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Ricostruire i Giovani Comunisti


Aderiamo e invitiamo a sostenere e diffondere l’appello per la ricostruzione di una gioventù comunista (per aderire: ricostruireigc@libero.it; per le adesioni individuali indicare nome e cognome, circolo, federazione, eventuale incarico politico e mail, per le adesioni collettive indicare il nome dell’organizzazione e eventuali contatti).
 

Per la ricostruzione di una gioventù comunista

I movimenti giovanili hanno rappresentato nella recente Storia una fucina di reale sperimentazione del cambiamento e della trasformazione dal piano politico a quello organizzativo, da quello economico a quello sociale.

Le giovani generazioni vivono sulla propria pelle tutte le scelte efferate che il capitalismo ha perpetrato nell’ultimo ventennio: l’esplodere di queste contraddizioni ha portato centinaia di migliaia di persone in piazza da Genova 2001 (social forum) a Roma 2011 (15 ottobre).

I movimenti sociali che portarono alla “liberazione” di diversi spazi di socialità a cavallo tra gli anni ottanta e novanta, la nascita e lo sviluppo dei No Tav nella valle di Susa dagli anni novanta ai giorni nostri, il Social Forum, i movimenti contro la privatizzazione della Scuola pubblica, i May Day contro la precarietà, le reti Antifasciste e Antirazziste e tutte le altre esperienze, dall’ambientalismo ai movimenti LGBT, in cui è stato rilevante l’apporto giovanile, hanno coinvolto intere generazioni orfane dei movimenti rivoluzionari storici del novecento.

Tuttavia il contesto oggettivo e materiale sovrasta le aspirazioni soggettive alla ribellione: l’autodeterminazione individuale è messa a seria prova dalla impossibilità di costruirsi un’autonomia economica (possibile solo sulla scorta di sacrifici indegni), il ritorno dell’immigrazione interna ed esterna con la conseguente perdita dei tessuti sociali di riferimento consegna i giovani e le giovani alla mercé dello sfruttamento, i piani espliciti della borghesia hanno sancito il restringimento dell’istruzione ad ogni livello sia in ingresso che in uscita, il modello democratico non regge le sollecitazioni di un conflitto di classe sempre più cruento e si rinnova a favore e secondo le esigenze delle classi padronali. Continua a leggere

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