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LETTERA DI SOLIDARIETA’ AL PRESIDENTE CHAVEZ


Alla Sezione Italiana della Joventud del Partido Socialista Unido de Venezuela
Al Presidente e al popolo Venezuelano,
Ai solidali e ai lavoratori d’Italia,
 

Lo scorso ottobre il popolo venezuelano è stato chiamato al voto per le elezioni presidenziali ed ha scelto di proseguire il cammino della rivoluzione bolivariana guidata dal PSUV, dal Grande Polo Patriottico e del presidente Hugo Chavez. Il 10 gennaio Chavez assumerà nuovamente le funzioni di presidente. L’opposizione capitalista e filoamericana del Venezuela punta a destabilizzare il paese e il governo – democraticamente eletto – attraverso uno sciopero nazionale. Condannando pienamente quest’iniziativa, riteniamo di non commentare ulteriormente l’indegna strumentalizzazione operata sulle condizioni di salute del Comandante Chavez da parte di un’opposizione senza scrupoli e senza più risorse. Dichiariamo invece una nostra convinzione, profondamente legittimata da numerosi precedenti nella storia Venezuelana: il popolo del Venezuela è ormai convintamente instradato sulla strada del socialismo il debole consenso delle opposizioni liberali determinerà il fallimento di ogni azione controrivoluzionaria. E’ fallito il tentato colpo di stato del 2002. E’ fallito l’intento del referendum popolare sulla destituzione di Chavez del 2004. Sono falliti gli altri “scioperi” e le serrate padronali. L’opposizione ha perso innumerevoli confronti elettorali, da ultima la corsa per la Presidenza dello Stato di Miranda, nonostante l’assenza sul territorio nazionale del Comandante Chavez e il silenzio del suo passionale carisma. L’opposizione infatti è sconfitta quotidianamente di fronte ai successi sociali della Rivoluzione Bolivariana, alla sanità portata nei quartieri e nelle foreste, all’istruzione, ai diritti del lavoro, alla crescente occupazione, alla fruttuosa gestione pubblica delle risorse  territoriali e del sistema produttivo, alla drastica riduzione della povertà, all’investitura del popolo come unico detentore del Potere.
Portiamo nuovamente il nostro sostegno al governo venezuelano, condannando ogni tentativo di controrivoluzione che l’imperialismo e il capitale cercheranno di opporre alla più importante esperienza socialista del XXI secolo. Ci uniamo infine idealmente alla grande manifestazione annunciata per il 10 gennaio a sostegno del Presidente.

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Giovani Comunisti Monza e Brianza – Partito della Rifondazione Comunista

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PER UNA “RIVOLUZIONE CIVILE”


La nascita del movimento “Rivoluzione Civile” che vede Ingroia candidato premier segna una svolta nel panorama politico italiano.

“Rivoluzione Civile” non è il quarto polo ma è l’unica e vera alternativa ai primi “tre poli”: PD, PDL e UDC. Oggi fingono di litigare tra loro, ma per un anno hanno sostenuto il governo Monti e votato la riforma dell’articolo 18, il Fiscal compact, la riforma Fornero, l’aumento dell’IVA, l’introduzione dell’IMU e molte altre misure che di fatto hanno penalizzato la fascia più povera della popolazione e che hanno avviato la fase di destrutturazione dello stato sociale.

“Rivoluzione Civile” è il punto di arrivo di un percorso lungo e complicato che ha saputo coniugare la richiesta di unità delle forze di sinistra, la volontà di costruire un’alternativa alle politiche economiche del governo Monti, la ricerca di una rappresentanza da parte della società civile.

Tra i principali artefici di “Rivoluzione Civile” ci sono Rifondazione Comunista e l’appello di #CambiareSiPuò, formato da intellettuali ed esponenti di vari percorsi di lotta, tra cui esponenti FIOM e rappresentanti del mondo del lavoro, esponenti dei comitati referendari per l’acqua pubblica, esponenti del pacifismo, dell’ambientalismo e dell’economia etica, nonchè da numerosi esponenti e militanti di Rifondazione. Cambiare si può ha fornito e confermato, con una consultazione telematica tra tutti gli aderenti, il suo contributo per la campagna elettorale, mettendo a disposizione tutte le sue competenze e le sue capacità organizzative.

Il programma elaborato da #CambiareSiPuò e poi recepito da “Rivoluzione Civile” è marcatamente di sinistra e in netta discontinuità con le scelte operate dal governo Monti.

Alla richiesta di austerità si risponde con la volontà di rilanciare l’economia puntando sul rispetto dell’ambiente, sulla vita delle persone, sui diritti dei lavoratori e sulla salute dei cittadini.

Alla volontà di sottomettere la politica economica Europea ai mercati si risponde con la richiesta di un’Unione Europea indipendente dai poteri forti.

Nel programma non mancano inoltre i riferimenti alla mafia e alla corruzione, alla laicità dello stato e ad una richiesta di maggiore democrazia nei luoghi di lavoro, trasparenza nella gestione della cosa pubblica, lotta alla precarietà, NO alle grandi opere, alla TAV, alle missioni militari.

Tutti temi che hanno caratterizzato le lotte di Rifondazione Comunista in questi ultimi anni. Ricordiamo le campagne per l’acqua pubblica e il no al nucleare fino ad arrivare alla recente raccolta firme per il ripristino dell’articolo 18 e l’abolizione della riforma Fornero. Ricordiamo l’impegno costante dei militanti nella lotta alla mafia, all’interno del movimento NoTav fino alle Brigate di Solidarietà Attive che hanno aiutato i terremotati e gli alluvionati.

I partiti che appoggiano il progetto di “Rivoluzione Civile” hanno scelto di non presentare i propri simboli, per confluire in una lista unica composta esponenti che si sono contraddistinti nell’analisi culturale e sociale, nella progettualità e nella costruzione del un cambiamento, nelle lotte per il lavoro, l’ambiente, la pace e i diritti, nella lotta senza quartiere alla mafia, indipendente dal fatto che il loro operato fosse stato portato avanti all’interno di un partito o nella società civile e nei movimenti.

“Rivoluzione Civile” è quindi il punto di arrivo di un progetto unitario, fortemente voluto da Rifondazione, che si pone come obbiettivo quello di uscire da questa crisi a Sinistra.

Finalmente il nostro appello all’unità è stato raccolto da uno spettro eterogeneo e plurale di soggetti fortemente coesi negli intenti.

Ora non resta che portare a termine la nostra “Rivoluzione Civile”!

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PER UN ALTRA LOMBARDIA


Dopo 20 anni di malgoverno lombardo guidato dalla cricca ciellina che ha supportato Formigoni finalmente si presenta una vera possibilità di cambiamento.

Il primo passo verso un’altra Lombardia è stato fatto sabato 15 dicembre quando tutte le forze del centro sinistra unite hanno dato la possibilità ai cittadini lombardi di scegliere il candidato che guiderà la coalizione alle prossime elezioni regionali.

Da parte nostra, come RivoltiaMonza, in linea con le scelte del Partito della Rifondazione Comunista, abbiamo sostenuto fin da subito Andrea Di Stefano e i 35000 voti raccolti in tutta la Lombardia indicano che il cammino intrapreso è quello giusto.

Sebbene il candidato centrista, sostenuto dagli apparati di PD e SEL, Ambrosoli, sarà il futuro leader della coalizione “del Patto Civico”, il buon risultato ottenuto da Di Stefano tra il popolo del centrosinistra mostra che quando a sinistra del PD c’è un’alternativa chiara e credibile, espressa da un candidato con un alto livello di formazione economica e politica e capace di analizzare e incidere sulla realtà, è possibile ottenere dei risultati significativi e raccogliere su contenuti radicali i consensi altrimenti ceduti a un centrosinistra moderato e poco incisivo.

La lista di Di Stefano si farà carico non solo della sconfitta delle destre supportando il candidato presidente del centrosinistra Ambrosoli, ma soprattutto delle istanze di rinnovamento che rientrano nella tradizione di sinistra e che, dopo vent’anni di dittatura formigoniana, rappresentano la sola garanzia di cambiamento vero.

Il programma di Andrea Di Stefano segue una linea che in questi anni Rifondazione Comunista ha contribuito a costruire e sviluppare. Una linea che si propone di migliorare la qualità di vita dei cittadini pensando ad essi non come singolarità ma come parte integrante della comunità.

Per questo motivo tra i temi toccati c’è la richiesta di porre un freno al consumo di territorio; l’efficienza energetica; la mobilità sostenibile tramite un trasporto pubblico, economico e di qualità; politiche di redistribuzione del reddito e di supporto al sistema produttivo; l’abolizione del ”buono scuola” formigoniano, ch’è una forma mascherata di finanziamento alle scuole private, per garantire invece realmente il diritto universale a un’istruzione pubblica anche attraverso forme di reddito indiretto (ad esempio riducendo il costo dei trasposti per i giovani); una revisione del sistema sanitario che deve essere sottratto alle smanie speculative dei privati e alla gestione corrotta degli uomini di CL.

La formazione delle liste ha seguito un percorso inclusivo tra le realtà di sinistra e la società civile. Salutiamo con entusiasmo la candidatura nella provincia di Monza e Brianza nella lista di Andrea Di Stefano del compagno Marcello Silva, espressione del circolo RivoltiaMonza che ci impegniamo fin da ora a sostenere.

Il 24 e 25 febbraio sarà l’occasione per interrompere una maledizione che dura da vent’anni.

L’alternativa finalmente c’è e si vede.

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OCCUPARE IL PRESENTE, COSTRUIRE IL FUTURO: FRISI OCCUPATO


“Un’alternativa è possibile!” ci dicono gli studenti del Frisi con le parole del loro comunicato, che pubblichiamo qui di seguito, e con l’azione, la recente occupazione della loro scuola. E’ confortante vedere che la maggioranza degli studenti sia impegnata non solo nell’analisi e nell’approfondimento politico culturale, ma anche nella denuncia degli effetti distruttivi delle politiche di questo governo, voluto e sostenuto da centrodestra e centrosinistra, da PD e PdL, sul diritto allo studio, sulla qualità dell’istruzione, sulla realtà materiale che gli studenti vivono ogni giorno nella loro scuola. Il merito di quanto è stato costruito il 13 dicembre dagli studenti del Collettivo Politico Frisi è duplice: da un lato la forza delle loro denunce, cioè la volontà di incidere seriamente sulla realtà, dall’altro la qualità della loro proposta. La forza si è manifestata con un’azione collettiva, rappresentativa e rivendicata dalla maggior parte del corpo studentesco, pronta a sfidare in nome di un obiettivo comune e dell’interesse di tutti le norme, i dubbi, le paure che chi ci governa (a ogni livello: dai presidi ai presidenti) non esita a scuotere minacciosamente in faccia a chi cerca di cambiare le cose. La qualità della proposta ha saputo inoltre sfatare i pregiudizi sulle “occupazioni” restituendo a questa pratica un forte significato politico e ha dimostrato che la nostra generazione è ancora munifica di elaborazione, di idee, di proposte e di volontà di realizzarle, nella speranza di poter fare meglio di chi ci ha – disastrosamente – preceduto.

I Giovani Comunisti di Monza non possono che appoggiare azioni di questo genere, condividendone appieno le rivendicazioni, le finalità e i modi di azione. Ringraziamo i compagni del Frisi e i compagni dello Zucchi, che hanno acceso per primi la scintilla delle occupazioni studentesche monzesi. Speriamo che questa scintilla non smetta di attecchire. Invitiamo anzi tutti gli studenti e in primis coloro che militano nei collettivi studenteschi e i Giovani Comunisti che frequentano le scuole a proseguire il lavoro intrapreso, a rilanciare le loro rivendicazioni e a lavorare per generalizzare il conflitto. Infatti chi oggi parla di austerità e spending review per farsi vanto di aver salvato l’Italia dal fallimento, non solo sta distruggendo la scuola pubblica, ma sta smantellando l’intero stato sociale. Non solo sta cancellando i diritti degli studenti, ma anche quelli dei lavoratori. Non solo sta negando la possibilità per la gente comune di accedere ai livelli più alti dell’istruzione, ma anche ai servizi basilari del trasporto pubblico e del servizio sanitario nazionale. Gli effetti di queste politiche sono la recessione economica, il nostro impoverimento, il peggioramento reale della qualità della nostra vita. Chiamano tutto questo “sacrifici”, perchè a noi tutto questo sembri ineluttabile, eppure dopo oltre un anno di queste politiche non si vede un miglioramento reale delle condizioni dell’economia, del debito pubblico, del bilancio. La ricchezza sottrattaci la stanno infatti impiegando per pagare interessi sempre più ampi alle banche, sotto la minaccia costante dello spread e dei reting. Contro un attacco frontale che agisce compattamente su tanti aspetti della nostra esistenza, serve una risposta compatta che rivendichi la priorità dell’interesse comune in ogni ambito della sfera pubblica e del dibattito politico e che sappia unire i corpi sociali attivi ciascuno nella propria lotta. Contiamo che la lotta degli studenti si contamini con le sensibilità di chi oggi difende il territorio dalle speculazioni, di chi difende il lavoro dalla precarietà, di chi chiunque cerchi di prospettare uno scenario alternativo.

Avanti così!

GIOVANI COMUNISTI MONZA e BRIANZA – RivoltiaMonza

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OCCUPARE IL PRESENTE, COSTRUIRE IL FUTURO

13 dicembre 2012, il liceo scientifico Paolo Frisi è occupato.
In opposizione alle usuali critiche di pochi soggetti, gli studenti frisini hanno espresso chiaro sostegno all’occupazione mediante una votazione democratica con 639 studenti favorevoli a fronte di 137 astenuti.
Forti di un processo informativo che ha conseguito un enorme supporto della collettività, l’occupazione ha confermato la possibilità di proporre una protesta che fosse realmente costruttiva. La giusta indignazione degli studenti è stata incanalata in una giornata segnata positivamente da numerose possibilità di confronto, di studio e di sensibilizzazione su temi politici, storici e civili, brutalmente evitati nella programmazione scolastica quotidiana.
Conferenze su situazione politica, economica e Costituzione, dibattiti di attualità e caffè filosofici, ripetizioni di svariate materie scolastiche, laboratori di ristrutturazione e assemblee plenarie ne sono fervidi esempi.
Straordinaria la partecipazione, stimata in più di 500 frisini, esemplare la grande prova di democrazia diretta espressa nelle giornata attraverso assemblee plenarie nelle quali la collettività ha potuto decidere e deliberare circa i punti fondamentali dell’occupazione.
Garantito il diritto di partecipare alle lezioni anche ai rari studenti presenti in disaccordo con la modalità di protesta, ci sentiamo in grado di esprimere un’immensa soddisfazione per la riuscita di un evento letteralmente impensabile nella realtà frisina
La protesta ha avuto un’enorme eco mediatica, è penetrata in ogni strato di popolazione ed è riuscita a raggiungere i piani alti del potere amministrativo e politico.
Il messaggio lanciato con l’occupazione è un grido di speranza di studenti che progressivamente vedono venir meno diritti garantiti dalla Costituzione.
L’occupazione è stata il culmine di un lungo lavoro di ricerca delle cause che hanno portato il nostro liceo e la nostra società in una situazione precaria nonché un laboratorio di possibili soluzioni per arginare il declino.
Aggiunte a misure dei miopi governi che si sono succeduti negli anni, culminate nell’austerity di stampo montiano e sostenute dalla maggioranza delle forze presenti in parlamento, sono presenti problematiche relative al nostro liceo.
La struttura che quotidianamente ospita le lezioni versa in condizioni fatiscenti. Finestre a ghigliottina fuori norma, soggette a spifferi e poco economiche in termini energetici, innumerevoli falle nei muri, laboratori fuori norma, temperature al di sotto del limite di legge in alcune aule ma addirittura eccessive in altre e una palestra su due resa inagibile dalla pavimentazione in progressivo deterioramento. La manutenzione degli edifici scolastici superiori è cura della nuova provincia di Monza Brianza, nel bilancio del 2011 venne inserito un investimento di 2.300.000 euro per la nostra scuola, cancellato poi causa contenziosi con la provincia di Milano e in seguito ad una scelta di priorità da parte dell’amministrazione.
Come se non fosse abbastanza, dall’inizio del corrente anno scolastico la scuola ha un’altra grave assenza: la biblioteca. Un regalo del governo Monti, così come il taglio del fondo per il MOF, l’ennesimo finanziamento all’istruzione privata e l’esenzione IMU agli istituti privati.
Oltre a immensi risultati nel campo della responsabilizzazione, della sensibilizzazione e delle protesta, l’occupazione ha avuto come conseguenza l’ottenimento di incontri con le istituzioni.
Il 14 dicembre abbiamo avuto la visita di una rappresentanza comunale, composta dal sindaco Scanagatti e dall’assessore all’istruzione Montalbano, nonché di una rappresentanza provinciale, costituita dall’onorevole Meroni assessore all’edilizia scolastica, al demanio e al patrimonio.
I primi, coscienti che l’amministrazione comunale non ha voce in capitolo circa la ristrutturazione delle scuole superiori, hanno espresso sentita vicinanza e offerto una possibilità di dialogo con il corpo studentesco, seppur rappresentanti di una forza politica che durante l’esperienza del governo Monti ha sottoscritto politiche contrarie a rivendicazioni portate anche in sede di occupazione.
Dal secondo colloquio invece è emerso che nelle priorità decise dalla provincia per l’anno precedente non figurava la scuola e i fondi disponibili sono stati utilizzati in gran parte per lo svincolo del Malcantone, la metrotramvia in collegamento con Milano e la sistemazione della sede provinciale. Della messa a norma o della ristrutturazione ordinaria e straordinaria degli edifici scolastici non c’è traccia nel bilancio.

Una civiltà che non investe nella scuola pubblica, fabbrica dei futuri cittadini, è destinata a perire.

A fronte di un governo nazionale formato da forze politiche che sovente gridano alla salvezza dell’Italia e offrono illusorie soluzione ai cittadini e di un’amministrazione provinciale impegnata in politiche affaristiche e ideologiche, abbiamo dimostrato, mettendoci in gioco, che un’alternativa è possibile.

Non ci scoraggeremo e continueremo la lotta, noi siamo il futuro.

Collettivo Politico Frisi

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2 giugno – Spalare, non sfilare!


 

 

Rifondazione comunista ha attivato una cassa di resistenza a favore delle famiglie colpite dal terremoto; i versamenti potranno essere effettuati sul conto corrente:

Partito della Rifondazione comunista – Comitato regionale Emilia Romagna, Via Menganti 8 – 40133 Bologna

IBAN: IT 06 L 02008 12932 000003118146 causale: cassa resistenza terremoto.

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VITTORIA!


Il candidato Scanagatti sostenuto da Partito Democratico, Lista Città Persone, Italia dei Valori, Sinistra Ecologia Libertà, Federazione della Sinistra ed Ecologisti Moderati è il nuovo sindaco di Monza con il 63% dei consensi.

Ha vinto una proposta alternativa e costruita con la partecipazione dei cittadini. Ha vinto la necessità di metter fine al governo delle destre platealmente rivolto agli interessi economici e di potere dei pochi, privo di ogni riguardo verso i problemi dei cittadini, incapace di sostenere una buona amministrazione della città. La volontà di cambiare, incarnata da una coalizione con un’appartenenza politica chiara e coerente coi valori espressi, anche nelle scelte di indipendenza operate al secondo turno, ha prevalso largamente sul tradizionale conservatorismo della città e si è fatta strada nel sentimento di sfiducia verso la politica e i partiti che domina lo scenario politico odierno.

ROBERTO SCANAGATTI

E’

SINDACO DI MONZA

 

Per visualizzare i risultati del primo e secondo turno clicca qui.

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I COSTI DELLA POLITICA


La Federazione della Sinistra autofinanzia completamente la sua attività. Il 12 maggio 2012 i compagni di Monza, della Brianza e del Lecchese hanno organizzato un pullman per supportare numericamente la manifestazione nazionale della Sinistra contro il governo Monti. Per consentire la partecipazione a studenti, precari, cassintegrati e disoccupati la federazione provinciale del PRC di Monza e Brianza ha offerto un fondo di sostegno, che ha consentito di ridurre il costo pro capite per il pullman a 20€. Scopo della cena è ripagare queste spese per consentire lo svolgimento della futura attività politica.

SOSTIENI IL NOSTRO PROGETTO! PRENOTA LA TUA CENA!

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Documento dell’FdS Monza sull’esito del voto e le prospettive future.


La Federazione della Sinistra di Monza non può nascondere la delusione per il risultato elettorale della lista Federazione della Sinistra – Noi un’Altra Monza, che ha raccolto solo l’1,51 a fronte di una media nazionale della FdS del 3%. Il responso degli elettori non paga la passione e le energie che in cinque anni il nostro  soggetto politico ha speso per difendere il patrimonio pubblico di Monza e la qualità della vita dei nostri concittadini, nonchè per ampliare il nostro progetto di un’alternativa per Monza alle idee e alle forze di nuove soggettività attive in città. Tuttavia il fatto che il popolo della sinistra abbia partecipato al fenomeno dell’astensionismo o si sia rivolto a liste moderate, ci costringe a rivalutare le modalità di relazione con la città e col suo tessuto sociale.

Inoltre in linea coi risultati nazionali, che dimostrano come nessun partito sia riuscito a prevalere riunificando sotto la propria bandiera il panorama politico a sinistra del PD, anche a Monza nel pronunciamento degli elettori si può individuare un forte appello all’unità della sinistra, per un soggetto insieme visibile e alternativo che riunisca i pregi e levighi i difetti delle realtà oggi in campo. Questo è il messaggio che gli elettori ci mandano per le prossime elezioni politiche.

Su tali questioni ragioneremo a partire dalla settimana prossima, poiché è ora invece il momento di capitalizzare quanto di buono è emerso dalla tornata elettorale del 6-7 maggio: la possibilità reale di sconfiggere le destre e realizzare il programma “Progetto per Monza” emerso dai Cantieri promossi dal candidato Scanagatti.

Sui rapporti con la coalizione ci teniamo a sottolineare come non fosse per nulla scontata, considerata l’ambiguità del panorama politico nazionale, la nostra partecipazione al centrosinistra. A Monza il candidato Scanagatti  ha messo in campo modalità estremamente democratiche per decidere il programma e la linea politica della coalizione, che ha saputo così divenire una casa accogliente per tutte le liste che vi hanno aderito. La Federazione della Sinistra ha portato una grossa mole di proposte per la nostra città [consultabili sui nostri siti www.federazionesinistramonza.blogspot.it  e www.rivoltiamonza.wordpress.com/elezioni-monza-2012/ ]. Alcune di queste sono rimaste a caratterizzare il programma della nostra lista, molte altre sono state invece condivise dalla coalizione e inserite con chiarezza nel programma. Riteniamo dunque che la prossima giunta abbia tutte le potenzialità per ben rappresentare la gran parte delle istanze che la Federazione della Sinistra ha fatto emergere in questi mesi, anche senza la nostra presenza in consiglio comunale. In considerazione di ciò rilanciamo un fortissimo appello ai nostri elettori e ai monzesi tutti, affinché domenica 20 e lunedì 21 maggio 2012 si rechino alle urne a votare ROBERTO SCANAGATTI SINDACO PER MONZA.

La nostra assenza dal Consiglio Comunale pone però un’ultima questione che vogliamo affrontare. L’assenza di una delegazione consigliare non ci esonera dal mandato affidatoci dai nostri 717 elettori. Se vinceremo, e ci crediamo massimamente, vigileremo con attenzione sull’attuazione del programma e non mancheremo di riportare alla coalizione e alla città le opportune considerazioni sulle modalità d’intervento della prossima giunta. Le nostre opinioni avranno i loro canali d’affermazione  sia attraverso la massima collaborazione con le forze elette della sinistra e del centrosinistra, sia al di fuori del palazzo comunale, attraverso il coinvolgimento attivo dei cittadini e delle fasce sociali che aspiriamo a rappresentare. In relazione a ciò, invitiamo ciascuno dei nostri 717 elettori a non tirarsi indietro e a promuovere, arricchire e influenzare il progetto in cui hanno creduto, supportandolo in prima persona con la propria attività e le proprie idee.

 

Federazione della Sinistra – Monza

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