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I BUONI MAESTRI – Comunicato stampa


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Nella giornata del 13 novembre, gli studenti del collettivo Jan Palach, provenienti dall’istituto Zucchi, assieme ai Giovani Comunisti (PRC), all’Unione degli Studenti (UDS) e ad altri studenti della provincia monzese, hanno indetto una manifestazione per esprimere il proprio dissenso nei confronti del maxi-emendamento “Buona Scuola”. Con l’intento di promuovere una concreta alternativa all’ormai fragile sistema scolastico, gli studenti hanno organizzato una serie di lezioni tenute da giovani liceali e universitari quali approfondimenti di discipline già trattate, oppure mai affrontate in sede scolastica; l’iniziativa mirava ad incoraggiare la discussione, il dibattito e l’affinamento di capacità critiche riguardo temi di attualità che raramente vengono portati all’interno delle aule.

In seguito ad un’introduzione riguardante le gravi mancanze e le problematiche della riforma, sono state cinque le relazioni offerte ai partecipanti, che si sono svolte coprendo l’intero arco della mattinata: la questione del popolo kurdo (cenni di geopolitica, approfondimento sul confederalismo democratico, l’HDP e il PKK), il gender (discussione sulle diverse elaborazioni della diversità sessuale), la globalizzazione e il TTIP (problematicità del concetto di globalizzazione, il fenomeno della modernizzazione, il TTIP come trattato segreto fra UE e USA), il copyleft e il diritto d’autore (dibattito sul significato odierno del diritto d’autore e dei costi comportati da tale diritto), questioni di filosofia morale: le scelte che tutti dobbiamo (problematicità e quotidianità delle categorie morali).

L’intera manifestazione si è svolta a Monza, in largo Mazzini, in un luogo pubblico, in un’atmosfera di partecipazione e condivisione, che ha stimolato gli studenti presenti, al pari della cittadinanza che si trovava nelle vie centrali della città. Non a caso: il messaggio portato in piazza era rivolto non solo a studenti, professori, personale scolastico e genitori, ma alla cittadinanza tutta, ugualmente coinvolta nelle recenti riforme.

Collettivo “Jan Palach” – liceo Zucchi (Monza)
Giovani Comunisti Monza e Brianza – PRC
Unione degli Studenti – Monza e Brianza

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Tanto tempo fa, in una galassia lontana lontana … PENSIONI


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Comunicato Stampa manifestazione studentesca Monza 10/10/14


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Oggi, Venerdì 10 Ottobre, 500 studenti provenienti da tutta la provincia di Monza e Brianza sono scesi in piazza per rivendicare una scuola pubblica, gratuita e accessibile a tutti, contro le logiche di mercato di cui EXPO è l’esempio.

Il corteo è partito dall’Arengario, passando per la sede di Confindustria, simbolo di un’immagine di scuola soggiogata al mercato del lavoro, che determina quindi il percorso formativo di noi studenti secondo la concezione della scuola-azienda.

La manifestazione si è poi spostata davanti all’ISA e alla Villa Reale, dove abbiamo protestato contro l’utilizzo dei fondi pubblici con i quali è stata ristrutturata una parte della Villa che ospiterà gli uffici di EXPO 2015. Questo spreco di fondi è l’esempio più eclatante di come le Amministrazioni ritengano il Grande Evento una priorità e la Scuola Pubblica una spesa. Abbiamo infatti calato un striscione dalla Villa Reale per ribadire la nostra contrarietà a EXPO 2015, in quanto evento che porterà alla regione e allo Stato solamente debito, cemento, precarietà e mafia.

Dopo un sit-in davanti alla Villa, il corteo è ripartito verso la sede della Provincia (Via Tommaso Grossi), responsabile in questi anni di un mancato investimento verso settori pubblici come l’edilizia scolastica e i trasporti. Questi ultimi, infatti, sono parte delle numerose spese che ogni studente deve sostenere annualmente per accedere ai luoghi di formazione.
Siamo successivamente giunti davanti al Provveditorato. Qui abbiamo espresso un forte dissenso verso la proposta di legge del Governo riguardante la scuola, che mira fortemente a una privatizzazione dei Saperi, tramite contributi regionali alle scuole paritarie e finanziamenti alle scuole da parte di privati. Questo rientra perfettamente nella logica di una scuola-azienda che fornisce manodopera gratuita agli imprenditori, mascherandola come un’opportunità per l’individuo. L’esempio più palese sono i vergognosi lavori-non-lavori dei volontari EXPO.

Un’ultima tappa del corteo è stata l’Ufficio Scolastico Provinciale, dove abbiamo distribuito libri ai cittadini, dimostrando simbolicamente la nostra idea di istruzione: pubblica, senza costi e realmente accessibile a tutti.
La manifestazione si è infine conclusa in Arengario, con interventi da parte delle studentesse e degli studenti che hanno partecipato all’evento.

Unione degli Studenti Monza
Unione degli Studenti Vimercate
Collettivo Compost
Giovani Comunisti Monza Brianza
Student* ISA – Monza
Student* Porta – Monza
Student* Zucchi – Monza
Student* Einstein – Vimercate
Student* Banfi – Vimercate

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14 Novembre – Dissenso di massa, repressione di stato.


Il 14 novembre è stata una giornata straordinaria per il movimento studentesco e per l’opposizione sociale al governo Monti e alle politiche di austerità.  Gli studenti hanno preso massivamente coscienza di chi è responsabile di questa situazione politica, economica e sociale. Hanno messo sotto assedio i luoghi del potere politico, gli istituti bancari e palazzi di rappresentanza delle istituzioni europee senza fermarsi nemmeno di fronte agli schieramenti ingenti di forze dell’ordine schierate a tutela dell’ordine costituito.
Sulla consueta dialettica di piazza, si sono però instaurate delle gravi dinamiche repressive. Noi Giovani Comunisti che abbiamo aderito e partecipato alla giornata, ci sentiamo in dovere di fare alcune puntualizzazioni e attribuire alcune responsabilità politiche.

Sappiamo bene che questo governo non è abituato al dibattito parlamentare con l’opposizione, dal momento che in parlamento l’opposizione non esiste e i partiti rappresentati in quell’assemblea in ultima istanza votano sempre compattamente i provvedimenti del Governo. 
Non ha nemmeno consuetudine con un confronto di tipo elettorale, visto che nasce senza alcuna legittimazione democratica per volontà dei mercati finanziari, delle istituzioni economiche europee e di tre partiti, PdL, PD e UDC, il cui consenso complessivo non supera ormai più di un terzo della popolazione italiana, come dimostrato dalla percentuale di astensionismo alle recenti elezioni siciliane.
Queste premesse già delineano un quadro di democrazia non propriamente compiuta. Non ci aspettavamo dunque che il governo ascoltasse la voce degli studenti contrari alle politiche di austerità e alla destrutturazione della scuola pubblica e dello stato sociale. E’ un peccato però che una delle poche voci dissenso che riescono a imporsi con forza in un dibattito politico uniforme e povero di contenuti, sia declassata a problema di ordine pubblico. Un modo come un altro per non parlare dei problemi sollevati. La prova di questo intento è il fatto che pochissimo tempo dopo quei cortei il PD festeggia insieme agli altri partiti del montismo, un massiccio finanziamento alle scuole private di  223 milioni, mentre sulle scuole pubbliche si fa austerità.

Vorremmo chiudere qui il comunicato, ma purtroppo il 14 novembre Monti, i suoi ministri e i suoi supporters non si sono accontentati di ignorare il dissenso e di descriverlo come un rumoroso brusio, ma hanno espresso l’intento di reprimerlo e azzittirlo con la violenza e l’intimidazione. Manganelli accaniti su persone rimaste isolate, inermi e già stese a terra, lacrimogeni sparati su tratti di corteo del tutto pacifici ad altezza uomo o – peggio – dall’alto, identificazioni arbitrarie, arresti con accuse irragionevoli, “visite a casa” di vari apparati statali per terrorizzare i genitori, mirano unicamente a spegnere nella paura di ritorsioni fisiche e penali personali, il protagonismo studentesco collettivo.
Dei tanti fatti accaduti vogliamo stigmatizzarne uno emblematico.
Se dalle finestre di una sede istituzionale, com’è il ministero della giustizia, sono sparati lacrimogeni sugli studenti inermi che sfilano pacificamente nelle strade sottostanti, questa si manifesta non come sede di un potere democratico, ma la sede di un potere autistico e violento che teme il dissenso. (Vedi video)
La responsabilità della Ministra della Giustizia, Paola Severino, presente in sede ministeriale al momento dei fatti, e della Ministra dell’Interno Anna  Maria Cancellieri, responsabile della gestione dell’ordine pubblico, della Polizia di Stato, èin virtù di questo episodio,ancora più manifesta.
In virtù dell’accaduto invitiamo gli studenti a non demoralizzarsi. Parteciperemo alla loro mobilitazione in maniera ancora più convinta e compatta. E come noi tanti altri giovani indignati dall’arroganza del potere e incazzati per la loro condizione sociale.

GIOVANI COMUNISTI MB – RivoltiaMonza

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SCUOLA E UNIVERSITA’ PUBBLICHE! PROFUMO NON CI MERITI!


Questa sera una ventina di studenti dei Giovani Comunisti di Lecco e Monza e dell’Unione degli Studenti di Vimercate sono intervenuti pacificamente alla Festa Democratica di Osnago in occasione della presenza del Ministro Profumo.

Abbiamo mostrato alcuni striscioni e distribuito dei volantini in cui si spiegava chiaramente l’operato di questo Governo, in perfetta continuità con quello precedente: privatizzazione e smantellamento dell’istruzione di massa, pubblica, gratuita e laica. Le forze dell’ordine ci hanno allontanato per identificarci e non abbiamo potuto proseguire il nostro intervento all’interno del dibattito e, dunque, non siamo riusciti a porre pubblicamente domande e critiche al Ministro.

L’inversione di tendenza, decantata del ministro Profumo, rispetto ai tagli e alle privatizzazioni dell’istruzione pubblica è strumentale e non veritiera. Da quando il Governo Monti si è insediato non è stato percepito nessun cambiamento rispetto ai precedenti governi, in particolare dal punto di vista di finanziamenti per scuole, università, edilizia scolastica e diritto allo studio.

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