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Lavorare meno, lavorare tutti!


1MaggioMilano2.1

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Breve introduzione teorico­-politica su Marxismo, Socialismo e Comunismo


Ricostruire i Giovani Comunisti/e

Pubblichiamo una prima dispensa utile per la formazione dei Giovani Comunisti redatta dai compagni Alessandro Pascale e Flavio Di Schiena, appartenenti al gruppo di lavoro Formazione dei firmatari del nostro appello.
Questo lavoro ha lo scopo di iniziare a far chiarezza circa questioni teoriche fondamentali su marxismo, socialismo e comunismo.

“Agitatevi, perché avremo bisogno di tutto il nostro entusiasmo.
Organizzatevi, perché avremo bisogno di tutta la nostra forza.
Studiate, perché avremo bisogno di tutta la nostra intelligenza.”

dispensa

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Il nostro saluto al compagno Gabriel Garcia Marquez


All’età di 87 anni ci ha lasciato il maestro Gabriel Garcìa Marquez: con lui se ne va una delle ultime vere voci libere del mondo e una delle massime espressioni del romanzo nel ‘900, il miglior descrittore della realtà del Sud America e della sua incredibile dialettica tra realtà storica e dimensione mitica.

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Nella sua opera l’America Latina è sempre una terra mitologica, onirica, ai confini dello spazio e del tempo, eppure perfettamente calata nella storia: una realtà parallela che ha preso il nome di “realismo magico”. E così, se il paese di Macondo vive in una sua dimensione fantastica, gli eventi narrati aderiscono strettamente all’incomprensibile complessità delle vicende della sua terra. Sfruttati e sfruttatori, rivoluzionari e reazionari: come non intuire, nelle pieghe di ogni sua creazione il forte respiro della tensione storica? Marquez fu un protagonista del suo tempo e dietro all’apparenza dell’immaginifico era sempre presente l’engagement sartriano, non solo in letteratura, ma anche nella realtà: le sue prese di posizione politiche furono sempre nette e chiare. Fu amico personale di Fidel Castro, fin da prima del ’59, convinto sostenitore della rivoluzione cubana e frequentatore dell’isola; fu un attento osservatore, come reporter sul campo, dell’esperienza socialista cilena e della sua tragica fine; insieme all’omonimo matematico e a Jean-Paul Sartre, fece parte del Tribunale Russel incaricato di esaminare le violazioni di diritti umani in Cile; fu sempre attivo per la ricerca della pace e contro le ingerenze USA nella sua Colombia; negli ultimi anni si interessò al chavismo e alle vie al socialismo del XXI secolo. Sempre, insomma dalla parte delle rivoluzioni popolari e delle elementari spinte di riscatto umano che animano i protagonisti dei suoi libri.

Il primo evidente riferimento è quello a uno dei protagonisti del romanzo che gli valse il premio Nobel nell’82, Cent’anni di solitudine: il colonnelllo Aureliano Buendìa, che “promosse 32 sollevazioni armate e le perse tutte”, eccellente esempio di rivoluzionario romantico, il modello a cui Marquez si ispirò nel delineare tutte le sue figure ideali di uomini politici. Dai disillusi eroi di guerra protagonisti di Nessuno scrive al colonnello e L’autunno del patriarca, al calco di Simón Bolívar che domina Il generale nel suo labirinto: tutte figure alle prese con gli inganni, i dolori, le insidie del potere. E tutti, comunque, legati all’irreale realtà dell’America Latina, spesso accompagnati da forti e determinanti figure femminili, unico punto fermo e sicuro davanti alla contradditorietà del mondo. Dipingendo un affresco magicamente iperrealista della storia sudamericana da Simón Bolívar fino a Hugo Chavez, Gabo “ha proposto una rifondazione mitica dell’America Latina come terra del possibile” (Rosalba Campra, Rinascita).

“Desidero che il mondo sia socialista, e credo che prima o poi lo sarà.”

Gabriel Garcia Marquez

Giovani Comunisti Monza e Brianza

 

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Saluto dei Giovani Comunisti Monza Brianza al Congresso dell’Associazione Nazionale di Amicizia Italia-Cuba Circolo Brianza “FABIO DI CELMO”


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Buonasera compagne e compagni, vi porto il saluto del Partito della Rifondazione Comunista di Monza e Brianza e dei Giovani Comunisti. Da qualche anno l’imperialismo statunitense ha rotto gli indugi ed è andato all’attacco di tutti i paesi in posizione strategica dal punto di vista economico-politico che ancora non sono sotto la sua influenza. Questo attacco ha portato a colpi di stato e tentativi di sovvertire governi stranieri, anche se eletti democraticamente. Gli esempi sono molti a partire dalle primavere arabe e subito dopo la Siria, l’Ucraina e il Venezuela socialista, già da tempo nel mirino degli USA. In questo contesto l’informazione borghese copre le responsabilità statunitensi e ci descrive rivolte e colpi di stato, spesso nazi-fascisti o di fondamentalismo islamico, come sollevazioni per la libertà e la democrazia. Le violenze vengono coperte e le uccisioni o l’uso di armi proibite viene sempre attribuito al regime considerato scomodo. Basti ricordare le armi chimiche di Assad, la copertura dei nazisti di Svoboda o la vergognosa manipolazione di immagini in Venezuela. L’ipocrisia dei benpensanti condanna la violenza solo in un senso e l’opinione pubblica non vede, o non vuol vedere, le responsabilità delle guerre civili e diventa complice, consapevole o meno, del progetto degli Stati Uniti contro paesi socialisti e altri che ancora non si piegano al loro giogo. Cuba rientra in questo contesto come il più antico e longevo baluardo di resistenza agli USA. Sotto attacco politico ed economico da oltre 50 anni, ha rappresentato e tuttora rappresenta il punto di rifermento delle rivoluzioni di ispirazione socialista e bolivariana del Sud America, come dimostra anche il recentissimo vertice della CELAC svoltosi proprio a l’Havana. In Italia 50 anni di disinformazione e di bloqueo hanno portato a un’immagine distorta e ideologizzata della situazione dell’isola, attaccata da quasi ogni organo di informazione nazionale con l’aiuto di dissidenti cubani al soldo del padrone nordamericano. Il nostro compito come comunisti è di riportare la verità riguardo a Cuba e difendere l’idea di un sistema economico e sociale diverso, anche rivendicando i risultati raggiunti dall’isola in tutti i settori, del sociale, medico, scolastico ecc. per migliorare la qualità della vita delle persone; il tutto nonostante l’embargo statunitense. Alla fine dello scorso anno, grazie all’attività della vostra associazione, tutte le organizzazioni comuniste del territorio sono riuscite ad attivarsi per organizzare un evento in difesa della rivoluzione cubana dai vili attacchi della controrivoluzionaria Yoani Sanchez, ospitata poco tempo prima in un teatro della nostra città. Noi Giovani Comunisti pensiamo che questo sia stato un evento importante per contrastare la disinformazione italiana che distorce l’immagine di Cuba. Inoltre speriamo che sia solo l’inizio di una fruttuosa collaborazione, con l’Associazione di amicizia Italia-Cuba e con i compagni degli altri partiti e associazioni, che oltre alla questione cubana possa allargarsi anche ad altri temi politici che tutti condividiamo e che possa aiutarci a mettere insieme le forze e unire le lotte, almeno a livello locale. Nella speranza di una continua collaborazione futura, vi porgiamo i migliori auguri per lo svolgimento del vostro congresso.

Hasta la victoria siempre.

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Venezuela, Nicolas Maduro: «Preparano il colpo di stato»


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Due morti, oltre 60 feriti (molti gravi) e 70 arre­sti. Que­sto il bilan­cio delle vio­lenze seguite alle mani­fe­sta­zioni stu­den­te­sche orga­niz­zate dall’opposizione vene­zue­lana gio­vedi a Cara­cas. A rimet­terci la vita, uno stu­dente di destra, Bas­sil Ale­jan­dro de Aco­sta, e un lea­der cha­vi­sta molto cono­sciuto nello sto­rico quar­tiere del 23 Enero, Juan Mon­toya, detto Juan­cho: uccisi entrambi con un colpo alla nuca. Un altro colpo ha rag­giunto alla pan­cia una ragazza che cer­cava di impe­dire l’assalto a Vtv, la tele­vi­sione di stato, e si è pen­sato a un terzo morto, ma dopo essere stata ope­rata la ragazza sem­bra fuori peri­colo. La ten­sione era alta già da qual­che giorno. In diversi stati del paese — Merida, Tru­jillo, Ara­gua e Cara­bobo — c’erano stati taf­fe­ru­gli e qual­che fermo, ma le mani­fe­sta­zioni nella capi­tale si erano svolte senza inci­denti fino a tarda sera. Poi, le vio­lenze, gli spari e i morti.

Le cami­cie rosse cha­vi­ste festeg­gia­vano la gior­nata della gio­ventù e i 200 anni di una sto­rica rivolta con­tro il colo­nia­li­smo spa­gnolo. I gio­vani di oppo­si­zione, che hanno sfi­lato die­tro le ban­diere della Mesa de la uni­dad demo­cra­tica (Mud) rispon­de­vano agli appelli delle ali più oltran­zi­ste dell’opposizione e dei gruppi impren­di­to­riali: per chie­dere «la salida», la par­tenza di Nico­las Maduro dalla pre­si­denza del Vene­zuela. In prima fila, volti noti del golpe del 2002, inten­tato con­tro l’allora pre­si­dente Hugo Chá­vez: Leo­poldo Lopez, Maria Corina Machado e Anto­nio Ledezma. Continua a leggere

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