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Venezuela, Nicolas Maduro: «Preparano il colpo di stato»


Maduro

Due morti, oltre 60 feriti (molti gravi) e 70 arre­sti. Que­sto il bilan­cio delle vio­lenze seguite alle mani­fe­sta­zioni stu­den­te­sche orga­niz­zate dall’opposizione vene­zue­lana gio­vedi a Cara­cas. A rimet­terci la vita, uno stu­dente di destra, Bas­sil Ale­jan­dro de Aco­sta, e un lea­der cha­vi­sta molto cono­sciuto nello sto­rico quar­tiere del 23 Enero, Juan Mon­toya, detto Juan­cho: uccisi entrambi con un colpo alla nuca. Un altro colpo ha rag­giunto alla pan­cia una ragazza che cer­cava di impe­dire l’assalto a Vtv, la tele­vi­sione di stato, e si è pen­sato a un terzo morto, ma dopo essere stata ope­rata la ragazza sem­bra fuori peri­colo. La ten­sione era alta già da qual­che giorno. In diversi stati del paese — Merida, Tru­jillo, Ara­gua e Cara­bobo — c’erano stati taf­fe­ru­gli e qual­che fermo, ma le mani­fe­sta­zioni nella capi­tale si erano svolte senza inci­denti fino a tarda sera. Poi, le vio­lenze, gli spari e i morti.

Le cami­cie rosse cha­vi­ste festeg­gia­vano la gior­nata della gio­ventù e i 200 anni di una sto­rica rivolta con­tro il colo­nia­li­smo spa­gnolo. I gio­vani di oppo­si­zione, che hanno sfi­lato die­tro le ban­diere della Mesa de la uni­dad demo­cra­tica (Mud) rispon­de­vano agli appelli delle ali più oltran­zi­ste dell’opposizione e dei gruppi impren­di­to­riali: per chie­dere «la salida», la par­tenza di Nico­las Maduro dalla pre­si­denza del Vene­zuela. In prima fila, volti noti del golpe del 2002, inten­tato con­tro l’allora pre­si­dente Hugo Chá­vez: Leo­poldo Lopez, Maria Corina Machado e Anto­nio Ledezma. Continua a leggere

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Chavez, amigo, el pueblo esta contigo!


Hugo Chavez

Il 9 Dicembre Hugo Chavez, Presidente del Venezuela, annuncia di dover affrontare un nuovo intervento a Cuba per combattere contro il tumore con cui convive da tempo.

La malattia di Chavez potrebbe degenerare a breve – come lui stesso ha ammesso – portando perciò, nel peggiore dei casi, alla nomina ad interim di Nicolas Maduro, oggi vice-presidente. Così prevede la Costituzione. Chavez inoltre ha dichiarato di augurarsi che Manduro si candidi alle prossime elezioni e sia eletto dal popolo venezuelano.

Il mandato di Chavez inizia nel 1998 quando il 56% degli elettori lo designano Presidente della Repubblica. Sopravvive nel 2002 ad un colpo di stato militare, organizzato dall’alta borghesia filo-statunitense, e vinto nel giro di tre giorni 3 giorni dalle forze militari rimaste fedeli alla Costituzione. Chavez viene rieletto nel 2006 con il 63% dei voti e conduce un’altra campagna elettorale vincente nel 2012 riuscendo a proseguire le politiche socialiste del proprio governo con più del 55% dei voti conquistati contro il liberale destroide Capriles, che partecipò al golpe del 2002. In totale ha vinto – in un quindicennio – 13 confronti elettorali, di cui alcuni erano referendum voluti sulla sua persona da parte dell’opposizione. Grazie alle modifiche costituzionali di Chavez, che in USA chiamano dittatore, è stata infatti istituita la revocabilità di ogni carica politica tramite referendum. Ma Chavez non è mai stato sfiduciato dal suo popolo.

Maduro è l’attuale Vice-presidente e per anni ha ricoperto il ruolo di Ministro degli esteri; rappresenta per molti osservatori, anche occidentali, la realizzazione del sogno socialista: da umile autista di autobus e fondatore dei primi sindacati a uomo politico amato dalla gente per la sua semplicità e affabilità.

Cosa succederà?

I più critici preannunciano la fine di un’era dominata dal populismo personalista del Presidente e il ritorno di un apparato democratico. Questa è chiaramente la versione distorta e impacchetta dai media privati o filoamericani. La realtà dei fatti è ben diversa: il tessuto sociale ha beneficiato delle politiche sociali del governo a prescindere dal “personalismo” di Chavez. L’UNESCO assicura l’eliminazione dell’analfabetismo. Grazie alla nazionalizzazione delle risorse strategiche come petrolio e sabbie bituminose, sottratte all’avidità delle multinazionali e dell’imperialismo economico statunitense, si è potuto metter fine all’emarginazione dei quartieri e dei territori più poveri con imponenti programmi sociali, strutture sanitarie, scolastiche e abitative. La disoccupazione è scesa da 14,4% del 1999 al 7,6% del 2011, la povertà dal 23 all’8,5%, mentre il  il PIL pro capite è salito da 4100$ a 10810$.

I progressi non sono stati solo sul piano sociale, ma anche sul piano della democrazia. Sono stati istituiti organismi amministrativi locali di democrazia diretta, le Comuni. Nell’ambito dell’organizzazione del lavoro, dell’aggregazione sociale e della gestione del territorio, dei quartieri e delle loro risorse sono state introdotte e sostenute forme di autogestione e autorganizzazione.

Il Partito Socialista Unito del Venzuela (PSUV), principale membro della coalizione pluripartitica della sinistra che attualmente governa il Venezuela, conta due milioni di iscritti. E’ presente in tutte le fabbriche, private o nazionalizzate, e negli uffici pubblici, dove iscritti e sostenitori hanno scelto liberamente di finanziare la campagna politica di quest’anno.

Stato, governo e partito sono strutture simbiotiche, con una forte adesione popolare che non potrà scomparire anche in mancanza di Chavez, benché questi col suo carisma sia stato l’uomo chiave della Rivoluzione Bolivariana.

Dietro quest’esperienza socialista, unica nel terzo millennio, così come dietro a tutte le esperienze di emancipazione collettiva, rimangono sempre i meriti e l’umanità degli individui. Confidiamo che Hugo Chavez mantenga nella sua battaglia contro la sorte e la natura, la stessa forza che ha usato contro le ingiustizie causate dall’uomo.

“Somos guerreros de la vida”

 

GIOVANI COMUNISTI MONZA E BRIANZA – RivoltiaMonza   Giovani Comunisti

AGGIORNAMENTO al 18-12-12, per dovere di cronaca: Nonostante le condizioni di Chavez e la sua assenza dal territorio nazionale, vittoria Bolivariana alle regionali

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