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DOCUMENTO DEL IX CONGRESSO DI RIFONDAZIONE MONZA BRIANZA


L’assemblea congressuale approva la relazione del Segretario Uscente Stefano Forleo e lo ringrazia per il lavoro svolto in questi difficili anni.

L’attuale fase politica durante la quale si svolge il nonoCongresso della Federazione Provinciale di Monza e Brianza del Partito della Rifondazione Comunista è caratterizzata dall’incedere dei guasti provocati dalle politiche recessive e antipopolari del governo delle larghe intese Letta e dei suoi predecessori: deindustrializzazione del territorio della Brianza che si sta trasformando in un deserto produttivo che riguarda anche le piccole e medie attività e ciò comporta una disoccupazione dilagante e nessuna prospettiva per un numero crescente di lavoratori e lavoratrici confinati nel precariato senza prospettive e futuro.
Le politiche recessive stanno strangolando le amministrazioni comunali che sono costrette a ridurre l’offerta di servizi sia alle persone che alle imprese.
Questo quadro di sfiducia e di illegalità diffusa è un terreno fecondo per le organizzazioni criminali e fasciste. In questa situazione potenti gruppi di potere proiettano sul territorio brianzolo il sistema spartitorio che spesso ha trovato protagonisti sia nel centro destra, che ha governato per un ventennio la regione, sia nel centrosinistra.
In questo insieme di contraddizioni prende corpo il senso della presenza e dell’utilità del PRC.
Il PRC uscirà da questa crisi se avrà la capacità di mettersi in discussione e di elaborare un progetto autonomo, rilanciando a sinistra un percorso comune di conflittualità che possa coinvolgere movimenti ed associazioni che in Brianza lottano contro le infrastrutture inutili (Pedemontana), contro le mafie, contro il consumo di suolo, a favore di un’economia sostenibile, per il diritto alla casa, allo studio e al lavoro.
Il ruolo dei comunisti, anche nel nostro territorio, è di portare alla luce i conflitti e le contraddizioni del nostro sistema politico ed economico; lottare contro gli sfratti per una giustizia sociale di classe, contrastare i fenomeni di precariato per una reale democrazia sul posto di lavoro, difendere il territorio e l’ambiente per intaccare il potere speculativo.
Il suolo brianzolo è al 54% edificato: più della metà. Ogni metro quadro di terreno libero va difeso, non solo per il benessere dei cittadini ma per contrastare la speculazione edilizia che imperversa sulla Provincia.

La presenza elettorale del PRC in Brianza deve essere orientata ad una coerente rappresentanza delle nostre istanze, finalizzata alla valorizzazione del nostro progetto politico ed al suo radicamento.

Perché il Partito della Rifondazione Comunista possa svolgere un ruolo di catalizzatore del conflitto sociale è indispensabile che teoria e pratica si sostengano vicendevolmente con un solido sforzo organizzativo alla base.
Per questo risulta indispensabile l’organizzazione di una Scuola di formazione politica permanente che si ponga l’obiettivo di affrontare i nodi teorici evidenziati dalla fase attuale con lo scopo di fornire ai militanti gli strumenti di comprensione e organizzazione del conflitto sociale.

Sul piano territoriale, affinché la nostra azione sia mirata ed efficace, è utile che i circoli monitorino le situazioni di criticità sui propri territori e che intervengano su di esse dialogando con la federazione per rendere più omogeneo e visibile all’esterno l’agire politico del partito. La condivisione delle esperienze e l’elaborazione di una strategia comune è necessaria per permettere al Partito di essere incisivo all’interno delle lotte presenti e future. Non potendo più contare su un diffuso consenso popolare è necessario essere presenti nei luoghi del conflitto in maniera organica ma determinante.

Bisogna partire innanzitutto dalle lotte del mondo del lavoro: la precarietà si abbatte in primo luogo nelle pubbliche amministrazioni, evitando le esternalizzazioni e le privatizzazioni di settori strategici come acqua e rifiuti e più in generale i servizi pubblici quali trasporti, sanità, istruzione e cultura. Ogni Comune deve perseguire l’interesse collettivo, anche rimodulando i criteri di equità nella tassazione.

E’ necessario che il CPF torni ad essere il luogo di elaborazione politica per eccellenza e che il suo ruolo non sia ridotto a quello di “ente certificatore” delle proposte della segreteria.
Partendo da questa proposta e preso atto che nella provincia sono presenti molti compagni e compagne che potrebbero portare nuove energie all’interno del partito ma che al momento si trovano isolati, è opportuno che si formino dei dipartimenti tematici in seno al CPF che siano in grado di analizzare ed elaborare iniziative politiche territoriali.
Fondamentale sarà il supporto dei circoli, che potranno interagire con altri compagni estendendo lotte e inchieste del territorio ad un livello più ampio.

In tale contesto il ruolo dei delegati sindacali iscritti al PRC è utile al Partito nella misura in cui possono aiutare le compagne e i compagni nella comprensione delle contraddizioni sul territorio in modo da rendere tempestiva la presenza del partito all’interno delle lotte.

Pensando all’immediato futuro è necessario anche valutare le opportunità di autofinanziamento che consentano al partito di mantenersi in vita. A questo scopo sarebbe necessario rilanciare la festa provinciale di Partito senza trascurare le feste che negli anni passati hanno dimostrato di essere in attivo.

APPROVATO A MAGGIORANZA DAI DELEGATI E DALLE DELEGATEostenda-6_600

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LOTTA AL PGT – TIRATA FINALE


La giunta Mariani è nel caos. Le numerose contravvenzioni e le forzature ai regolamenti della democrazia rappresentativa attuate per riuscire a terminare in tempo le procedure di approvazione della variante al Piano di Governo del territorio, si stanno rivoltando contro di loro.

Il consiglio comunale di sabato è stato convocato in maniera irregolare, per decisione del Presidente del Consiglio Comunale, che aveva precedentemente sabotato la riunione dei capigruppo dove la giunta sapeva di essere in minoranza. Sabato mattina stesso copione: la giunta si accorge di essere in minoranza e non apre il Consiglio deconvocandolo all’ultimo secondo in maniera altrettanto irregolare.

MARIANI E LA SUA GIUNTA NON HANNO PIU’ NESSUNA LEGITTIMITA’ – NE’ NUMERICA, NE’ POLITICA – PER GOVERNARE QUESTA CITTA’.
Tantomeno per cementificare 4.000.000 di metri cubi di cemento, distruggendo il tessuto urbano del nostro territorio, per l’interesse di qualche amico possidente o costruttore.

Il rischio di decadenza per irregolarità degli atti ha costretto la giunta a fare due passi indietro: tutti i consigli sono stati deconvocati per dare il tempo di una nuova conferenza dei capigruppo; inoltre si è proceduto a richiedere il mancante parere controdeduttivo della commissione urbanistica sulle osservazioni presentate dai cittadini. Su questo punto rimane l’amarezza che un momento di partecipazione all’amministrazione della città, quale quello delle osservazioni, si trattato dalla giunta come un cavillo amministrativo e non come un apporto di cui discutere nella revisione del piano. Il parere della commissione, poco importa, purchè ci sia, in modo da avere eseguito tutta la procedura in maniera formalmente corretta.

Da giovedì sera – se la maggioranza ancora terrà testa all’evidenza della sua delegittimazione – ci sarà la volata finale per l’approvazione del piano. Ma per fermare il loro prossimo passo – l’ultimo – la differenza la faranno solo i cittadini.

4 giorni da resistere.
4.000.000. di metri cubi da evitare.
Sufficiente dignità per uscire di casa venerdì sera a restituire al consiglio comunale la voce dei cittadini, che PdL e Lega Nord in questi anni hanno estirpato dai luoghi della rappresentanza, e a frenare l’approvazione della variante.

VENERDI’ SERA – 20.30  -PALAZZO MUNICIPALE

PRESIDIO DEI CITTADINI AL CONSIGLIO COMUNALE

Organizzato dai comitati, associazioni, CS di “Monza Violata”.

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