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USCIRE DALLA CRISI A SINISTRA. VENERDI’ 18 MAGGIO H 21.00 MONZA


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Domenica 6 e Lunedì 7 Maggio….


VOTA
FEDERAZIONE DELLA SINISTRA – NOI UN’ALTRA MONZA

Barra il simbolo e, se vuoi,  scrivi accanto il nome  di uno dei nostri candidati!

Per Roberto Scanagatti Sindaco
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Una settimana – Cinque anni


I candidati in città – Terza settimana:

1 – Lunedì 30 aprile,  8.15-12.00, POSTE CENTRALI
2 – Martedì 1 maggio, in mattinata al CAROBBIOLO coi sindacati, al pomeriggio a Pioltello coi lavoratori in lotta.
3 – Giovedì 3 maggio, al mattino, in CENTRO
4 – Venerdì 4 maggio, al mattino al MERCATO DI CEDERNA
Inoltre mercoledì 2, in sala Maddalena, dalle ore 21.00, sarà con noi Paolo Ferrero, per presentare il progetto politico della Federazione della Sinistra, coniugato nella politica brianzola e monzese.

Questa è l’ultima settimana di campagna elettorale, una tra le tante passate per le strade e le piazze di questa città in questi anni.

Domenica 6 e lunedì 7 sarete chiamati a esprimere una preferenza che segnerà il futuro di Monza.

Vi chiediamo di aiutarci a portare finalmente in consiglio comunale quelle battaglie che da cinque anni conduciamo in città per il bene comune, per il patrimonio pubblico, per l’ambiente urbano, per il lavoro e il reddito indiretto, per il diritto allo studio……

Date una preferenza per portare in consiglio comunale studenti, precari, impiegati, operai, cassintegrati. Il solo modo di vincere l’antipolitica è offrire sostegno a chi fa politica non per professione, ma per convinzione, per ostinazione, per dignità. In pagamento – e non è poco – soltanto le lotte vinte.

Date a Monza un’alternativa, votando Scanagatti. Insieme dateci forza, per far pesare all’interno della coalizione di centrosinistra, le specificità del nostro programma, per far sì che che l’alternativa diventi cambiamento reale, che la nostra città diventi Un’Altra Monza.

 VOTA FEDERAZIONE DELLA SINISTRA – NOI UN’ALTRA MONZA

per 
ROBERTO SCANAGATTI SINDACO
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La Canottiera di Bossi – Marco Belpoliti con FdS-Noi un’altra Monza


Marco Belpoliti presenta il suo nuovo libro “LA CANOTTIERA DI BOSSI”, in un’occasione di approfondimento politico promossa e organizzata dalla Federazione della Sinsitra-Noi un’altra Monza

Umberto Bossi è il politico dei gesti: il dito medio, le corna, il pugno e l’avambraccio, la pernacchia, o la famosa canottiera sfoggiata su una spiaggia della Sardegna nel 1994, e più volte esibita in luoghi pubblici. Marco Belpoliti si chiede perché il capo leghista esibisca comportamenti tanto provocatori, rompendo una tradizione di stile misurato dei politici italiani della Prima Repubblica. Perché Bossi è un “vitellone”, come Alberto, il personaggio del celeberrimo film di Fellini. Il leader leghista, futuro capo di partito e ministro, non ha neanche terminato gli studi né ha rivelato particolari attitudini, salvo poi diventare, nelle opinioni dei seguaci ed elettori, e persino uomini di cultura, un genio della politica. Com’è stata possibile una tale trasformazione? L’autore rilegge Bossi attraverso i suoi gesti, esplorandone l’origine e il significato, mostrando come il suo eloquio e i suoi atteggiamenti abbiano profondamente condizionato il comportamento morale dei politici e degli italiani in genere. Da queste pagine viene fuori più un cantante rock che un capo di partito, più un predicatore scomposto che non un sottile tessitore: un ragazzotto di paese che arriva in Parlamento e incarna quello che Sciascia chiamava “l’eterno Fascismo italiano”, acquattato nel grembo stesso della provincia, al Nord come al Sud, e di cui la nostra cultura è impregnata; fa parte di noi, per quanto ce ne distanziamo, lo rinneghiamo, cerchiamo di strapparcelo di dosso. Attraverso la “fenomenologia di un capo”, Belpoliti ci fa ancora una volta il racconto dell’identità cruda del Bel Paese. Marco Belpoliti, saggista e scrittore, ha pubblicato presso Guanda Il tramezzino del dinosauro, Il corpo del Capo, Senza vergogna e Pasolini in salsa piccante. Ha curato le opere di Primo Levi ed è autore di diversi libri: Settanta, Crolli, La prova, Diario dell’occhio, La foto di Moro. Curatore della rivista-collana Riga (Marcos y Marcos), insegna all’Università di Bergamo. Collabora a “La Stampa” e a “L’Espresso”. È condirettore di http://www.doppiozero.com <http://www.doppiozero.com/&gt; .

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Cena di autofinanziamento di FdS-Noi, un’Altra Monza


Sabato 7 aprile, ore 20.00
presso il Circolo di Viale Libertà 33

CENA DI AUTOFINANZIAMENTO

per finanziare la campagna elettorale della lista 

FdS – NOI UN’ALTRA MONZA

25 euro
15 per studenti, disoccupati e cassintegrati

Menù: bruschette, salame, sottaceti, pizzoccheri, carpaccio di bresaola

A seguire proiezione del film “Placido Rizzotto”

 

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NOI, UN’ALTRA MONZA – L’alternativa in città


Il  cambiamento promosso dalla Sinistra alternativa da un anno a questa parte passa anche per le amministrazioni locali: Napoli alla Federazione della Sinistra e Italia dei Valori, a Milano trionfa il candidato di SEL ed FdS con una storica sconfitta delle destre, alle primarie di Cuneo vince il candidato di Rifondazione Comunista, a Genova vince il candidato di SEL, mentre l’alleanza tra FdS e IdV propone importanti possibilità di cambiamento all’insegna della legalità sulle schede elettorali dei comuni siciliani.

A  Monza si è costituito intorno al documento programmatico che alle primarie del centrosinsitra ha sostenuto l’unico candidato alternativo al PD, Francesco Beretta ( http://www.berettapermonza.it/PDF/Programma_completo.pdf ), un folto gruppo di persone ed idee che con un buon sostegno elettorale potrà finalmente influire sulle politiche di governo e amministrazione della città. Esiste un progetto completo e ambizioso, con idee chiare e animi disposti a tutelarle. Si tratta della lista FdS-Noi, un’Altra Monza.

Certo il nostro programma ( sintesi: https://rivoltiamonza.wordpress.com/2012/03/20/breve-sintetico-ed-efficace-programma-della-fds-num/) non si realizzerà tutto e sarà vittima degli inevitabili compromessi di una coalizione. Ma proprio per questo occorre che la Sinistra abbia più potere contrattuale. Dobbiamo spostare l’asse della prossima giunta verso la tutela dei beni comuni.

Qui alcuni punti in cui sarà decisiva una Sinistra forte, mentre sarà condizione necessaria ma non sufficiente la vittoria della coalizione di centro-sinistra:
 – Spingere per internalizzare i servizi comunali, primo importante passo non solo per una gestione più oculata e meglio diretta al pubblico interesse, ma anche per garantire i diritti dei lavoratori di tali ambiti, all’oggi perlopiù precari.
Porre fine alla politica degli sfratti sistematici, per morosi e occupanti, da case pubbliche e private, senza considerare le esigenze sociali ed economiche, nonchè lo stato di salute degli inquilini. Occorre il potenziamento del sistema abitativo comunale per creare soluzioni stabili al problema abitativo, in un tempo in cui la crisi, la cassaintegrazione, i licenziamenti, l’impennata dei mutui a tasso variabile stanno determinando un’emergenza che chiama a gran voce l’impegno della prossima amministrazione.
Deprecarizzare i lavoratori del comune.
Opere di ristrutturazione del patrimonio edilizio delle scuole di responsabilità comunale; restutuzione della dignità sottratta all’ormai disfatta Scuola comunale Paolo Borsa; ristrutturazione immediata di tutte le strutture dell’ISA; permanenza dell’ISA nella Villa Reale; all’apertura di nuovi asili nido, servizio che non si può delegare in toto ai privati. A questi scopi e in riferimento alla costituzione repubblicana, pare più che legittimo riappropriarci dei finanziamenti comunali oggi erogati alle scuole private.
La Villa Reale deve rimanere pubblica: occorre sospendere il bando di gestione vinto da Malegori e Italiana Costruzioni e rivedere il sistema del Consorzio per restituire al Comune di Monza la gestione di un bene che Mariani&Co hanno cercato di espropriargli.

Questi sono solo pochi punti, anche se importanti. Molte delle questioni inserite nel programma di Noi, un’Altra Monza sono le stesse che i cittadini hanno proposto nei Cantieri delle Idee e si trovano oggi nei documenti conclusivi di questa importante esperienza di partecipazione e nel programma ufficialmente depositato dalla Coalizione di centrosinistra: zero consumo di suolo, valorizzazione del patrimonio agricolo della città e della filiera diretta, riconversione produttiva, abitativa e sociale delle aree dismesse,  politiche giovanili trasversali e influenti sulle reali condizioni di vita e sulla cultura dei giovani (con pratiche di autoresponsabilizzazione e autogestione nei servizi culturali offerti), valorizzazione di Monza universitaria.
Su questi punti non ci resta che farci garanti intransigenti del rispetto del programma elettorale. Ma come al solito la sola garanzia rimane la mobilitazione dei cittadini e il loro permanente occhio vigile.

Il nostro impegno va, come sempre, in questa direzione.

Stefano Biffi
Marco Iannone
Candidati al Consiglio Comunale, nella lista FdS-Noi un’altra Monza

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ROBERTO SCANAGATTI SINDACO

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Documento sulla necessità di votare la sinistra alternativa – Un alternativa per questo paese


Il progetto politico della Federazione della Sinistra guarda alla costruzione di un polo politico della sinistra d’alternativa, capace di ritrovare la forza e l’autonomia per mettere in campo politiche che possano realmente influire sullo stato di cose presente e per soddisfare il bisogno di democrazia reale che in anni di Berlusconismo prima e di governo diretto degli interessi finanziari poi, è fortemente cresciuto tra i cittadini.

Oggi l’Italia è in preda al ricatto delle banche e delle borse. Tutte le dinamiche politiche sono a senso unico in direzione di un “interesse superiore” che inerisce più al profitto che al bene comune. In parlamento non c’è opposizione. PD, UDC, PdL, sono tutti piegati ai dicktat di BCE ed FMI. Il pareggio di bilancio è irraggiungibile e si configura come il pagamento di un danno che non è stato causato da noi. I tagli trasversali necessari a dare alle banche tutto ciò che richiedono significano abolizione dello stato sociale e aumento del costo della vita. Il ricatto della troika va anche oltre all’alleggerimento spietato della spesa pubblica: ci chiedono di rinunciare ai diritti del lavoro. E questo non è funzionale allo sviluppo, non porterà alla piena occupazione, ma è solo grasso che cola per aumentare i profitti. Nel frattempo le università sono al collasso e come soluzione propongono restrizioni dei numeri chiusi e aumento delle rette. Nell’attesa della promessa piena occupazione i licenziati di mezza età, la cui pensione sarà quantomai lontana non sapranno come tirare avanti con la famiglia. Mentre il treno della crisi porterà le sue ricchezze alle banche noi vedremo spegnersi tutte le conquiste sociali di questo mezzo secolo. Si sente l’esigenza di conoscere nuove pratiche.

Questa infatti non è politica, ma cieca obbedienza. L’Italia deve ritrovare la sua sovranità nazionale, possibilmente non per delegarla ai partiti, ma perchè su di essa influisca la volontà attiva delle persone che vivono questo paese. Serve partecipazione e spregiudicatezza. Un voto a sinistra è il solo voto utile, ma la sola garanzia è la mobilitazione dei cittadini e dei lavoratori, come ci insegnano le popolazioni della Val di Susa e il popolo del 31 marzo, sceso in piazza a Milano contro le politiche di questo governo.

E’ il momento di superare le sigle e i paradigmi del passato che condannano la sinistra e il sindacato alla subalternità dei sistemi politici costituiti ormai subalterni alle esigenze e alle logiche della finanza. Bisogna riappropriarci delle pratiche sindacali per avviare una lotta vera e immediata per la difesa dell’articolo 18 e l’abolizione della precarietà. Bisogna riappropriarci delle sedi istituzionali per battagliare contro queste politiche e conquistare margini per segnare altre vie.

Quale bene comune per il nostro paese? Rispetto della volontà popolare, posposizione dell’interesse economico all’interesse comune attraverso l’intervento dello stato sull’economia (nazionalizzazione delle banche, riconquista del diritto dell’Italia a stampare valuta), sostituire le costose grandi opere (tra cui le guerre), che danno profitto ai pochi con le tante piccole opere ad usufrutto dei più (ristrutturazione delle scuole, finanziamenti alla ricerca, all’università, alla sanità ai trsporti), abolizione della precarietà, rispetto della legalità da parte del potere economico e politico, riduzione degli stipendi di delegati istituzionali e dirigenti pubblici e aziendali, tutela dei territori, dell’ambiente e del patrimonio pubblico.

Stefano Biffi – Noi, un Altra Monza

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