni novanta ai giorni nostri, il Social Forum, i movimenti contro la privatizzazione della Scuola pubblica, i May Day contro la precarietà, le reti Antifasciste e Antirazziste e tutte le altre esperienze, dall’ambientalismo ai movimenti LGBT, in cui è stato rilevante l’apporto giovanile, hanno coinvolto intere generazioni orfane dei movimenti rivoluzionari storici del novecento.

Tuttavia il contesto oggettivo e materiale sovrasta le aspirazioni soggettive alla ribellione: l’autodeterminazione individuale è messa a seria prova dalla impossibilità di costruirsi un’autonomia economica (possibile solo sulla scorta di sacrifici indegni), il ritorno dell’immigrazione interna ed esterna con la conseguente perdita dei tessuti sociali di riferimento consegna i giovani e le giovani alla mercé dello sfruttamento, i piani espliciti della borghesia hanno sancito il restringimento dell’istruzione ad ogni livello sia in ingresso che in uscita, il modello democratico non regge le sollecitazioni di un conflitto di classe sempre più cruento e si rinnova a favore e secondo le esigenze delle classi padronali. Continua a leggere

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Il nostro saluto al compagno Gabriel Garcia Marquez


All’età di 87 anni ci ha lasciato il maestro Gabriel Garcìa Marquez: con lui se ne va una delle ultime vere voci libere del mondo e una delle massime espressioni del romanzo nel ‘900, il miglior descrittore della realtà del Sud America e della sua incredibile dialettica tra realtà storica e dimensione mitica.

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Nella sua opera l’America Latina è sempre una terra mitologica, onirica, ai confini dello spazio e del tempo, eppure perfettamente calata nella storia: una realtà parallela che ha preso il nome di “realismo magico”. E così, se il paese di Macondo vive in una sua dimensione fantastica, gli eventi narrati aderiscono strettamente all’incomprensibile complessità delle vicende della sua terra. Sfruttati e sfruttatori, rivoluzionari e reazionari: come non intuire, nelle pieghe di ogni sua creazione il forte respiro della tensione storica? Marquez fu un protagonista del suo tempo e dietro all’apparenza dell’immaginifico era sempre presente l’engagement sartriano, non solo in letteratura, ma anche nella realtà: le sue prese di posizione politiche furono sempre nette e chiare. Fu amico personale di Fidel Castro, fin da prima del ’59, convinto sostenitore della rivoluzione cubana e frequentatore dell’isola; fu un attento osservatore, come reporter sul campo, dell’esperienza socialista cilena e della sua tragica fine; insieme all’omonimo matematico e a Jean-Paul Sartre, fece parte del Tribunale Russel incaricato di esaminare le violazioni di diritti umani in Cile; fu sempre attivo per la ricerca della pace e contro le ingerenze USA nella sua Colombia; negli ultimi anni si interessò al chavismo e alle vie al socialismo del XXI secolo. Sempre, insomma dalla parte delle rivoluzioni popolari e delle elementari spinte di riscatto umano che animano i protagonisti dei suoi libri.

Il primo evidente riferimento è quello a uno dei protagonisti del romanzo che gli valse il premio Nobel nell’82, Cent’anni di solitudine: il colonnelllo Aureliano Buendìa, che “promosse 32 sollevazioni armate e le perse tutte”, eccellente esempio di rivoluzionario romantico, il modello a cui Marquez si ispirò nel delineare tutte le sue figure ideali di uomini politici. Dai disillusi eroi di guerra protagonisti di Nessuno scrive al colonnello e L’autunno del patriarca, al calco di Simón Bolívar che domina Il generale nel suo labirinto: tutte figure alle prese con gli inganni, i dolori, le insidie del potere. E tutti, comunque, legati all’irreale realtà dell’America Latina, spesso accompagnati da forti e determinanti figure femminili, unico punto fermo e sicuro davanti alla contradditorietà del mondo. Dipingendo un affresco magicamente iperrealista della storia sudamericana da Simón Bolívar fino a Hugo Chavez, Gabo “ha proposto una rifondazione mitica dell’America Latina come terra del possibile” (Rosalba Campra, Rinascita).

“Desidero che il mondo sia socialista, e credo che prima o poi lo sarà.”

Gabriel Garcia Marquez

Giovani Comunisti Monza e Brianza

 

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