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Fermiamo l’aggressione israeliana, basta occupazione basta apartheid – PRESIDIO A MONZA 17 LUGLIO


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Presidio contro l’aggressione israeliana
Giovedì 17 luglio dalle 19.00 in Largo Mazzini, Monza

 

La Federazione della Brianza del Partito della Rifondazione Comunista aderisce con convinzione alla mobilitazione di Giovedì 17 luglio a Monza in solidarietà con il popolo palestinese ed è impegnata ad estendere la mobilitazione e a praticare la controinformazione permanente contro una stampa sempre più incapace di distinguere fra cause ed effetto, fra vittime e carnefici; si tace sulla rappresaglia contro la popolazione palestinese e sulla condizione di apartheid in cui da decenni i palestinesi sono costretti a vivere con la complicità di Italia e Unione Europea.

Massima e antica è dunque la nostra vicinanza al popolo palestinese colpito dall’ennesima criminale aggressione scatenata dallo stato di Israele.
Chiediamo il “cessate il fuoco”; perché si affermino i principi della pace e della convivenza. Partecipiamo e facciamo conoscere la campagna internazionale di boicottaggio, disinvestimento e sanzioni contro lo stato di Israele. Sosteniamo la pace, boicottiamo Israele. (www.bdsitalia.org)

La Segretaria del PRC di Monza e Brianza

Giovanna Capelli

 

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Saluto dei Giovani Comunisti Monza Brianza al Congresso dell’Associazione Nazionale di Amicizia Italia-Cuba Circolo Brianza “FABIO DI CELMO”


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Buonasera compagne e compagni, vi porto il saluto del Partito della Rifondazione Comunista di Monza e Brianza e dei Giovani Comunisti. Da qualche anno l’imperialismo statunitense ha rotto gli indugi ed è andato all’attacco di tutti i paesi in posizione strategica dal punto di vista economico-politico che ancora non sono sotto la sua influenza. Questo attacco ha portato a colpi di stato e tentativi di sovvertire governi stranieri, anche se eletti democraticamente. Gli esempi sono molti a partire dalle primavere arabe e subito dopo la Siria, l’Ucraina e il Venezuela socialista, già da tempo nel mirino degli USA. In questo contesto l’informazione borghese copre le responsabilità statunitensi e ci descrive rivolte e colpi di stato, spesso nazi-fascisti o di fondamentalismo islamico, come sollevazioni per la libertà e la democrazia. Le violenze vengono coperte e le uccisioni o l’uso di armi proibite viene sempre attribuito al regime considerato scomodo. Basti ricordare le armi chimiche di Assad, la copertura dei nazisti di Svoboda o la vergognosa manipolazione di immagini in Venezuela. L’ipocrisia dei benpensanti condanna la violenza solo in un senso e l’opinione pubblica non vede, o non vuol vedere, le responsabilità delle guerre civili e diventa complice, consapevole o meno, del progetto degli Stati Uniti contro paesi socialisti e altri che ancora non si piegano al loro giogo. Cuba rientra in questo contesto come il più antico e longevo baluardo di resistenza agli USA. Sotto attacco politico ed economico da oltre 50 anni, ha rappresentato e tuttora rappresenta il punto di rifermento delle rivoluzioni di ispirazione socialista e bolivariana del Sud America, come dimostra anche il recentissimo vertice della CELAC svoltosi proprio a l’Havana. In Italia 50 anni di disinformazione e di bloqueo hanno portato a un’immagine distorta e ideologizzata della situazione dell’isola, attaccata da quasi ogni organo di informazione nazionale con l’aiuto di dissidenti cubani al soldo del padrone nordamericano. Il nostro compito come comunisti è di riportare la verità riguardo a Cuba e difendere l’idea di un sistema economico e sociale diverso, anche rivendicando i risultati raggiunti dall’isola in tutti i settori, del sociale, medico, scolastico ecc. per migliorare la qualità della vita delle persone; il tutto nonostante l’embargo statunitense. Alla fine dello scorso anno, grazie all’attività della vostra associazione, tutte le organizzazioni comuniste del territorio sono riuscite ad attivarsi per organizzare un evento in difesa della rivoluzione cubana dai vili attacchi della controrivoluzionaria Yoani Sanchez, ospitata poco tempo prima in un teatro della nostra città. Noi Giovani Comunisti pensiamo che questo sia stato un evento importante per contrastare la disinformazione italiana che distorce l’immagine di Cuba. Inoltre speriamo che sia solo l’inizio di una fruttuosa collaborazione, con l’Associazione di amicizia Italia-Cuba e con i compagni degli altri partiti e associazioni, che oltre alla questione cubana possa allargarsi anche ad altri temi politici che tutti condividiamo e che possa aiutarci a mettere insieme le forze e unire le lotte, almeno a livello locale. Nella speranza di una continua collaborazione futura, vi porgiamo i migliori auguri per lo svolgimento del vostro congresso.

Hasta la victoria siempre.

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DOCUMENTO DEL IX CONGRESSO DI RIFONDAZIONE MONZA BRIANZA


L’assemblea congressuale approva la relazione del Segretario Uscente Stefano Forleo e lo ringrazia per il lavoro svolto in questi difficili anni.

L’attuale fase politica durante la quale si svolge il nonoCongresso della Federazione Provinciale di Monza e Brianza del Partito della Rifondazione Comunista è caratterizzata dall’incedere dei guasti provocati dalle politiche recessive e antipopolari del governo delle larghe intese Letta e dei suoi predecessori: deindustrializzazione del territorio della Brianza che si sta trasformando in un deserto produttivo che riguarda anche le piccole e medie attività e ciò comporta una disoccupazione dilagante e nessuna prospettiva per un numero crescente di lavoratori e lavoratrici confinati nel precariato senza prospettive e futuro.
Le politiche recessive stanno strangolando le amministrazioni comunali che sono costrette a ridurre l’offerta di servizi sia alle persone che alle imprese.
Questo quadro di sfiducia e di illegalità diffusa è un terreno fecondo per le organizzazioni criminali e fasciste. In questa situazione potenti gruppi di potere proiettano sul territorio brianzolo il sistema spartitorio che spesso ha trovato protagonisti sia nel centro destra, che ha governato per un ventennio la regione, sia nel centrosinistra.
In questo insieme di contraddizioni prende corpo il senso della presenza e dell’utilità del PRC.
Il PRC uscirà da questa crisi se avrà la capacità di mettersi in discussione e di elaborare un progetto autonomo, rilanciando a sinistra un percorso comune di conflittualità che possa coinvolgere movimenti ed associazioni che in Brianza lottano contro le infrastrutture inutili (Pedemontana), contro le mafie, contro il consumo di suolo, a favore di un’economia sostenibile, per il diritto alla casa, allo studio e al lavoro.
Il ruolo dei comunisti, anche nel nostro territorio, è di portare alla luce i conflitti e le contraddizioni del nostro sistema politico ed economico; lottare contro gli sfratti per una giustizia sociale di classe, contrastare i fenomeni di precariato per una reale democrazia sul posto di lavoro, difendere il territorio e l’ambiente per intaccare il potere speculativo.
Il suolo brianzolo è al 54% edificato: più della metà. Ogni metro quadro di terreno libero va difeso, non solo per il benessere dei cittadini ma per contrastare la speculazione edilizia che imperversa sulla Provincia.

La presenza elettorale del PRC in Brianza deve essere orientata ad una coerente rappresentanza delle nostre istanze, finalizzata alla valorizzazione del nostro progetto politico ed al suo radicamento.

Perché il Partito della Rifondazione Comunista possa svolgere un ruolo di catalizzatore del conflitto sociale è indispensabile che teoria e pratica si sostengano vicendevolmente con un solido sforzo organizzativo alla base.
Per questo risulta indispensabile l’organizzazione di una Scuola di formazione politica permanente che si ponga l’obiettivo di affrontare i nodi teorici evidenziati dalla fase attuale con lo scopo di fornire ai militanti gli strumenti di comprensione e organizzazione del conflitto sociale.

Sul piano territoriale, affinché la nostra azione sia mirata ed efficace, è utile che i circoli monitorino le situazioni di criticità sui propri territori e che intervengano su di esse dialogando con la federazione per rendere più omogeneo e visibile all’esterno l’agire politico del partito. La condivisione delle esperienze e l’elaborazione di una strategia comune è necessaria per permettere al Partito di essere incisivo all’interno delle lotte presenti e future. Non potendo più contare su un diffuso consenso popolare è necessario essere presenti nei luoghi del conflitto in maniera organica ma determinante.

Bisogna partire innanzitutto dalle lotte del mondo del lavoro: la precarietà si abbatte in primo luogo nelle pubbliche amministrazioni, evitando le esternalizzazioni e le privatizzazioni di settori strategici come acqua e rifiuti e più in generale i servizi pubblici quali trasporti, sanità, istruzione e cultura. Ogni Comune deve perseguire l’interesse collettivo, anche rimodulando i criteri di equità nella tassazione.

E’ necessario che il CPF torni ad essere il luogo di elaborazione politica per eccellenza e che il suo ruolo non sia ridotto a quello di “ente certificatore” delle proposte della segreteria.
Partendo da questa proposta e preso atto che nella provincia sono presenti molti compagni e compagne che potrebbero portare nuove energie all’interno del partito ma che al momento si trovano isolati, è opportuno che si formino dei dipartimenti tematici in seno al CPF che siano in grado di analizzare ed elaborare iniziative politiche territoriali.
Fondamentale sarà il supporto dei circoli, che potranno interagire con altri compagni estendendo lotte e inchieste del territorio ad un livello più ampio.

In tale contesto il ruolo dei delegati sindacali iscritti al PRC è utile al Partito nella misura in cui possono aiutare le compagne e i compagni nella comprensione delle contraddizioni sul territorio in modo da rendere tempestiva la presenza del partito all’interno delle lotte.

Pensando all’immediato futuro è necessario anche valutare le opportunità di autofinanziamento che consentano al partito di mantenersi in vita. A questo scopo sarebbe necessario rilanciare la festa provinciale di Partito senza trascurare le feste che negli anni passati hanno dimostrato di essere in attivo.

APPROVATO A MAGGIORANZA DAI DELEGATI E DALLE DELEGATEostenda-6_600

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