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Italicum: una legge per pochi, un disastro per il Paese


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La nuova legge elettorale proposta da Renzi è la realizzazione delle prospettive istituzionali di Berlusconi: meno democrazia, bipolarismo senza dialettica, alternanza svuotata di contenuti.

Lo sbarramento all’8% consegna il Parlamento nelle mani di quei partiti già responsabili delle disastrose manovre degli ultimi anni. Non sarà rappresentata la volontà degli italiani ma solo le idee di PD, Forza Italia e 5 Stelle.
Il premio di maggioranza del 52-60% dei seggi legittima il governo di partiti di minoranza. Questa è la fine di ogni dialettica politica e apre a scenari molto pericolosi.

Di fatto i due partiti principali si alterneranno i ruoli di governo ed opposizione, in assenza di posizioni realmente critiche e alternative. Si riproporranno le politiche recessive dei governi delle larghe intese, fatte prima da PD, poi dal PdL.

Preoccupa che Renzi abbia scelto come interlocutore Berlusconi, ormai condannato in via definitiva, rendendolo nuovamente protagonista dello scenario politico. 
Il PD ha scelto Forza Italia. Berlusconi ha scelto Renzi.

Tu scegli qualcosa d’altro. Preparati a votare per un’alternativa!

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Democratici?


berlusconi-e-renziMa nessuno si è accorto del fatto che il nome Italicum richiama la strage di Bologna e la stagione delle bombe? Ok, non è il problema principale, ma il nominalismo ha la sua importanza. Comunque la nuova legge elettorale, approvata dalla strana coppia Pd-FI, ha questo infausto nome per indicare il suo scopo: garantire governabilità. Questo termine ormai diventato dogmatico nella dialettica politica italiana, ma risulta particolarmente odioso: i peggiori regimi totalitari, le più sanguinarie dittature, le più crudeli oppressioni politiche, si basavano tutte su una perfetta governabilità, e sul fatto che in un paese ci fosse una solida maggioranza politica in grado di fucilare gli scontenti. La legge Acerbo (A.K.A. “congegno infernale”), approvata dal parlamento nel 1923, assicurò un’enorme governabilità del paese da parte del Partito Nazionale Fascista: vogliamo riproporla? Pensateci: mai più Governi che cadono, mai più maggioranze traballanti, mai più larghe intese. Se si ammette che la governabilità è un valore in sé, allora si legittimano le peggiori porcate, purché diano un solido indirizzo politico. L’opinione dei cittadini? Sarà per la prossima volta, le presenti circostanze non consentono di ascoltarla.

E certo, per garantire la governabilità bisogna ridurre le voci critiche. A lungo, stamattina, ho sperato che l’8% come soglia di sbarramento fosse uno scherzo. Come si fa a definire democratica una robaccia del genere? Riduce il Parlamento a un bivacco di manipoli (dove l’ho già sentita questa?), annulla di fatto il peso delle opposizioni parlamentari, che si ridurranno ai soli 5 stelle, spinge i partiti a entrare in enormi coalizioni di prodiana memoria, per elemosinare un 5% e il relativo pugnetto di parlamentari. Una forza politica che accumuli il 7,5% non è minoritaria all’interno del paese, non può rimanere fuori dalle istituzioni. Quasi un voto su 10 non avrebbe rappresentanza (applicato alle elezioni del 2013, Italicum avrebbe dato rappresentanza al 53.2% dei cittadini). Di sicuro tutto ciò lascerà mani libere ai partiti maggiori, che si uniranno sui grandi temi per avversare un’opposizione svuotata e monocolore, escludendo dai processi decisionali ogni forza che rifiuti lo schema delle alleanze e dei compromessi.

Una considerazione, per chiudere. È paradossale che una legge del genere venga salutata come strumento per traghettare l’Italia verso la Terza Repubblica. Il puzzo di democristianità di Italicum dà la nausea. Una legge scritta a tavolino dagli esponenti dei due grandi partiti rivali, ma talmente rivali, che poi sul grande tema si sono messi perfettamente d’accordo. Il tentativo di ricostruire un sistema di grandi alleanze parlamentari forzate, che magari litighino, ma poi come le correnti della DC, siano unite nel fronteggiare il grande nemico all’opposizione. Sul cambiamento della qualità di quel nemico non vanno spese parole, più utile ricordare che, almeno, ai tempi c’era il proporzionale puro. Lo scudo crociato ritorna, temprato dalle larghe intese, e più cattivo che mai.

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