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IL PRC CON SAVERIO FERRARI CONTRO LE MINACCE


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Si ripetono e si aggravano le tremende minacce contro Saverio Ferrari, un instancabile militante antifascista, capace di approfondire non solo a parole la lotta antifascista, smascherando con puntualità le connessioni che il presente ha con il passato remoto e prossimo delle vicende della destra italiana e internazionale.

Il suo antifascismo insomma non si nutre solo di memoria e di ricostruzione storica, ma testimonia in modo diretto e senza veli le connessioni e il ruolo che le destre e le loro articolazioni svolgono nello scontro politico e di classe in Italia all’epoca dei due Matteo, della austerità imposta dalla Troika e, grande scandalo per qualcuno, spinge a collegare sempre denuncia a mobilitazione e lancia un allarme forte per non rimuovere il dato di fatto che le nuove destre stanno tentando un radicamento capillare e dentro la emergenza epocale dei profughi e degli immigrati, seminando razzismo e intolleranza.

Siamo dunque a fianco di SAVERIO FERRARI sapendo che la miglior risposta è la presa di parola, la denuncia e la connessione dei soggetti che fanno antifascismo.

Un abbraccio forte a SAVERIO FERRARI
Federazione Monza e Brianza del Partito della Rifondazione Comunista

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Maroni a Monza: no grazie! (Comunicato PRC Monza)


Riceviamo e pubblichiamo il comunicato del circolo PRC “Peppino Impastato” di Monza.

Maroni incontra gli industriali della Brianza: smascheriamo le connivenze e le finte contrapposizioni.

Maroni con Zaia e Toti, governatori della Lega Nord e suoi alleati, sono in prima fila nella campagna razzista contro i richiedenti asilo e i migranti che fuggono da guerre generate e alimentate anche dalla Lega Nord quando era al governo nazionale.
Maroni ha ratificato i trattati di Maastricht e di Lisbona con i quali banche e finanza espropriano i governi nazionali del diritto di scegliere le proprie politiche economiche e sociali.
Maroni vorrebbe svendere il patrimonio pubblico di alloggi popolari con la nuova legge 27/2015 in discussione in Regione Lombardia, oltretutto affidando la gestione di una parte essi ad associazioni compiacenti.
Lo stesso Maroni che in Regione Lombardia aumenta il finanziamento alle scuole private e taglia i fondi per l’assistenza sociale.
Sono queste le ricette che Maroni propone come modello per la Lombardia.

Il Partito della Rifondazione Comunista si oppone alle politiche neoliberiste di Maroni, della Confindustria e del governo Renzi contro i tagli all’assistenza sociale, alla scuola pubblica e ai diritti delle lavoratrici e dei lavoratori.

Monza, 21/06/2015

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Monza, approvata la mozione antifascista


 

Finalmente, dopo un lungo percorso, è stata approvata a larghissima maggioranza dal consiglio comunale di Monza la mozione antifascista nata dalla collaborazione tra Rifondazione, Giovani Comunisti, Anpi, Aned, partiti della sinistra Monzese (SEL, PCL, PdCI) e svariate altre realtà politiche e associative del territorio.
L’approvazione del testo è un passo fondamentale per la battaglia contro il neofascismo, ma non sufficiente.
Per mantenere alta la bandiera dell’antifascismo è necessario non abbassare la guardia e continuare una perseverante e instancabile militanza nelle piazze, nelle scuole e nei posti di lavoro.

“Su queste strade se vorrai tornare
ai nostri posti ci ritroverai
morti e vivi collo stesso impegno
popolo serrato intorno al monumento
che si chiama
ora e sempre
RESISTENZA”

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La Resistenza non è finita!


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Storicamente, in concomitanza di crisi economiche e culturali, la barbarie fascista tenta di riaffiorare dal pantano in cui è stata relegata dalla storia. Oggi più che mai è necessario riaffermare quei valori che hanno spinto uomini e donne a combattere i regimi nazifascisti, sovente sacrificando la loro giovane vita, al fine di conquistare la libertà. 

Vietato abbassare la guardia! 

Il morbo fascista non è stato definitivamente debellato il 25 Aprile 1945, ma continua a serpeggiare nella nostra società in declino. Gli antifascisti e i democratici non possono più permettersi di limitare la lotta antifascista a sporadiche iniziative culturali, occorre scendere in campo con decisione. In quest’ottica noi Giovani Comunisti abbiamo dato primogenitura alla decisa proposta di vietare ai neofascisti l’utilizzo di strutture e spazi pubblici per propagandare idee in antitesi con la Costituzione antifascista tramite modifica del Regolamento Comunale del Comune di Monza.

Mesi dopo la presentazione della nostra proposta, approdata in Consiglio Comunale grazie ad un lungo percorso condiviso con ANPI, ANED e altre forze democratiche, siamo ancora in attesa che la mozione venga discussa e approvata. Ma, contrariamente a certe forze sedicenti democratiche che si mostrano immobili, noi non intendiamo rimanere indifferenti alle attività e alle provocazioni delle organizzazioni neofasciste nell’attesa che il lungo iter burocratico arrivi a compimento.

Numerosi sono gli impegni: in questa ottica sarà fondamentale la massima partecipazione alle iniziative che si terranno in ogni comune la mattina di Venerdì 25 aprile, al nostro spezzone (davanti Planetario di Palestro) nella grande manifestazione nazionale di Milano che partirà sempre il 25 alle ore 14 da Corso Venezia angolo Via Serbelloni per terminare come è tradizione in piazza Duomo e inoltre alla manifestazione antifascista indetta per martedì 29 aprile (concentramento alle ore 19 in piazza Oberdan) contro il corteo delle organizzazioni nazifasciste vergognosamente permesso dal Prefetto e dal Questore.

GIOVANI COMUNISTI MONZA E BRIANZA

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ELEZIONI EUROPEE 2014 – Brianza per Tsipras


Pubblichiamo l’appello per l’adesione al comitato brianzolo a sostegno della lista L’Altra Europa con Tsipras

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Siamo attivisti, elettori e militanti brianzoli di sinistra. Abbiamo raccolto lʼappello lanciato per la creazione, in occasione delle imminenti elezioni europee, di una lista unitaria di sinistra che appoggi Alexis Tsipras, presidente del partito greco SY.RIZ.A. e candidato della Sinistra Europea alla presidenza della Commissione.

La democrazia è messa allʼangolo
 in Europa, dove l’economia è governata dalla Banca Centrale e non dagli organi elettivi.
Vogliamo ridisegnare un’Altra Europa, che si basi su unʼunione politica e rappresentativa reale, e gettare le basi in Italia per un’alternativa politica di sinistra competente, onesta, concreta.

Il neoliberismo ha fallito.
 Le politiche di austerity stanno minando le conquiste di decenni di lotte sociali. Abbiamo sotto gli occhi la situazione greca, dove lo stesso FMI ha ammesso che la Troika ha strangolato l’economia e messo in ginocchio un paese.
Dobbiamo invertire la rotta dell’Unione Europa, ridiscutere Fiscal Compact e debito pubblico, riprenderci la sovranità monetaria in Europa, riportare l’uguaglianza al centro del dibattito politico e ripensare lo sviluppo attraverso un Green new deal europeo.

Siamo stretti in una morsa.
 Da un lato il neoliberismo che porta la crisi del welfare e dell’Europa sociale, dall’altro il populismo anti euro che sfocia nel nazionalismo e nel neofascismo. I partiti socialdemocratici non hanno saputo proporre unʼalternativa.
Serve una terza via che riparta dall’Europa di Altiero Spinelli, dalla Grecia di Syriza, dai social forum europei e mondiali.

La sinistra italiana
 degli ultimi anni si è sempre divisa per personalismo e tatticismo.
Vogliamo ricostruire un percorso unitario e coerente. Aperto al dialogo, partecipato e democratico, con ambizioni di governo e proposte coraggiose.

La Brianza è una terra ricca di esperienze associative, ambientaliste, culturali e solidali che non possono restare isolate. La nostra provincia ha bisogno di una politica di sinistra e di ambientalismo: pensiamo al mondo del lavoro, devastato dalla crisi delle aziende, e alla nostra terra devastata da cementificazione e inquinamento.

Ci rivolgiamo a chi è scoraggiato, chiedendo di crederci ancora una volta e a chi è impegnato nella cultura, nel mondo del lavoro o nell’ambientalismo, chiedendo di portare il suo contributo per rinnovare una politica stanca e autoreferenziale.
Ci rivolgiamo a chi ancora sta lottando in un partito o nei movimenti, chiedendo di farlo insieme, in un percorso condiviso. Il successo di questo progetto dipende da tutti noi e dalla nostra capacità di mobilitarci nei vari territori, a partire dalla Brianza.

Per adesioni inviare una mail (indicando nome e cognome) a rossana_curra@yahoo.it

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CON I LAVORATORI E LE LAVORATRICI DI ALCATEL-LUCENT


Contro l’ennesimo piano di licenziamenti e dismissioni

 

Rifondazione Comunista è con le ragioni e le giuste rivendicazioni dei lavoratori/lavoratrici di Alcatel-Lucent che chiedono il ritiro di tale pesante piano di dismissione e licenziamenti che comporta 5870 tagli per l’Europa e 586 esuberi per la sola Italia.

Alcatel-Lucent, multinazionale franco – americana presente in Italia con numerosi sedi e oltre 2000 dipendenti, ha annunciato, il giorno 8 Ottobre a Parigi, alla riunione plenaria dell’ECID, un taglio di 15.000 lavoratori e lavoratrici. Tutto questo entro la fine 2015.

I dati ed i numeri di questo ulteriore pesante piano di ristrutturazione e dismissione sono impressionanti.

5870 tagli annunciati per l’Europa, 586 esuberi per la sola Italia

«   L’azienda ha deciso di disinvestire massicciamente in Italia sia sulle attività di R&D, sia sulle attività e servizi di supporto ad essa correlate, sia sulle funzioni centrali. Le dimensioni dei tagli e delle cancellazioni di attività presentate per il nostro paese è enorme e senza precedenti e rappresenterebbe la volontà, da parte della multinazionale, di un completo abbandono e dismissione di Alcatel-Lucent dal nostro paese.   »

Rifondazione Comunista è con le ragioni e le giuste rivendicazioni dei lavoratori/lavoratrici di Alcatel-Lucent che chiedono il ritiro di tale pesante piano di dismissione e licenziamenti.

Rifondazione Comunista è attenta e partecipe nel sostenere tutte le lotte ed iniziative nel comune intento di difendere il lavoro, la dignità del lavoro, le competenze e le professionalità e la presenza industriale di  un settore strategico per il nostro paese.

  • L’intero territorio nazionale, in tutti i suoi comparti produttivi, si sta trasformando velocemente in un deserto produttivo. In Brianza sono 3.000 gli esodati truffati dalle scelte governative, 6.400 i posti di lavoro persi nel 2012 (per la prima volta in Brianza abbiamo un saldo negativo tra assunzioni e licenziamenti) 10.000 i lavoratori in cassa integrazione con il proprio posto di lavoro a rischio, raddoppio dei fallimenti.
  • La disoccupazione aumenta e chi mantiene il posto di lavoro spesso ha un reddito ridotto dal pesante ricorso alla cassa integrazione.
  • Nei prossimi mesi finiranno i soldi per gli ammortizzatori sociali e per molti lavoratori l’unica prospettiva è il licenziamento. Da parte del governo non viene intrapresa nessuna seria iniziativa di politica industriale.
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Rifondazione Comunista (Monza e Brianza)

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