Archivi tag: No austerity

Manifesto dei comunisti per Tsipras


comunisti per tsipras

banner.2jpg Noi comuniste e comunisti ci riconosciamo nell’analisi e negli obiettivi fissati nell’ APPELLO CONGIUNTO PER LE ELEZIONI DEL PARLAMENTO EUROPEO [i] promosso nell’ambito del GUE a Bruxelles da PCP (Portogallo), AKEL (Cipro) e PCE (Spagna), a cui hanno aderito il PRC e il PdCI per l’Italia ed altre forze comuniste e di sinistra europee come il PCF, Izquierda Unida, il Partito Comunista di Boemia e Moravia, Die Linke, il Bloco de Esquerda portoghese e altri.

Come afferma questo appello, siamo convinti infatti che l’Unione Europea (UE) sta attraversando una profonda crisi in quanto espressione del sistema capitalista e delle sue contraddizioni. Una crisi approfondita dalle politiche di decenni a favore del grande capitale, della finanziarizzazione dell’economia, della circolazione incontrollata dei capitali, della liberalizzazione dei mercati, delle privatizzazioni, degli attacchi ai servizi pubblici, della crescente accumulazione di capitali e dell’incremento dello sfruttamento.

Queste politiche sono state promosse tanto dalle forze…

View original post 1.559 altre parole

Contrassegnato da tag , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

ELEZIONI EUROPEE 2014 – Brianza per Tsipras


Pubblichiamo l’appello per l’adesione al comitato brianzolo a sostegno della lista L’Altra Europa con Tsipras

312448-alexis-tsipras
Siamo attivisti, elettori e militanti brianzoli di sinistra. Abbiamo raccolto lʼappello lanciato per la creazione, in occasione delle imminenti elezioni europee, di una lista unitaria di sinistra che appoggi Alexis Tsipras, presidente del partito greco SY.RIZ.A. e candidato della Sinistra Europea alla presidenza della Commissione.

La democrazia è messa allʼangolo
 in Europa, dove l’economia è governata dalla Banca Centrale e non dagli organi elettivi.
Vogliamo ridisegnare un’Altra Europa, che si basi su unʼunione politica e rappresentativa reale, e gettare le basi in Italia per un’alternativa politica di sinistra competente, onesta, concreta.

Il neoliberismo ha fallito.
 Le politiche di austerity stanno minando le conquiste di decenni di lotte sociali. Abbiamo sotto gli occhi la situazione greca, dove lo stesso FMI ha ammesso che la Troika ha strangolato l’economia e messo in ginocchio un paese.
Dobbiamo invertire la rotta dell’Unione Europa, ridiscutere Fiscal Compact e debito pubblico, riprenderci la sovranità monetaria in Europa, riportare l’uguaglianza al centro del dibattito politico e ripensare lo sviluppo attraverso un Green new deal europeo.

Siamo stretti in una morsa.
 Da un lato il neoliberismo che porta la crisi del welfare e dell’Europa sociale, dall’altro il populismo anti euro che sfocia nel nazionalismo e nel neofascismo. I partiti socialdemocratici non hanno saputo proporre unʼalternativa.
Serve una terza via che riparta dall’Europa di Altiero Spinelli, dalla Grecia di Syriza, dai social forum europei e mondiali.

La sinistra italiana
 degli ultimi anni si è sempre divisa per personalismo e tatticismo.
Vogliamo ricostruire un percorso unitario e coerente. Aperto al dialogo, partecipato e democratico, con ambizioni di governo e proposte coraggiose.

La Brianza è una terra ricca di esperienze associative, ambientaliste, culturali e solidali che non possono restare isolate. La nostra provincia ha bisogno di una politica di sinistra e di ambientalismo: pensiamo al mondo del lavoro, devastato dalla crisi delle aziende, e alla nostra terra devastata da cementificazione e inquinamento.

Ci rivolgiamo a chi è scoraggiato, chiedendo di crederci ancora una volta e a chi è impegnato nella cultura, nel mondo del lavoro o nell’ambientalismo, chiedendo di portare il suo contributo per rinnovare una politica stanca e autoreferenziale.
Ci rivolgiamo a chi ancora sta lottando in un partito o nei movimenti, chiedendo di farlo insieme, in un percorso condiviso. Il successo di questo progetto dipende da tutti noi e dalla nostra capacità di mobilitarci nei vari territori, a partire dalla Brianza.

Per adesioni inviare una mail (indicando nome e cognome) a rossana_curra@yahoo.it

Contrassegnato da tag , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

Una nota sul mio ex-professore: Pier Carlo Padoan


padoan
Pier Carlo Padoan fu uno dei miei professori durante i corsi del master in Economia del Coripe Piemonte, presso il Collegio Carlo Alberto. Sebbene fosse un master rigorosamente “mainstream”, ricordo che le lezioni di alcuni docenti, come Luigi Montrucchio e Giancarlo Gandolfo, suscitavano il nostro vivo interesse e alimentavano le discussioni. Tra i docenti c’era pure Elsa Fornero,  che nel ruolo di professoressa rendeva indubbiamente molto meglio che in quello successivo di ministra. Rammento che invece non eravamo particolarmente entusiasti delle lezioni di Padoan. Forse a causa degli alti incarichi che all’epoca già ricopriva, in aula appariva un po’ distratto, vagamente annoiato, non particolarmente persuaso dai grafici che egli stesso tracciava sulla lavagna. Di una cosa tuttavia il nostro pareva convinto: la sostenibilità futura della nascente moneta unica europea era da ritenersi un fatto ovvio, fuori discussione.

Era il 1999, data di nascita dell’euro, e Padoan guarda caso teneva il corso di Economia dell’Unione europea. Una volta gli chiesi cosa pensasse delle tesi di quegli economisti, tra cui Augusto Graziani, che esprimevano dubbi sulla tenuta dell’eurozona; domandai, in particolare, quale fosse la sua valutazione di quegli studi che già all’epoca criticavano l’idea che gli squilibri tra i paesi membri dell’Unione potessero essere risolti a colpi di austerità fiscale e ribassi salariali. A quella domanda Padoan non rispose: si limitò a scrollare le spalle e a sorridere, con un po’ di sufficienza.

All’epoca in effetti l’atteggiamento di Padoan era piuttosto diffuso. L’euro veniva considerato un fatto definitivo, discutere di una sua possibile implosione era pura eresia. Ben pochi, inoltre, si azzardavano a dubitare delle virtù taumaturgiche dell’austerità. Da allora evidentemente molte cose sono cambiate. Continua a leggere

Contrassegnato da tag , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

14 Novembre – Dissenso di massa, repressione di stato.


Il 14 novembre è stata una giornata straordinaria per il movimento studentesco e per l’opposizione sociale al governo Monti e alle politiche di austerità.  Gli studenti hanno preso massivamente coscienza di chi è responsabile di questa situazione politica, economica e sociale. Hanno messo sotto assedio i luoghi del potere politico, gli istituti bancari e palazzi di rappresentanza delle istituzioni europee senza fermarsi nemmeno di fronte agli schieramenti ingenti di forze dell’ordine schierate a tutela dell’ordine costituito.
Sulla consueta dialettica di piazza, si sono però instaurate delle gravi dinamiche repressive. Noi Giovani Comunisti che abbiamo aderito e partecipato alla giornata, ci sentiamo in dovere di fare alcune puntualizzazioni e attribuire alcune responsabilità politiche.

Sappiamo bene che questo governo non è abituato al dibattito parlamentare con l’opposizione, dal momento che in parlamento l’opposizione non esiste e i partiti rappresentati in quell’assemblea in ultima istanza votano sempre compattamente i provvedimenti del Governo. 
Non ha nemmeno consuetudine con un confronto di tipo elettorale, visto che nasce senza alcuna legittimazione democratica per volontà dei mercati finanziari, delle istituzioni economiche europee e di tre partiti, PdL, PD e UDC, il cui consenso complessivo non supera ormai più di un terzo della popolazione italiana, come dimostrato dalla percentuale di astensionismo alle recenti elezioni siciliane.
Queste premesse già delineano un quadro di democrazia non propriamente compiuta. Non ci aspettavamo dunque che il governo ascoltasse la voce degli studenti contrari alle politiche di austerità e alla destrutturazione della scuola pubblica e dello stato sociale. E’ un peccato però che una delle poche voci dissenso che riescono a imporsi con forza in un dibattito politico uniforme e povero di contenuti, sia declassata a problema di ordine pubblico. Un modo come un altro per non parlare dei problemi sollevati. La prova di questo intento è il fatto che pochissimo tempo dopo quei cortei il PD festeggia insieme agli altri partiti del montismo, un massiccio finanziamento alle scuole private di  223 milioni, mentre sulle scuole pubbliche si fa austerità.

Vorremmo chiudere qui il comunicato, ma purtroppo il 14 novembre Monti, i suoi ministri e i suoi supporters non si sono accontentati di ignorare il dissenso e di descriverlo come un rumoroso brusio, ma hanno espresso l’intento di reprimerlo e azzittirlo con la violenza e l’intimidazione. Manganelli accaniti su persone rimaste isolate, inermi e già stese a terra, lacrimogeni sparati su tratti di corteo del tutto pacifici ad altezza uomo o – peggio – dall’alto, identificazioni arbitrarie, arresti con accuse irragionevoli, “visite a casa” di vari apparati statali per terrorizzare i genitori, mirano unicamente a spegnere nella paura di ritorsioni fisiche e penali personali, il protagonismo studentesco collettivo.
Dei tanti fatti accaduti vogliamo stigmatizzarne uno emblematico.
Se dalle finestre di una sede istituzionale, com’è il ministero della giustizia, sono sparati lacrimogeni sugli studenti inermi che sfilano pacificamente nelle strade sottostanti, questa si manifesta non come sede di un potere democratico, ma la sede di un potere autistico e violento che teme il dissenso. (Vedi video)
La responsabilità della Ministra della Giustizia, Paola Severino, presente in sede ministeriale al momento dei fatti, e della Ministra dell’Interno Anna  Maria Cancellieri, responsabile della gestione dell’ordine pubblico, della Polizia di Stato, èin virtù di questo episodio,ancora più manifesta.
In virtù dell’accaduto invitiamo gli studenti a non demoralizzarsi. Parteciperemo alla loro mobilitazione in maniera ancora più convinta e compatta. E come noi tanti altri giovani indignati dall’arroganza del potere e incazzati per la loro condizione sociale.

GIOVANI COMUNISTI MB – RivoltiaMonza

Contrassegnato da tag , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

14 Novembre – SCIOPERO GENERALE EUROPEO


Le politiche di austerità sono una manovra di accerchiamento nei confronti dello stato sociale e dei diritti acquisiti da parte delle banche e delle istituzioni finanziarie e politiche europee. L’austerità determina stagnazione dell’economia, con conseguente destabilizzazione nelle quotazioni di mercato dei titoli di stato. La cura che ci propongono è? Rientro di bilancio, altra austerità e tassi di interesse più vantaggiosi per chi compra i titoli di stato. Le banche incassano e perpetuano il loro giuoco. Ma sul tabellone, sta volta, c’è anche la casella Imprevisto. E’ la numero 14.11.2012, data dello sciopero generale convocato in Italia, Portogallo, Spagna e Grecia contro le politiche di austerità. Le pedine si ribellano.
I governi nazionali sono esautorati del loro potere, dal momento che la loro agenda è dettata dalla BCE. Chi disobbedisce è punito con una ritorsione dei mercati e dell’Unione Europea. Le elezioni sono considerate un momento pericoloso, a cui si preferiscono governi tecnici e grandi coalizioni senza opposizione. Questo è lo scenario che viviamo oggi in Italia col governo Monti. Finora abbiamo accettato tutto, perché ci dicevano che era ineluttabile. Ma non sono superiori leggi dell’economia a imporci ineluttabilmente questo scenario. Sono le scelte politiche di una classe dirigente neoliberista e gli interessi economici dell’elite finanziaria che domina la società capitalista.
Le responsabilità di PD, UDC, PdL e di tutti i partiti fautori del montismo sono enormi. In due anni ci hanno resi ancor più precari, depredandoci delle tutele acquisite e delle conquiste: pensioni, articolo 18, contratto nazionale di lavoro, servizi pubblici locali. L’esito del referendum sull’acqua pubblica è stato sovvertito. Perché quello che chiedono i mercati importa più della volontà popolare. Ora sono sotto minaccia scuola e sanità. Tutto questo con la parziale connivenza della CGIL, che per non andare in rotta di collesione col PD, ha dovuto inghiottire in silenzio parecchi bocconi amari. Oggi ritroviamo i compagni del più grande sindacato italiano ancora in una posizione poco chiara, con un’adesione allo sciopero che c’è (non potevano essere la pecora nera dei sindacati europei), ma che si dimezza a quattro ore e che annacqua il valore conflittuale di questa giornata e il suo significato antiliberista e anticapitalista.
A noi questo non basta. Dobbiamo delegittimare chi ci governa. Vogliamo le dimissioni di Monti. Vogliamo un’alternativa politica ai partiti corresponsabili di questo scempio.
Finalmente i popoli più minacciati dai meccanismi speculativi si uniscono contro lo strapotere finanziario per influire su queste dinamiche. Una risposta di massa e internazionale è la solo risposta contro un attacco massivo e sovranazionale.
Un movimento organizzato che sappia proseguire la lotta con costanza e finalità è la sola possibilità di ridare voce alle esigenze di noi studenti e lavoratori e per riportare i nostri temi al centro del dibattito politico.
Per questo non smetteremo di profondere tutti i nostri sforzi nella costruzione di un movimento studentesco organizzato e nella compattazione del movimento dei lavoratori su posizioni radicali, con prospettive concrete e alternative. Per questo i Giovani Comunisti di Monza e Brianza parteciperanno alla giornata di mobilitazione, in seno al corteo milanese degli studenti e dei sindacati di base, insieme alla Rete della Conoscenza e alle altre realtà che aderiranno.
GIOVANI COMUNISTI MONZA E BRIANZA – RIVOLTIAMONZA
Contrassegnato da tag , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: