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Imperialismo fase suprema del capitalismo. Palestina, Europa e Venezuela: l’imperialismo continua a colpire! [12/03, Monza]


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Clicca qui per visualizzare l’evento su Facebook con maggiori informazioni: https://www.facebook.com/events/430723197094283/

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Giovani Comunisti a sostegno della carovana antifascista nel Donbass organizzata dalla Banda Bassotti


10615956_1511761832394581_4685787023227076929_nSiamo Giovani Comunisti di diverse federazioni e circoli che hanno deciso di accogliere l’appello lanciato dal gruppo musicale Banda Bassotti per la carovana antifascista nel Donbass.

Riteniamo prezioso l’impegno profuso dalla Banda Bassotti per far conoscere, attraverso concerti e social network, quanto sta accadendo in Ucraina all’indomani del golpe che ha portato al potere un governo apertamente filo-nazista, col beneplacito di Unione Europea e USA. Un lavoro d’informazione importante, che deve essere d’esempio e guida per quelle parti della sinistra che sempre più si lasciano condizionare acriticamente o intimorire dal pensiero dominante.

L’idea della carovana antifascista nel Donbass non può non ricordarci le migliori tradizioni del movimento comunista, quelle della solidarietà internazionale. Un atto di coraggio e di denuncia contro l’imperialismo atlantico.

Per queste ragioni abbiamo deciso di sostenere economicamente questa iniziativa, attraverso una raccolta fondi sui territori in cui militano i nostri compagni.

 

Vogliamo chiudere questo nostro comunicato ricordando un giovane compagno tragicamente scomparso in quella maledetta e infame strage fascista avvenuta ad Odessa il 2 Maggio: Vadim Papura. Giovane e comunista come noi, e come noi figlio della stessa rabbia.

 

Promuovono: Giovani Comunisti delle federazioni di Milano, Bologna, Monza e Brianza, Lecco, Parma, Torino.

Adesioni: Giovani Comunisti Grosseto, Pordenone

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Obama Bin Laden. Come e perché gli Usa hanno creato l’ISIS


ISIS_flag_madeUSA-300x199La drammatica e apparentemente inarrestabile ascesa dell’Isis ha riportato l’attenzione mediatica sul martoriato Iraq, caduto nel dimenticatoio dopo il ritiro delle truppe americane. I mezzi di informazione sono prodighi di informazioni nel descrivere le atrocità del Califfato, ma reticenti nel raccontare chi siano i suoi membri e quale sia la sua origine. Lo Stato Islamico di Iraq e Siria (questo il nome completo) non è una forza apparsa improvvisamente dal nulla, ma il figlio diretto delle politiche dell’imperialismo americano in Medio Oriente che ha le sue radici nel conflitto siriano e nel caos dell’Iraq post-Saddam. Per capire meglio qual è il ruolo dell’Isis è necessario fare una breve analisi sulla strategia americana nel mondo arabo negli ultimi 30 anni. Continua a leggere

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Saluto dei Giovani Comunisti Monza Brianza al Congresso dell’Associazione Nazionale di Amicizia Italia-Cuba Circolo Brianza “FABIO DI CELMO”


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Buonasera compagne e compagni, vi porto il saluto del Partito della Rifondazione Comunista di Monza e Brianza e dei Giovani Comunisti. Da qualche anno l’imperialismo statunitense ha rotto gli indugi ed è andato all’attacco di tutti i paesi in posizione strategica dal punto di vista economico-politico che ancora non sono sotto la sua influenza. Questo attacco ha portato a colpi di stato e tentativi di sovvertire governi stranieri, anche se eletti democraticamente. Gli esempi sono molti a partire dalle primavere arabe e subito dopo la Siria, l’Ucraina e il Venezuela socialista, già da tempo nel mirino degli USA. In questo contesto l’informazione borghese copre le responsabilità statunitensi e ci descrive rivolte e colpi di stato, spesso nazi-fascisti o di fondamentalismo islamico, come sollevazioni per la libertà e la democrazia. Le violenze vengono coperte e le uccisioni o l’uso di armi proibite viene sempre attribuito al regime considerato scomodo. Basti ricordare le armi chimiche di Assad, la copertura dei nazisti di Svoboda o la vergognosa manipolazione di immagini in Venezuela. L’ipocrisia dei benpensanti condanna la violenza solo in un senso e l’opinione pubblica non vede, o non vuol vedere, le responsabilità delle guerre civili e diventa complice, consapevole o meno, del progetto degli Stati Uniti contro paesi socialisti e altri che ancora non si piegano al loro giogo. Cuba rientra in questo contesto come il più antico e longevo baluardo di resistenza agli USA. Sotto attacco politico ed economico da oltre 50 anni, ha rappresentato e tuttora rappresenta il punto di rifermento delle rivoluzioni di ispirazione socialista e bolivariana del Sud America, come dimostra anche il recentissimo vertice della CELAC svoltosi proprio a l’Havana. In Italia 50 anni di disinformazione e di bloqueo hanno portato a un’immagine distorta e ideologizzata della situazione dell’isola, attaccata da quasi ogni organo di informazione nazionale con l’aiuto di dissidenti cubani al soldo del padrone nordamericano. Il nostro compito come comunisti è di riportare la verità riguardo a Cuba e difendere l’idea di un sistema economico e sociale diverso, anche rivendicando i risultati raggiunti dall’isola in tutti i settori, del sociale, medico, scolastico ecc. per migliorare la qualità della vita delle persone; il tutto nonostante l’embargo statunitense. Alla fine dello scorso anno, grazie all’attività della vostra associazione, tutte le organizzazioni comuniste del territorio sono riuscite ad attivarsi per organizzare un evento in difesa della rivoluzione cubana dai vili attacchi della controrivoluzionaria Yoani Sanchez, ospitata poco tempo prima in un teatro della nostra città. Noi Giovani Comunisti pensiamo che questo sia stato un evento importante per contrastare la disinformazione italiana che distorce l’immagine di Cuba. Inoltre speriamo che sia solo l’inizio di una fruttuosa collaborazione, con l’Associazione di amicizia Italia-Cuba e con i compagni degli altri partiti e associazioni, che oltre alla questione cubana possa allargarsi anche ad altri temi politici che tutti condividiamo e che possa aiutarci a mettere insieme le forze e unire le lotte, almeno a livello locale. Nella speranza di una continua collaborazione futura, vi porgiamo i migliori auguri per lo svolgimento del vostro congresso.

Hasta la victoria siempre.

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“Ognuno è ebreo di qualcuno. Oggi i Palestinesi sono ebrei di Israele.” *



Quella che si sta consumando in questi giorni nel territorio della striscia di Gaza non è una guerra, bensì il compimento di un progetto cominciato molto tempo fa da parte di un popolo per eliminarne un altro, una pulizia etnica. Il tutto con l’appoggio da parte degli Stati Uniti e l’assordante silenzio dell’Unione Europea.

I mezzi di informazione nazionale ci forniscono notizie “al contrario” su come si sta difendendo l’ “unica democrazia in medioriente” contro i soliti terroristi arabi. Emblematico è il nome stesso dell’operazione del governo israeliano “Pilastro di difesa” o “Colonna di nuvole” riferimeto biblico all’esodo degli ebrei dall’Egitto.

Questa “difesa” di Israele è un attacco con esercito, carri armati e bombardieri contro territori internazionalmente riconosciuti palestinesi e abitati da semplici civili. Hamas, l’unica organizzazione in palestina ora in grado di rispondere agli attacchi, ha reagito con vari lanci di missili rudimentali e imprecisi verso Tel Aviv e Gerusalemme. I media occidentali usano l’esile difesa messa in atto da Hamas per far passare inosservato l’avanzamento (che va avanti da decenni) dell’occupazione israeliana dei territori palestinesi. Non parlano della continua strage di civili, della distruzione di interi villaggi antichissimi, della disparità delle forze in campo: il bilancio delle vittime negli ultimi giorni è di ormai oltre 100 palestinesi e 5 israeliani. Il popolo palestinese è disarmato contro uno tra i più potenti e letali eserciti del mondo.
Israele sta occupando territori palestinesi al prezzo della morte di centinaia di civili, e, pur di nascondere la propria politica imperialista, ha il coraggio di sostenere che si sta difendendo dallo stesso popolo che sta cacciando dalla propria terra.

Noi Giovani Comunisti non possiamo che condannare e denunciare questo genocidio. Non possiamo che sostenere ed essere vicini a tutto il popolo palestinese, schiacciato da ogni parte su un territorio sempre più piccolo e isolato; a tutti i palestinesi costretti già da tempo a fuggire all’estero; a tutti gli attivisti internazionali che operano sul territorio palestinese; a tutti gli israeliani, che come i compagni del partito comunista israeliano, l’Hadash, mettono a rischio la propria incolumità per lottare insieme agli stessi palestinesi contro le stragi, le ingiustizie e le politiche imperialiste.

“C’è un esercito che usa armi sofisticatissime per bombardare e distruggere campi pieni di rifugiati, scuole, appartamenti, moschee e interi quartieri residenziali; per attaccare una popolazione di civili disarmati (…) e la chiamano guerra. Non è una guerra, è un omicidio.” (Noam Chomsky)

Giovani Comunisti Monza e Brianza – RivoltiaMonza

INFORMATI E TIENITI AGGIORNATO CON LA DIRETTA DEGLI AVVENIMENTI DI NENA NEWS (segui link)!

* cit. Primo Levi

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